Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning – Recensione

Quella di Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning è una remaster piuttosto anonima, la quale esegue il classico compitino per riportare in auge una vecchia gloria del passato. Ovviamente, l'esperienza del gioco base è stata arricchita grazie ad un pacchetto completo che include anche tutti i DLC sinora usciti. Il risultato finale ci lascia tiepidi, seppur rappresenti una buona occasione per recuperare - e mettere nel proprio bagaglio culturale da videogiocatore - un GDR piuttosto valido.

Negli ultimi anni THQ Nordic si è impegnata nel proporre un’offerta ludica vasta, tanto da essere arrivata a sviluppare la bellezza di settantadue titoli contemporaneamente. Nell’ultima decade, infatti, la compagnia ha concluso una quantità spropositata di acquisizioni. Tutto ciò è avvenuto dopo una bancarotta fraudolenta della vecchia THQ, il cui marchio è stato acquisito da Nordic Games nell’ultimo decennio. Come già detto, il noto publisher ha proposto nell’ultimo periodo diverse remastered e remake, tra cui SpongeBob Squarepants, Destroy All Humans! e Saints Row The Third, ripetendo infine lo stesso procedimento con Kingdoms of Amalur: Reckoning.

Infatti, il gioco di ruolo di 38 Studios e Big Huge Games torna in una nuova edizione intitolata Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning, la quale sottolinea l’operazione di rimasterizzazione fatta in occasione della pubblicazione su current-gen. Il titolo, rilasciato in origine sui sistemi PlayStation 3, Xbox 360 e Microsoft Windows, vide il coinvolgimento di figure illustri come l’autore fantasy R.A Salvatore, Todd McFarlane (autore di Spawn) ed infine Ken Rolston (designer di TES III: Morrowind e TES IV: Oblivion) nel ruolo di designer esecutivo del gioco. Questa nuova edizione di Kingdoms of Amalur prevede diversi miglioramenti grafici e comprende tutti i DLC sinora rilasciati per il GDR, in attesa della nuova espansione prevista per il 2021. In questi giorni  abbiamo giocato al titolo approfonditamente, grazie ad un codice gentilmente fornitoci sotto embargo, e siamo finalmente pronti a parlarvi del ritorno nella Terra dei Fae.

Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning: scegli il tuo destino, Senzafato!

Quello di Kingdoms of Amalur è un mondo che rispecchia le grandi opere fantasy occidentali. Che si passi dai canoni imbastiti da The Elder Scrolls al leggendario Silmarillion di Tolkien, è facilmente comprensibile quante cose in comune abbiano queste opere. Amalur ci riporta  nella Terra dei Fae, una delle tante regioni che compongono il vasto regno di Amalur. Esso è stato messo in ginocchio dall’armata dei Tuatha Deohn guidata dal generale Gadflow, il quale agisce nel nome del Dio Tirnoch. Il regno è stato devastato dall’efferatezza di questi mortali, mettendo in crisi tutte le razze che abitano al suo interno. Un grande male a cui deve rispondere una grande speranza. Non a caso, il giocatore veste i panni di un predestinato, colui che è risorto dal mondo dei morti ed è divenuto il Senzafato. Attraverso le sue gesta intraprendiamo un lungo viaggio nelle Faelands, guidati da nobili compagni pronti ad aiutarci nell’epica missione di mettere fine al regno del terrore imbastito dai Tuatha Deohn.

Il nostro io virtuale corrisponde ad una serie di caratteristiche che rispecchiano i canoni del regno di Amalur, un guerriero di razza capace di utilizzare magie ed abilità uniche. L’universo fantasy di Amalur ci coinvolge in una storia coinvolgente, la quale più volte porrà delle scelte al nostro eroe. Ciò parte innanzitutto dai dialoghi, i quali fungono da pilastro portante nella formazione di nuove alleanze. La componente ruolistica è dunque abbondante, specie nel momento in cui la nostra capacità di persuadere l’interlocutore di turno è ampiamente soddisfatta. Difatti, persuadere gli NPC sarà una delle meccaniche più utili nel contesto narrativo. Infatti, oltre al poter ottenere delle ricompense esclusive, sotto il profilo della narrazione ci permetterà di stringere nuovi legami in un batter d’occhio, utili nelle missioni più pericolose. La trama, inoltre, aggiungerà qualche infarinatura politica tra le città che popolano le Faelands, con diversi intrighi che vedranno le varie razze scontrarsi verbalmente. Al già noto contesto narrativo, in Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning si aggiungono anche i DLC, espansioni narrative le quali arricchiscono la già abbondante storia del noto GDR. Disponibili sin da subito per essere completati, una buona occasione per tornare nel regno di Amalur ed assaporare i contenuti aggiuntivi sotto una veste grafica aggiornata.

Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning img receUna minaccia da sventare

Passata la creazione del personaggio, mediante un editor fin troppo essenziale per un gioco di ruolo, il nostro Senzafato è finalmente pronto per combattere. Il sistema di combattimento della riedizione di Kingdoms of Amalur risulta svecchiato e al passo con i tempi, grazie anche all’impronta action-rpg che alleggerisce il ritmo del gameplay. L’eroe, discendente di una delle quattro razze disponibili in fase di creazione, ha delle capacità combattive promettenti, le quali si evolvono grazie ad un sistema di progressione solido che entra in azione ad ogni level up. Il giocatore può migliorare diversi parametri del proprio Io virtuale tra cui alcune caratteristiche passive, utili in azioni secondarie tra cui dialoghi, furti e commercio. Abbiamo poi a disposizione le capacità combattive, le quali sbloccano nuove abilità per le armi e ne migliorano l’efficacia. Ogni abilità del ramo adibito al combattimento (a sua volta diviso in tre sezioni) vanta di abilità stratificate a livelli, le quali possono essere potenziate più volte per migliorare i bonus ottenuti. Infine troviamo un altro ramo dedicato ai destini, delle carte che attivano ulteriori benefici ed abilità uniche. Anche queste carte si evolvono tramite livello e possono essere equipaggiate in qualsiasi momento.

Ulteriori bonus arrivano dagli equipaggiamenti che utilizzeremo in battaglia, anche se questi ultimi si deterioreranno man mano che verranno utilizzati. Il sistema di combattimento, svecchiato grazie all’edizione rimasterizzata, si ripresenta semplice ed intuitivo. Oltre agli attacchi base affidati alle armi primarie e secondarie, il giocatore può fare affidamento sulle abilità e sulle magie equipaggiate, estremamente utili per conseguire una combo di attacchi o, meglio ancora, per eliminare gruppi di nemici. Rispetto alla versione originale non troviamo aggiunte di alcun tipo, se non qualche extra dato dai contenuti scaricabili inclusi in questa edizione. A dare maggior spessore all’offerta ludica sono presenti side quest in grande quantità, utili per guadagnare esperienza extra, monete d’oro e ricompense speciali. Il mondo di gioco si presenta ricco di punti d’interesse , avvalorato dalle regioni aggiunte dai DLC, invitando il giocatore ad esplorare nuove aree per vivere altre avventure. Contenutisticamente e al di fuori di tutto ciò che è stato pubblicato al post-lancio del titolo, non vi sono concrete aggiunte, limitando Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning ad essere una semplice edizione definitiva rimasterizzata.

Tutto qui?

Passiamo finalmente a ciò che c’interessa realmente in questa occasione. Il comparto tecnico di Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning trae vantaggio da diversi benefici, come una risoluzione maggiore più definita ed un frame rate più fluido, rendendo l’esperienza di gioco più godibile. Il rinnovato comparto tecnico permette alle Faelands di risplendere in tutta la loro bellezza, con un sistema d’illuminazione capace di avvalorare un mondo fantasy variegato. Ci saremmo comunque aspettati un lavoro più complesso in generale, anziché dei classici 1080p e sessanta fotogrammi per secondo.

Il lavoro compiuto però non garantisce un restauro grafico perfetto. Infatti, il titolo inciampa sulla profondità di campo, con effetti di pop up tali da intaccare la godibilità visiva del prodotto. Possiamo però gioire dell’aspetto grafico grazie alla cura con cui armi ed armature sono state limate, potendo assaporare la loro bellezza scrutandole dallo schermo con dei primi piani certosini.

Anche il comparto audio è stato svecchiato, con effetti sonori decisamente più definiti e la riconferma della localizzazione italiana, la quale garantisce un ulteriore accessibilità a questo mastodontico gioco di ruolo.

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Matteo Murri
Matteo Murri
Appassionato di videogiochi e anime sin da tenera età, il suo primo videogioco fu Super Mario 64 per Nintendo 64, col tempo si affezionò alle console di Sony partendo appunto dalla prima Playstation. Oggi è un cacciatore di trofei su Playstation 4, predilige gli sparatutto, i titoli di corse e i picchiaduro, ma gioca veramente di tutto!

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