Get Even – Recensione

Get Even è un titolo che si spacca letteramente in due dal punto di vista della valutazione. Da una parte abbiamo lo sparatutto, che pecca in molti aspetti e che rallenta notevolmente l'esperienza di gioco, a volte annoiando il giocatore. Dall'altra, invece, le fasi investigative ben strutturate e ricche di particolari, che contribuiscono a costruire una narrazione interessante, ingarbugliata e che regala qualche colpo di scena ben studiato e poco prevedibile. Farm 51, a nostro avviso, doveva procedere in una sola direzione, lasciando perdere l'andamento del mercato, e sarebbe arrivata ad un risultato sicuramente superiore dal punto di vista narrativo. Attenzione però, il titolo è già valido di suo da questo punto di vista, solamente aspettatevi qualche intoppo dovuto alla poca attenzione nello sviluppo delle fasi sparatutto.

La singolarità è un aspetto sempre ben visto in ambito videoludico, può portare a qualcosa di mai visto prima e che esce fuori dai soliti giochi che ormai invadono il mercato, ma non sempre porta ad un risultato positivo. Per uscire fuori dagli schemi, infatti, ci vuole coraggio, un qualcosa che se va storto potrebbe infangare la reputazione della software house; il team polacco di The Farm 51 non ha paura di questo e decide di provare una nuova strada con Get Even, uno sparatutto investigativo su cui ha scommesso BANDAI NAMCO. Dopo una lunga prova siamo pronti per parlarvi di questa nuova IP nella nostra recensione. Buona lettura!Get Even Recensione

Get Even – La nostra recensione

Il protagonista di Get Even è Cole Black e ciò che passa per la sua testa è il filo narrativo ingarbugliato e pieno di misteri di questa avventura, in cui non sappiamo mai cosa sta succedendo. E’ questo il punto di forza del titolo che, seppur già visto in altre produzioni, risulta essere sempre efficace per tenere accesa l’attenzione del giocatore.
Inizialmente conosceremo Cole Black come un semplice missionario che si vende al miglior salario e la sua missione iniziale è quella di salvare un ostaggio. Questo primo obiettivo, che funge anche da tutorial, ci porta di fronte ad una prima difficoltà: disinnescare una bomba vincolata al collo di una giovane ragazza sequestrata. Sembra che Cole riesca nell’intento ma, vi renderete conto sin da subito, non è semplice capire se ciò che stiamo vivendo è la realtà, ciò che è realmente accaduto. Cole, infatti, si risveglia un paio di giorni dopo la missione all’interno di un manicomio abbandonato con un ignoto aggeggio impiantato alla testa, non sapendo di cosa si tratti.
Ovviamente non vogliamo svelarvi altro della trama che, come avete ben capito, è abbastanza ingarbugliata da lasciare il giocatore sempre con quella voglia di scoprire qual è la verità e cosa si cela dietro ogni avvenimento. Per sciogliere i nodi bisogna raccogliere tutti gli indizi e le informazioni presenti nelle scene di gioco, così da poter capire qual è la realtà dei fatti.
Il senso di smarrimento lo si avverte fino a metà dell’opera, superata la quale iniziano ad incastrarsi i pezzi del puzzle che vengono ogni tanto mischiati da situazioni poco chiare. Da quanto descritto potete intuire che Get Even non gode di un ritmo incalzante ma anzi la narrazione risulta essere lenta e (appositamente) confusa; capirete dopo poco che è proprio questo il punto di forza del titolo e che, a discapito di un divertimento ludico poco marcato, lascia spazio ad una sceneggiatura che esalta una trama ricca di particolari.Get Even RecensioneInvestigazione e sezioni shooting sono le fasi che caratterizzano il gameplay di Get Even, che si alternano durante le missioni.
La ricerca degli indizi è senza ombra di dubbio la parte più interessante del titolo; “armati” dell’avanzatissimo smartphone di Cole, dovremo far luce sui misteri utilizzando le funzioni a nostra disposizione, tra cui la classica torcia ma anche il rilevatore di fonti di calore, che ci permette di visualizzare la posizione dei nemici anche se coperti da ostacoli, e la visuale a raggi ultravioletti, che rivela impronte digitali, tracce organiche e le orme lasciate da qualcuno precedentemente passato da quella zona.
La trama viaggia su un binario guidato che porta il giocatore dritto verso la fine senza troppe incertezze, ma questa fase investigativa riesce a dare un diversivo alla linearità. Gli indizi man mano scoperti, infatti, non seguono un filo logico ma anzi sono in ordine sparso e danno al giocatore la possibilità di immaginare quale potrebbe essere l’ordine esatto per dare un senso a ciò che sta avvenendo.
Tutto questo funziona molto bene ma l’inciampo vero e proprio di Get Even lo si riscontra durante le fasi dedicate al mondo fps. Farm 51, nonostante l’interessante corner gun che fa parte dell’equipaggiamento di Cole e che permette interessanti combinazioni tra lo smartphone e le armi leggere, non è riuscita a dare la giusta grinta agli scontri che (purtroppo) si presentano in numero abbastanza elevato durante l’avventura. Poche le armi a nostra disposizione, colpi inferti e ricevuti poco realistici, poca precisione nella mira e un livello di difficoltà non sempre costante negli scontri sono il lato debole di questa produzione tanto da rendere le fasi shooting un passatempo poco gradito.
Il team di sviluppo ha sicuramente inserito questi scontri a fuoco per dare a Get Even un bacino d’utenza più ampio, allargandolo agli amanti degli fps, ma doveva approfondire meglio queste fasi per rendere il titolo più godibile.Get Even RecensioneL’Unreal Engine fa da padrone in molte produzioni videluodiche ed anche Get Even non è da meno. La versione utilizzata in questo caso è stata modificata ma l’età di questo motore grafico si fa sentire e il risultato finale del titolo Farm 51 ne risente.
Si nota, infatti, un aspetto tecnico generale che non spicca in nessun frangente e che propone a schermo un impatto visivo che non si distacca dalla media delle altre produzioni. Con un occhio non troppo attento si notano alcune texture caricate in ritardo, modelli poligonali non troppo dettagliati o ambientazioni spesso riproposte. Tutto questo giova ovviamente a favore di un framerate sempre stabile, che non mostra incertezze neanche durante le fasi più concitate ed affollate, ma avremmo sicuramente gradito un lavoro più dettagliato dal punto di vista grafico anche a discapito di qualche frame in alcune occasioni.
Di tutt’altra fattura è invece il comparto audio, che ci ha positivamente stupiti sin da subito. L’utilizzo di un buon paio di cuffie è d’obbligo per godere a pieno dell’esperienza di gioco in quanto durante l’avventura vengono riprodotti diversi effetti sonori che tengono il giocatore sotto tensione, soprattutto quando ci sono nemici in prossimità ed il notro Cole inizia a respirare in modo affannoso. Anche la colonna sonora contribuisce in modo egregio nella suspance del titolo con tracce sempre azzeccate, tra cui un paio che spiccano dalla massa in quanto molto orecchiabili.

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Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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