For Honor – Recensione

For Honor arriva nei negozi con la necessità di accontentare le aspettative che i videogiocatori hanno nei suoi confronti. Al di là di una campagna single player che poteva essere più curata sotto molti punti di vista, il comparto multiplayer risulta essere valido e, soprattutto, originale, un prodotto che si discosta molto dai tanti titoli che sinora abbiamo giocato. Classi differenziate, struttura dei personaggi a livelli con equipaggiamenti potenziabili ed un gameplay solido ma da padroneggiare a dovere per gestirlo nel migliore dei modi, sono sicuramente i punti di forza del titolo di Ubisoft Montreal. Il comparto tecnico, seppur non granitico nel framerate, riesce a soddisfare lo sguardo del videogiocatore attento al dettaglio. In definitiva, For Honor è un titolo che o piace o è meglio lasciarlo stare, il suo gameplay non lascia spazio a mezze misure; se siete quindi alla ricerca di sanguinosi e tecnici combattimenti corpo a corpo questo è un prodotto che fa che voi, se invece non siete molto attirati da questa tipologia ed in più non siete famosi per la vostra pazienza ci sentiamo di dirvi che forse è meglio direzionare il vostro sguardo altrove.

Dopo tanta curiosità suscitata nei videogiocatori, causa la sua particolare struttura del gameplay, Ubisoft rilascia nei negozi la versione retail di For Honor che rafforza ciò che abbiamo già potuto provare nelle fasi di alpha e beta pubblica. Messe le mani su questo titolo ci siamo subito buttati nelle battaglie imbracciando la nostra tagliente arma e, fendente dopo fendente, siamo riusciti a dire la nostra su questo nuovo titolo, sviluppato da Ubisoft Montreal. Buona lettura!For HonorAnche se si è sempre parlato della modalità multigiocatore come quella primaria del titolo, in For Honor possiamo cimentarci anche in un’avventura in single player. Si tratta di diciotto missioni, sei per ogni fazione presente nel titolo, che narrano di una catastrofe che ha portato ad avere gli scontri tra le diverse popolazioni di Samurai, Vichinghi e Cavalieri.
Dopo mille anni di continue lotte si intravede uno spiraglio di pace ma, ovviamente, è solo un’illusione destinata a durar poco. La speranza di un equilibrio tra le tre fazioni viene disturbata da Apollyon, una guerriera che incarna a tutti gli effetti lo spirito della guerra e che farà di tutto per mettere di nuovo astio tra le tre civiltà, per ristabilire lo status di continua lotta tra loro dando origine a quella che lei considera l'”età dei lupi”.
Questo incipit non è affatto tra i più scontati ed infatti inizialmente sembra essere tutto molto interessate. Peccato però che sin da subito ci si rende conto di essere di fronte ad un single player che non riesce a decollare e che propone missioni che sembrano non essere legate tra loro, situazione che spesso ci ha fatto sentire sperduti. In queste troviamo infatti personaggi che non energono dal punto di vista caratteriale e carismatico, restando quindi estranei alle nostre emozioni.
Per rendere la cosa più appetibile, Ubisoft Montreal ha voluto aggiungere alcune sezioni di gioco che escono fuori dagli standard del titolo, come un inseguimento a cavallo ed alcuni elementi che possono rientrare nella categoria dei “collezionabili”, come punti di osservazione da raggiungere e sbloccare o alcuni oggetti da trovare e distruggere.
Tutto questo però non basta e il single player non riesce ad ingranare come dovrebbe; sembra infatti di essere di fronte ad un lungo tutorial utile per la modalità multigiocatore e che l’avventura portata a termine altro non è che un modo per prendere confidenza con i comandi, per conoscere quasi tutti i personaggi presenti nel gioco online e per poter esplorare le mappe dei nostri futuri scontri in rete.
Nonostante questo avremo però un qualcosa che ci spingerà a portare a termine l’intera storia, ossia l’atmosfera che Ubisoft Montreal è riuscita a ricreare. Le tre fazioni in guerra sono avvolte da disperazione, fame e degrado ambientale, tre fattori che si avvertono costantemente durante le battaglie. Queste caratteristiche si fanno sentire ancor di più durante gli scontri cruciali, enfatizzate grazie anche ad un gameplay che riesce quasi a farci protagonisti reali di quello che sta accadendo. Anche le animazioni giocano un ruolo fondamentale in tal senso, realizzate alla perfezione e che simulano attacchi e parate con un realismo praticamente impeccabile, per dare ancor più credibilità all’indole guerrigliera dei personaggi.
Bisogna però ammettere che, in fin dei conti, per avere il miglior feedback in termini di realismo bisogna passare alla modalità multiplayer, dove gli avversari contro cui ci scontriamo vengono controllati da persone e non da una IA, che seppur ben strutturata non è impeccabile. Nonostante i quattro livelli di difficoltà, facile, medio, difficile e realistico, e nonostante quest’ultimo propone una sfida senza un HUD di gioco che possa aiutarci, andando ad affrontare le battaglie online troverete sicuramente qualche difficoltà in più in quanto la CPU non propone in nessun caso avversari che ci daranno seri problemi per sconfiggerli.For HonorE’ arrivato il momento di parlare del fulcro di For Honor: la modalità multiplayer. Ad essere onesti non è proprio semplice dare un giudizio a questa modalità, ma dopo un periodo abbastanza lungo passato a provarla possiamo illustrarvela per bene.
Vi renderete subito conto che proprio qui farete caso, più di prima, a come siano differenti i diversi stili di combattimento e del loro ruolo all’interno delle battaglie. For Honor accontenta ogni tipo di giocatore, proponendo personaggi che vanno dal corazzatissimo tank a quello il cui punto di forza sono colpi veloci, fino ad arrivare allo stile da combattimento specializzato nel contrattacco. Ogni personaggio potrà essere potenziato grazie alla personalizzazione dell’arma e dell’abbigliamento, grazie ad oggetti da distruggere a fine battaglia per ottenere tutto il necessario per migliorare il nostro equip. A renderci sempre più competitivi entrano in gioco anche le abilità, sbloccabili ad ogni crescita di livello del personaggio e che potremo attivare durante i combattimenti per avere qualche vantaggio sull’avversario.
Proprio per questo continuo accrescimento del personaggio, abbiamo notato dopo non troppe partite che è di fondamentale importanza il bilanciamento delle squadre: il matchmaking in questo senso gioca un ruolo fondamentale in quanto, per evitare situazioni di forte squilibrio, deve “mischiare” giocatori che siano più o meno dello stesso livello. Noterete infatti che ad ogni nostro incremento coinciderà un graduale livellamente della “qualità” degli avversari, una caratteristica che costringe i giocatori ad affinare man mano le tecniche per avere la meglio. Per facilitare questa ascesa dei personaggi, Ubisoft dà purtroppo la possibilità di poter acquistare i potenziamenti dei personaggi, una scelta che noi non abbiamo apprezzato particolarmente ma che farà gola a chi cerca una scorciatoia per avere tutto e subito.For HonorLe modalità di gioco proposte variano in base a quanti player partecipano agli scontri e, di conseguenza, a come varia l’approccio alla battaglia. Per affrontare dei combattimenti più tecnici in termini di gameplay, peculiarità di For Honor, vi sono soluzioni 1vs1 o 2vs2, mentre se optate per il 4vs4 la confusione sul campo di battaglia inizia a farsi sentire con conseguenti scontri più votati alla casualità.
Il tutto si articola tra dodici mappe prese direttamente dai luoghi visitati nel single player, mappe che risultano essere abbastanza grandi e varie e che riescono a garantire scontri frequenti nonostante il numero ristretto di giocatori nelle squadre.
A questo punto però, vista l’importanza data a questa modalità multiplayer, non capiamo la scelta da parte dele team di sviluppo di usare server peer to peer e non dedicati. Sinceramente non abbiamo mai avuto problemi in termini di lag e il titolo risulta essere sempre fluido, ma ci è capitata qualche disconnessione dalle partite che ci ha fatto storcere un pò il naso.
Confidiamo in Ubisoft per vedere i piccoli ritocchi necessari e per un supporto futuro in termini di modalità e personaggi, un obbligo per un titolo di questo tipo che mostra sin dall’inizio una struttura più che valida.For HonorParliamo ora di ciò con cui chiudiamo quasi sempre le nostre recensioni: l’aspetto tecnico. Da questo punto di vista For Honor è decisamente notevole. Si nota sin da subito la cura dei personaggi, dettagliatissimi e con una struttura finissima dal punto di vista dei poligoni, tanto da rendere distinguibili le fazioni dei personaggi a colpo d’occhio anche da lontano. Le texture sono di ottima fattura anche se andiamo ad analizzare l’ambientazione nel dettaglio, in cui i particolari delle mappe sono molto vari e riconducibili immediatamente alle location in cui abbiamo affrontato le avventure in single player.
Il tutto viene mosso per bene tranne in alcune occasioni in cui si nota un calo di framerate, un aspetto che speriamo verrà risolto a breve con una patch.
Buona la colonna sonora, con melodie tipiche delle fazioni presenti nel gioco, ed il doppiaggio in lingua italiana ben sincronizzato ed espressivo.

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Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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