God Eater 3 – Recensione

God Eater 3 è una grandissima occasione mancata da Bandai Namco per riportare in auge il brand. Passando da una trama poco entusiasmante e davvero ripetitiva, una IA degli Aragami non proprio eccellente e dall'assenza di un vero e proprio "end-game". Se non altro, un gameplay frenetico e ben pensato, rendono God Eater 3 davvero semplice e divertente da giocare, da solo oppure in compagnia. In attesa di scoprire quale sarà il futuro della saga, vi consigliamo ponderare a fondo l'acquisto per non incorrere in pentimenti.

Rilasciato a Dicembre 2018 nella terra del Sol Levante, approda finalmente in occidente, sulle nostre amate PlayStation 4,God Eater 3, terzo capitolo della saga Action RPG di Bandai Namco iniziata originariamente nel 2010.
Con questo terzo capitolo, Bandai Namco ha provato ad avvicinare vecchi e nuovi giocatori per cacciare mostri sempre più grandi per la salvaguardia del mondo.
Fatta questa breve introduzione, impugnate la vostra arma, equipaggiatevi a dovere e gustatevi la nostra recensione!

God Eater 3 – Recensione

God Eater 3 è ambientato in un mondo dominato dal caos e dalla distruzione, nel quale le misteriose molecole “Oracle Cell” hanno dato vita agli Aragami, potentissimi mostri pronti a divorare ed uccidere qualsiasi cosa intralci il loro cammino.
Per l’intera durata dell’avventura vestiremo i panni di un nostro alter ego virtuale, un God Eater, chiamato “Adattabile”, il cui DNA è stato mischiato con quello di un Aragami. Questa unione ha donato al nostro God Eater un immenso potere, rendendoci in grado di fronteggiare gli Aragami ad armi pari.
Con questo incipit ha inizio la nostra avventura in God Eater 3. Per quanto ho potuto testare, il tutto si propone con un viaggio alquanto ripetitivo, dalla trama, purtroppo, non entusiasmante. Fattore non da poco, in quanto potrebbe portare i videogiocatori ad annoiarsi molto presto.
Potrete portare a termine la storia in circa 25/30 ore massimo, al termine della quale, purtroppo, non avremo tantissime cose da fare. Verranno introdotte delle missioni di Rango 7, più “difficili” di quelle disponibili in precedenza, ma anche queste non riusciranno a tenere incollato il videogiocatore, allungando la longevità di ben poco.

A livello di gameplay è innegabile come Bandai Namco abbia preso ispirazione dall’ultima fatica di Capcom, ovvero, Monster Hunter: World.
L’Action RPG di Bandai Namco risulta ottimo. Frenetico e divertente al punto giusto, in grado di mantenere rendere piacevole ogni battaglia con gli Aragami.
Rispetto a Monster Hunter: World, la curva di apprendimento di God Eater 3 è decisamente accessibile per i principianti. In quasi ogni meccanica, il titolo si presenta molto semplice e per nulla frustrante. Difficilmente vi capiterà fallire una missione terminando i tentativi disponibili.
L’IA degli Aragami, nonostante non brilli per adattamento ai combattimenti, riesce comunque a regalare un lieve senso di sfida nelle missioni di rango più elevato. Purtroppo ciò accade solamente durante la seconda metà di gioco. Infatti, prima di questo punto, abbiamo avuto pochissime difficoltà nello sconfiggere i mostri avversari, oltretutto dotati di pochissimi punti vita.
Se proprio devo trovare un difetto ai combattimenti, ho avuto diversi problemi nella gestione della telecamera. Questo è reso ancora più evidente durante gli scontri con due Aragami in spazi ristretti, la quale tenderà a “incastrarsi”, scattare e a muovere il personaggio a caso.

Come ogni buon Action RPG che si rispetti, anche God Eater 3 presenta un sistema di crafting. Accessibile e più semplice del previsto, molto più chiaro e gradevole rispetto alla concorrenza.
Il titolo vanta un gran numero di armi, fucili e scudi.
Ammetto di aver trovato una certa facilità nel trovare la mia arma ideale, grazie anche al sistema sviluppato da Bandai Namco.
Per poter forgiare (o potenziare)
le nostre armi, avremo innanzitutto bisogno dei progetti, i quali ci verranno consegnati completando le varie missioni della trama. I materiali per la creazione, invece, saranno suddivisi per Rango e per Missione, facilitando di molto la ricerca.
Ogni missione, sia essa principale o secondaria, potrà essere affrontata con un gruppo di quattro persone, con la possibilità, ovviamente, di invitare i vostri amici. Inoltre, nel caso in cui non abbiate altri con cui giocare, sarete comunque affiancati da quattro personaggi comandati dall’IA.
A differenza di quella degli Aragami, alquanto discutubile, l’IA dei nostri compagni è davvero ben sviluppata. Saranno sempre pronti a rianimarvi in caso di caduta e a lanciarsi sul bersaglio principale a capofitto, rendendo più semplice e dinamico il tutto.
Come anticipato ad inzio recensione, evidenzio nuovamente la ripetitività del titolo. Questo purtroppo è dovuto dallo scarso numero degli Aragami, i quali non faranno altro che ripetersi in tutti i ranghi. Questo porta anche alla noia, poiché il loro moveset sarà sempre lo stesso dall’inizio alla fine del gioco.

God Eater 3 arriva sulle console di attuale generazione con una risoluzione in 1080p e 30fps per l’ormai versione base di PlayStation 4 e con una scelta tra i 4K e i  1080p su PS4 Pro, con un frame rate altalenante che non raggiunge mai i 60fps stabili.
A livello prettamente grafico non sono rimasto molto soddisfatto. Le varie ambientazioni, oltre che ripetersi continuamente tra di loro, non riescono nemmeno a regalare un ottima resa su schermo. Cosa che fortunatamente non accade durante le scene di animazione, davvero ben fatte.
Di ottima fattura anche la OST e il doppiaggi inglese e giapponese, i quali risultano ben sincronizzati con labiale e sottotitoli (in italiano).

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Francesco Suozzo
Appassionato di console sin da bambino, ha cominciato la sua carriera da videogiocatore con l'intramontabile PlayStation One e tanto tempo ci vorrà prima di attaccare il DualShock al muro. Predilige con maestria quasi tutti i generi videoludici, eccezion fatta per i puzzle game. Ha un debole per JRPG e RPG ed è un malato di Final Fantasy e Metal Gear Solid.

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