I Pilastri della Terra – Libro Uno – Recensione

Questo Libro Uno de I Pilastri della Terra è riuscito a convincermi. Nonostante un gameplay molto semplice, il titolo riesce in quello che ritiene importante, la trama. Quest'avventura non è assolutamente adatta a tutti, il suo carattere politico-religioso medioevale può risultare indigesto ai più. Se siete appassionati di intrighi, tradimenti e complotti troverete in questo primo episodio pane per i vostri denti. In attesa che vengano annunciati i prossimi due capitoli, sono curioso di scoprire cosa Daedalic riuscirà ad inventarsi per portare avanti quanto fatto fin'ora.

Annunciato a fine Novembre del 2014, la prima parte de I Pilastri della Terra, titolo sviluppato da Daedalic Entertainment, è finalmente disponibile su PlayStation 4. Per chi non lo sapesse, I Pilastri della Terra è un’avventura grafica punta e clicca che tratta la storia narrata nel libro omonimo di Ken Follet, uscito nel lontano 1989.
Nonostante l’uscita piuttosto in sordina, quest’avventura è riuscita, nel suo piccolo, a rendere giustizia alla propria controparte cartacea cosa che, a dirla tutta, è piuttosto rara. Con grande piacere vi invito a leggere questa mia recensione sulla prima parte di un titolo in grado di stupire.

Questo primo episodio, o meglio “Libro Uno”, è composto da un prologo iniziale e da successivi 7 capitoli ed il tutto si riesce a portare a termine nel giro di qualche ora (7 nel mio caso) mentre dal punto di vista narrativo va a “coprire” ciò che viene raccontato nella prima parte del libro. Non mi dilungo troppo nell’esporvi la trama per evitare fastidiosi spoiler, sappiate solo che questo titolo non aggiunge nulla di inedito a quanto scritto sulla controparte cartacea e quindi se avete già letto il libro saprete già dove la storia andrà a parare.
I Pilastri della Terra è ambientato nel 1135 d.C. in Inghilterra, nella fittizia città medievale inglese di Kingsbridge. Qui troviamo tutti i personaggi che ci accompagnano durante l’avventura: il giovane Jack, il Priore Philip, Tom Builder e tanti altri. Questi, tra una peripezia e l’altra, si ritrovano insieme per poter sopravvivere a svariate situazioni pericolose in cui andranno ad incappare.
La trama è ben strutturata, con colpi di scena ben orchestrati e difficilmente prevedibili. Ovviamente gran parte del merito va allo scrittore, Ken Follet, e al capolavoro che scrisse a suo tempo (tanto da vendere più di 14 milioni di copie in tutto il mondo). Daedalic, comunque, non si è adagiata sul successo del libro ed ha deciso di dare una sua interpretazione, tanto da assicurare al giocatore una buona libertà d’azione permettendogli di influire attivamente sull’andamento di alcuni eventi. Certo, il succo rimane quello raccontato di Follet, ma la possibilità di partecipare in prima persona a ciò che sta accandendo mi ha fatto incuriosire ancor di più.

Recensione de I Pilastri della Terra – Libro Uno, che racconta la prima parte dell’omonimo romazo di Ken Follet.

Il gameplay di I Pilastri della Terra si presenta come un’avventura grafica punta e clicca molto semplice. Il titolo contiene tutte le peculiarità del genere, esplorazione di ambienti bidimesionali, enigmi e moltissimi dialoghi.
Devo essere sincero, il livello di sfida è davvero ai minimi termini. Ovunque siate l’HUD vi ricorda sempre sia l’obiettivo da portare a termine in quel momento che il luogo in cui vi trovate. Gli enigmi sono risolvibili molto velocemente seguendo di volta in volta una logica abbastanza basilare, mentre i dialoghi, quasi tutti a scelta multipla, vi porteranno via la maggior parte del tempo che passerete a giocare.
Per facilitare ancor più il giocatore, durante l’esplorazione è possibile richiamare a schermo tutti gli oggetti e gli individui interagibili con la semplice pressione del pulsante L2, abbassando il livello di sfida nelle fasi di esplorazione. insomma, se cercate qualcosa di impegnativo questo gioco non fa per voi ma, fortunatamente, la trama riesce a motivare il giocatore nel proseguire l’avventura, nonostante un gameplay non troppo stimolante.
E’ questa l’unica vera colonna portante del gioco, che vi porta a voler scoprire il destino che spetta ai protagonisti di questa storia. La trama, infatti, non è lineare. Spinti a prendere decisioni in pochi secondi (scanditi da un timer), ciò che scegliete tra le varie opzioni può cambiare il destino di un personaggio, se non addirittura far cambiare piega alla storia stessa. Ovviamente il tutto entro certi limiti; il libro, dopotutto, fa da linea guida.

Tecnicamente il titolo si difende bene. Le ambientazioni, ben realizzate, riescono a trasmettere l’austerità del periodo storico in cui è ambientato il libro e, al netto di qualche animazione non al top, sono rimasto piuttosto soddisfatto del risultato finale.
Ho riscontrato qualche bug grafico di tanto in tanto, nei vari menu di gioco; giusto per citarne uno, mentre dialogavo con un frate gli si è staccata la testa, situazione che mi ha suscitato qualche risata.
Discreto anche il doppiaggio, con un accento inglese davvero simpatico, e la colonna sonora, quest’ultima accentuata soprattutto nelle fasi di gioco in cui si trattano temi religiosi.

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Mirco Neri
Nato già vecchio, Mirco entra nel mondo dei videogiochi fin dalla tenera età, passando le giornate a guardare il fratello giocare su computer. Non appena le mani divennero abbastanza grandi da impugnare un pad, nulla lo ha più allontanato dai videogiochi. Appassionato di quasi ogni genere videoludico, Mirco cerca di testare con mano ogni gioco che gli capita sotto tiro, dalle corse automobilistiche ai giochi di ruolo. Nonostante l'età avanzi inesorabile continua a pensare che il pad lo seguirà nella tomba.

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