Gran Turismo Sport – Recensione Singleplayer

Dopo una lunga attesa Gran Turismo Sport è finalmente approdato sugli scaffali, proponendo un'esperienza di gioco e di guida assolutamente fantastica. Ottime le varie novità, come i crediti durante la modalità Arcade, l'allenamento giornaliero e la nuova valuta. Peccato invece per l'IA che fa un piccolo passo avanti ma non è ancora abbastanza per poter essere considerata un valido avversario. Le 150 auto sono realizzate in maniera perfetta, curate sotto ogni aspetto. Il titolo è ovviamente straconsigliato per tutti coloro che hanno da sempre amato questa saga e non vedono l'ora di scaldare per bene i motori, se però fate parte di un'altra categoria di videogiocatori dovreste comunque provare un giro in pista.

Dopo una lunga attesa durata quasi 2 anni, abbiamo avuto il piacere di provare Gran Turismo Sport nella sua versione definitiva. Questo settimo capitolo della saga sviluppata da Polyphony Digital, capitanata dal maestro Kazunori Yamauchi, venne presentato durante la Paris Games Week nel lontano 2015 ed in quell’occasione fu subito annunciata la data di uscita ufficiale, il 16 novembre 2016. Ovviamente venne rinviato.
Tralasciando questo lungo ritardo, il nuovo capitolo di questo famoso simulatore di guida approda ovviamente in esclusiva PlayStation 4 e, dopo aver girato in pista più e più volte, siamo pronti per parlarvi di ciò che ci ha offerto in termini di contenuti e qualità in generale. Allacciatevi il casco e sfrecciate nella nostra recensione!

Gran Turismo Sport Lista TrofeiRecensione di Gran Turismo Sport

Al nostro primo avvio, Gran Turimo Sport ci ha accolti con un elegantissimo e vastissimo menù accompagnato da un background semplicemente fantastico, che ci mostra alcune foto di supercar ed auto “normali” che si affacciano su paesaggi reali. Quelle che però saltano subito all’occhio sono le modalità di gioco Arcade, Campagna e per ultima Sport, accompagnate dalle sezioni “Case Produttrici”, “Lobby” e “Panorami”, posizionate proprio lì di fianco.

A completare il ricco menu iniziale troviamo anche altre sette voci. “Casa”, ovvero il vostro garage, “Editor di Livrea”, una sezione dedicata a tutti coloro che amano personalizzare la propria auto nonchè casco e tuta del pilota. A seguire “Il mio Archivio”, una sorta di galleria digitale che conserva i nostri scatti o replay salvati, “Cambio Miglia”, novità introdotta in questo settimo capitolo che consente di scambiare i Punti Miglia (nuova valuta extra ottenibile sbloccando obiettivi o completando semplici gare) con oggetti limitati, personalizzazioni o vetture speciali non acquistabili nei normali concessionari presenti nel titolo (nel nostro caso erano una “BWW Safety Car” e una “Corvette C7”).

Dopo aver spiegato le voci disponibili nel menù è ora di passare all’argomento principale della nostra recensione: la componente offline e tutto ciò che la circonda.
Cominciamo a parlare della modalità “Arcade”, che a sua volta è composta da sei tipi di gara differenti che andremo subito a spiegare. Si parte dalla classica “Gara Singola” dove, una volta scelta la località tra le 17 disponibili (tra cui segnaliamo anche la presenza della nostra bellissima Sardegna), il gioco ci dà la possibilità di selezionare un’auto già in nostro possesso o di scegliere tra un roster di vetture appartenenti a diverse categorie, dalla meno performanti a alle vere e proprie auto da competizione.
Una volta scelta la nostra auto non ci resta che selezionare il livello di IA da associare ai nostri avversari ed il gioco è fatto, siamo pronti per scendere in pista.
Anche in questa modalità è possibile guadagnare crediti in numero crescente in base alla difficoltà selezionata
, aspetto che potrebbe far storcere il naso ai puristi del racing game in quanto così facendo il tutto viene semplificato. Nonostante questo, abbiamo apprezzato il livello di sfida dei nostri avversari se si decide di selezionare l’IA più competitiva: anche se ancora presente il classico “trenino” di auto che contraddistingue da alcuni anni la saga, abbiamo notato un’aggressività decisamente più marcata rispetto ai capitoli precedenti.

Una modalità Arcade ben strutturata e con alcune novità interessanti

Altro classico delle modalità presente in Gran Turismo Sport è la “Gara a Tempo” che non ha bisogno di presentazioni o particolari spiegazioni. Troviamo poi la  “Prova Derapata” in cui, com’è facilmente intuibile, la nostra sfida si svolge a suon di derapate sull’asfalto. Si prosegue con “Gare Personalizzata” dove possiamo settare tutto a nostro piacimento e gareggiare come vogliamo noi. Infine troviamo “Schermo Condiviso”, modalità ormai scomparsa quasi in maniera definitiva in questa generazione, e la novità “Tour VR”, identificata come una modalità speciale che consente di provare l’ebrezza di guidare una macchina da corsa, grazie alla periferica PlayStation VR.

Insomma, Polyphony Digital ha confezionato un pacchetto abbastanza vario per questa modalità Arcade, facilitando il giocatore con l’introduzione dei crediti nelle gare arcade offline ed aggiungendo alcune piacevoli novità come i nuovi Punti Miglia che permettono di sbloccare auto esclusive. Per aiutare il player ad arricchire il suo garage, è stato introdotto l’Allenamento Giornaliero, un obiettivo che ci chiede di percorrere un totale di 42KM al giorno su qualsiasi pista ed in qualsiasi modalità per poi essere premiati con un auto totalmente casuale, dalla Bugatti alle più scarse della categoria N100.

Passiamo ora al fulcro di Gran Tursimo Sport, la modalità Campagna che anche in questo capitolo si divide in 3 parti: Accademia di Guida, Sfide Missioni ed Esperienza sul circuito. L’obiettivo della prima modalità lo si intuisce già dal nome: ebbene si, le mitiche sfide patenti che da sempre sono state un simbolo della saga Gran Turismo tornano anche su Sport, proponendoci 48 sfide suddivise in egual numero tra le categorie “Principiante” e “Intermedio“. Le cose si fanno ovviamente più interessanti nel secondo livello di sfida che ci propone tantissime tecniche di guida: prendere l’oro non sarà affatto facile, a meno che non siete dei veri e propri amanti delle sfide hardcore!
Ogni 8 eventi di questo tipo che completiamo c’è un’auto omaggio ad aspettarci, ovviamente nella sezione “Principianti” non aspettatevi delle supercar ma è pur sempre un’altra alternativa per collezionare nuovi veicoli nel vostro garage.

Altra modalità presente nella Campagna è Sfida Missioni, una serie di 8 gare con difficoltà crescente divise in 8 fasi. Come in Accademia di Guida; anche qui il nostro premio è una nuova vettura ogni volta che finiremo una di queste fasi, durante le quali dovremo fare i conti con diverse modalità. Oltre alle più classiche presenti nei vari racing game, troviamo la tanto amata e odiata Sfida i Coni, dove saremo chiamati ad abbattere tutti i coni presenti in pista nel minor tempo possibile, Sfida Velocità dove l’obiettivo è raggiungere una determinata velocità prima di raggiungere il traguardo.

La modalità Carriera è ricca di missioni, ma non come i precedenti Gran Turismo

Troviamo poi Re del Settore, dove il nostro scopo è quello di superare tutti gli avversari prima di terminare un settore della pista su cui si gareggia, Sfida 1 Giro, in cui dobbiamo superare tutti i nostri concorrenti evitando contatti, ed infine troviamo la sfida Raggiungi, in cui dobbiamo raggiungere l’auto avversaria, partita con un giro di vantaggio.

E’ ora il turno della terza modalità della Campagna singleplayer: Esperienza di guida. Questa richiede di portare a temrine una serie di prove a tempo su ogni tracciato, dove saremo chiamati a realizzare il miglior tempo affrontando un certo numero di curve crescente fino ad arrivare al giro completo del circuito. Nulla di più semplice detto a parole, pad alla mano c’è però da sudare!

Devo essere onesto. Ho giocato questa campagna in modo abbastanza approfondito ed ho notato una quantità di modalità disponibili minore rispetto ad un qualsiasi Gran Turismo uscito negli anni passati. Avrei sinceramente gradito maggior attenzione da questo punto di vista, magari con novità consistenti che al momento mancano.

A chiudere il cerchio delle modalità principali troviamo Sport, parte dedicata esclusivamente al reparto online che si sblocca finendo tutte le prove dell’accademia di guida. Purtroppo non abbiamo avuto modo e tempo di provare in modo approfondito questa parte del gioco ed abbiamo quindi deciso di parlarne in un apposito speciale che sarà online successivamente.

150 auto compongono il roster di Gran Turismo Sport

Passiamo ora ad un altro punto fondamentale di Gran Turismo: il parco auto. Come ben abbiamo potuto leggere in rete diverse volte, molti giocatori hanno punito a spada tratta Gran Turismo Sport in quanto al momento conta “solo” 150 vetture, numero che però andrà piano piano crescendo grazie al supporto del team di Yamauchi.
Inoltre, i modelli poligonali 3D realizzati dal team di sviluppo sono estremamente realistici e curati sotto ogni minimo  dettaglio, raggiungendo picchi mai toccati prima dalla saga. Proprio per quest’ultimo motivo e per il sicuro supporto futuro con DLC dedicati non mi sono sentito assolutamente d’accordo con l’utenza sopra descritta, ma anzi sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla realizzazione tecnica di ogni veicolo che si accentua ancor di più nei Replay del dopogara che regalano su schermo un vero e proprio fotorealismo, soprattutto su PlayStation 4 Pro ad una risoluzione di 4K.

Le vetture sono ovviamente suddivise in concessionari. Il sopracitato menù di Case Produttrici, ovvero il vero marketplace automobilistico di Gran Turismo Sport, si presenta in maniera molto semplice grazie ad una suddivisione per i continenti Europa, America ed Asia-Pacifico; troviamo inoltre anche una zona dedicata TAG Heuer, partner ufficiale del titolo, che racconta la storia della famosa casa di orologi. A loro volta, le tre categorie dedicate ai continenti sono suddivise in nazioni, tutte rappresentate dai marchi più prestigiosi come Ferrari o Lamborghini nel nostro caso.
Ci teniamo inoltre a precisare che alcuni marchi sono stati arricchiti dalla Vision Gran Turismo, in cui è possibile comprare dei veri prototipi da gara realizzati dal team di Polyphony in collaborazione con le case automobilistiche in questione.

Ovviamente in un racing game, ciò che conta davvero è il feeling che si ha pad alla mano, anche perchè non tutti dispongono di una vera postazione gaming per i titoli in questione. Ovvio, Gran Turismo Sport è senza ombra di dubbio sviluppato per essere goduto appieno con volante, pedaliera e cambio, ma nonostante questo il titolo riesce a regalare un’ottima esperienza di gioco anche con il DualShock 4, riuscendo a far percepire le differenze di guida tra le auto meno performati e i veri bolidi da pista.

DualShock 4 o volante? Gran Turismo Sport si comporta in modo eccelso in entrambi i modi

Il team di sviluppo, per raggiungere questo risultato, ha utilizzato una simulazione fisica dei veicoli di ultima generazione, migliorata grazie ai dati ottenuti nel mondo reale, regalando una simulazione di guida “facile da utilizzare perché estremamente realistica”, come afferma la software house stessa.

Se siete invece intenzionati ad acquistare il gioco per utilizzare una postazione simulativa al 100%, il titolo è compatibile con i modelli Thrustmaster T-GT, T500RS, T300RS, T150 FORCE FEEDBACK, T80 RACING WHEEL.

Come ormai è consuetudine, concludiamo questa recensione di Gran Turismo Sport parlando del suo aspetto grafico. La risoluzione per i possessori di PlayStation 4 è la 1080p a 60fps. Chi invece dispone di una TV 4K HDR può usufruire di entrambe le tecnologie grazie a PlayStation 4 Pro, che fa girare il titolo anche a 60fps.
Ovviamente questa seconda soluzione è quella che regala il miglior fotorealismo, ma in entrambi i casi si nota la cura maniacale nei grandi e piccoli dettagli soprattutto, come vi abbiamo anticipato, sulla realizzazione 3D delle auto, sia dentro che fuori. Molto dettagliate anche le piste, con strade texturizzate alla perfezione e un’ambientazione che a volte lascia senza fiato.
Segnaliamo la totale assenza dei danni fisici alle auto, un vero peccato.
Ottimo lavoro anche per la realizzazione del comparto audio, che regala al giocatore un campionamento del rombo dei motori ottimo e che riesce a far distinguere ad occhi chiusi un bolide da una monovolume. Anche la colonna sonora è azzeccata ed è caratterizzata da tracce audio che trasmettono senso di pace o aggressività grazie alla grande varietà di artisti presenti.

GUIDE TROFEI

Watch Dogs: Legion – Recensione

Rilasciato lo scorso 29 ottobre ed ora disponibile anche sulle console next-gen, Watch Dogs: Legions è il terzo capitolo della nota saga Ubisoft, la...

Dirt 5 – Recensione

Dopo averci fatto vivere delle vere e proprie esperienze simulative grazie a Dirt Rally e Dirt Rally 2.0, Codemasters torna nuovamente su Play Station...

Chicken Police – Recensione

Dopo ben 7 anni passati al fianco delle console di ottava generazione, possiamo finalmente affermare di aver vissuto una vera esplosione di produzioni tripla...

Sakuna: Of Rice and Ruin – Recensione

I videogiochi nipponici hanno sempre incluso, in qualche modo, parte della cultura giapponese, cogliendo riferimenti, personaggi e ricorrendo spesso e volentieri a storie ad...
Francesco Suozzo
Francesco Suozzo
Appassionato di console sin da bambino, ha cominciato la sua carriera da videogiocatore con l'intramontabile PlayStation One e tanto tempo ci vorrà prima di attaccare il DualShock al muro. Predilige con maestria quasi tutti i generi videoludici, eccezion fatta per i puzzle game. Ha un debole per JRPG e RPG ed è un malato di Final Fantasy e Metal Gear Solid.

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome