HITMAN – Recensione

Hitman è un ottimo inizio, che però non getta le basi sufficienti a farci attendere spasmoticamente i capitoli successivi di questa nuova avventura ad episodi a causa di una trama praticamente assente. Le missioni disponibili risultano comunque di ottima fattura e la presenza dei contratti generati dalla community di gioco e dalla modalità escalation, con contratti di difficoltà crescente, aumenta discretamente la longevità di un prodotto che, altrimenti, perderebbe di mordente in poco più di tre/quattro ore. Al prezzo a cui viene proposto resta comunque un acquisto ben più che consigliato agli amanti del genere ed a chi cerca una sfida che prediliga l'osservazione e l'intelligenza alla forza bruta.

Alcune saghe hanno saputo sopravvivere agli anni ed affacciarsi alle moderne generazioni con una maggiore accessibilità e scendendo a compromessi sempre più massicci. Dopo un lodevole Absolution, giunge nelle nostre mani il nuovo Hitman, o meglio la prima porzione del nuovo Hitman. Ebbene si, anche Io-Interactive si piega alla dinamica degli episodi con la sua opera prima, giungendo a risultati altalenanti.

hitman 1Sono una brutta persona
Prima di tutto facciamo un piccolo riassunto di quanto avvenne nei capitoli precedenti. Nella nostra precedente avventura nei panni del nostro antieroe pelato e “barcoddato” abbiamo finalmente reciso ogni legame con la fantomatica Agenzia, società che acquisiva e designava i nostri bersagli, pagandoci profumatamente per i nostri servigi. Sembra quindi ovvia la scela adottata dagli sviluppatori di proporre un nuovo capitolo che si svolge prima di tutti gli eventi narrati nei precedenti episodi e, nel prologo, affronteremo proprio l’addestramento che ha permesso al “buon” 47 di entrare nella fantomatica ICA. Chi ha giocato Absolution e, in generale, i titoli precedenti della saga si troverà immediatamente a casa durante le prime, guidate, missioni, ritrovando tutte le meccaniche che hanno reso celebre questa saga. Al solito, il nostro antieroe si trova a dover eliminare alcuni bersagli designati nel modo più pulito possibile, con una pletora di variabili e modalità di esecuzione che mai ci saremmo aspettati; ma andiamo con ordine.

hitman 2Episodi che passione
Dicevamo poco fa che gli sviluppatori hanno dovuto cedere il passo ed adeguarsi ad una struttura episodica per questo nuovo capitolo, struttura che in molti generi ha avuto un discreto successo. Hitman quindi prova questa strada, proponendo un prologo dove svolgeremo un lungo ed articolato Tutorial ed una prima missione ambientata a Parigi. Il prologo vero e proprio altro non è che un modo elegante di far conoscere ai neofiti le dinamiche di gameplay, ma, al contrario di quanto succede nella maggior parte dei titoli, qui ci troveremo a vivere tre missioni ricostruite nella base dell’agenzia per dimostrare le nostre attitudini ed abilità. Le prime due in particolare risultano piuttosto guidate, mentre la terza ci costringe già ad usare abbondantemente le meningi ed a studiare l’ambiente e le abitudini del nostro bersaglio. Parigi risulta invece un ritorno alle origini in grande stile, con una mappa vasta, liberamente esplorabile, piena di NPG e di punti dove nasconderci e tenedere agguati. Non ci si può lamentare minimamente del lavoro svolto in questo senso dagli sviluppatori, ma purtroppo questa struttura episodica va a togliere completamente il lato narrativo all’esperienza, che ben presto si riduce ad una serie di missioni da svolgere perchè ci è stato ordinato. Va detto che la mole di variabili presenti fa si che il fattore rigiocabilità del singolo capitolo sia elevatissima, visto i coloriti modi per porre fine alle vite dei nostri ignari bersagli.

Hitman 3Ballo in maschera
Pad alla mano, il feeling che si percepisce è il medesimo che avevamo con Absolution, ma non privo di qualche modifica. Il sistema di controllo e movimento è rimasto invariato, così come le coperture. Invariata anche la dinamica di travestimento del nostro eroe, che ha subito però una piccola modifica; rispetto al capitolo precedente è sparito “l’istinto”, che ci permetteva, pagando una barra che si ricaricava nel tempo, di passare inosservati. La motivazione è presto spiegata: gli NPG in grado di riconoscere il nostro protagonista sono stati drasticamente ridotti, e sono ben segnalati a video, ammesso manteniate attivi gli aiuti. Diventa quindi fondamentale avere il giusto travestimento per la giusta zona ed il giusto momento.
E’ stato inoltre potenziato anche il fattore interattività con le varie guardie, che possono essere distratte dalle monete, mediante la disattivazione di luci e motori o facendo scattare di proposito allarmi di varia natura. Questa interattività, unita ad altre piccole chicche, come l’uso di chiavi inglesi e piedi di porco per forzare porte, serrature o interagire con alcuni elementi, va ad ampliare notevolmente la rosa delle possibilità a noi offerte.
Il modello di shooting rimane ottimo, anche se non vorrete utilizzarlo, visto che mietere vittime innocenti distrugge brutalmente la valutazione delle missioni, mentre la difficoltà, già di base non semplicissima, può essere portata a livelli estremi disabilitando tutti gli aiuti e le indicazioni nell’interfaccia, nonchè aumentando la difficoltà vera e propria del titolo.

hitman 4Una bella pelata
Per quanto concerne il mero aspetto tecnico, Hitman su PS4 risulta ben più che gradevole fin dai primi minuti di gioco, mostrando veramente i muscoli nella prima vera missione a Parigi. Gli ambienti sono ricolmi di dettagli, suppellettili ed accessori, tutti ben realizzati, anche se pochi in realtà sono realmente interattivi. La mole di NPG a schermo in certi momenti è spaventosa, come già ci aveva mostrato il suo predecessore su PS3, e questi sono realizzati discretamente e discretamente variegati.
l framerate si dimostra solido e senza particolari incertezze, mentre abbiamo notato un leggero ritardo nella risposta dei menù, sia nella loro comparsa che durante la fruizione degli stessi.
Buono il comparto sonoro nel complessivo, con un discreto doppiaggio in inglese sottotitolato in italiano. Non possiamo invece esimerci dal criticare i tempi di caricamento, che in certi casi risultano leggermente troppo lunghi senza motivazioni apparenti.

GUIDE TROFEI

Little Big Workshop – Recensione

Da amante di strategici e simulativi, ho sempre apprezzato la complessità del proporre sfide organizzative ai giocatori. Passando tra moltissimi esponenti del genere, da...

Space Crew – Recensione

Siamo in un periodo decisamente impegnativo in qualità di videogiocatori. Il mese di ottobre è solito mettere sul piatto una miriade di videogiochi, le...
Loris
Loris "Asmodeus_Psycho" Mattiolo
Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ha iniziato a giocare sull'ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console SEGA e Nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Ama il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegna nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

6 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome