Annunciato a sorpresa durante l’ultima edizione dei The Game Awards, Ubisoft ha finalmente rilasciato sul mercato Far Cry: New Dawn! Seguito diretto di Far Cry 5, New Dawn ci riporta nella contea di Hope County anni dopo le avventure intraprese col Vice.
Con questa nuova iterazione della serie, Ubisoft ha puntato tutto su nuove meccaniche da gioco di ruolo, soprattutto nel combattimento, cambiando la struttura su cui si basa il gameplay, compreso di conseguenza l’equilibrio di gioco nel districarsi tra la trama e la ricerca di risorse.
Premetto che, dovendo dare qualche idea sul tema di cui si tratta, farò qualche piccolo “spoiler” sul finale di Far Cry 5. Nulla che, comunque, non abbiate già potuto vedere nei trailer di New Dawn prima del lancio.
Che aggiungere? Mettetevi comodi e godetevi questa mia recensione!

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Far Cry: New Dawn (PS4) Far Cry: New Dawn (PS4) 3 Recensioni 30,95 EUR

La nostra recensione di Far Cry: New Dawn

Far Cry: New Dawn, come già accennato, è il seguito diretto del quinto capitolo.
Le vicende hanno inizio, infatti, con un piccolo riassunto degli ultimi accadimenti. Dopo la pioggia di bombe atomiche (nel finale scelto come canonico), il mondo (sicuramente gli Stati Uniti) è stato ridotto in cenere. La popolazione, quantomeno i sopravvissuti, hanno passato diversi anni rinchiusi in dei bunker, attendendo la rinascita della natura. Una volta usciti, si sono trovati di fronte ad un mondo devastato ma rigoglioso, ricco di flora e fauna. Decisero così di ripartire da zero, ricostituendo la civiltà e stabilendosi a Prosperity, un agglomerato di abitazioni che iniziarono a chiamare casa.
Proprio quando tutto sembrava andare per il meglio, arrivarono le gemelle: Mickey e Lou, antagonisti principali della storia, a capo di una delle più grandi bande criminali del “nuovo mondo”, chiamata “Guerrieri della Strada”. Saccheggiarono Prosperity ed uccisero (o rapirono) chiunque creasse loro problemi, ottenendo il controllo dell’intera (o quasi) Hope County.
Ed è qui che ha inizio la nostra storia. Noi, chiamati essenzialmente “Capo”, siamo i responsabili della sicurezza di Rush, uomo dalle notevoli capacità a guida di una carovana itinerante con lo scopo di aiutare i sopravvissuti a ricostruire gli Stati Uniti. Veniamo improvvisamente contattati da Carmina, una sopravvissuta di Prosperity, in cerca di un aiuto contro le Gemelle. Appena arrivati ad Hope County subiamo un agguato delle Gemelle, Rush viene rapito e “Capo” sopravvive per miracolo raggiungendo, con Carmina, Prosperity.
Tutto questo viene spiegato nei primi 15 minuti di gioco, dando così il via ad una campagna della durata di circa 10-12 ore, al netto di tutti gli extra che l’open world ha da offrire.
Personalmente, la trama di New Dawn mi ha lasciato piuttosto indifferente. Nonostante una buona partenza, gli avvenimenti successivi prendono piede in modo “inaspettato”. In senso negativo. Tutto prende toni surreali, diciamo “mistici”, portando molto di quanto accade ad un semplice “perché sì”, più che ad una ponderata evoluzione degli eventi.
In questo seguito tornano moltissimi personaggi già incontrati in Far Cry 5. Devo ammettere che l’impatto emotivo nel ritrovarsi di fronte a certi personaggi è forte, anche se le scene che riusciranno a tenerci incollati allo schermo non saranno molte, soprattutto se non doveste aver giocato al capitolo precedente. È anche palese il tentativo di Ubisoft nel presentare diversi accadimenti in modo da emozionare il giocatore, soprattutto in parti che purtroppo non posso citare per evitare spoiler, ma che comunque non mi hanno scosso per niente.
Insomma. Ad essere sincero mi aspettavo molto di più sul fronte narrativo, soprattutto dopo aver vissuto lo sviluppo piuttosto interessante del Nuovo Eden del capitolo precedente.

La nuova Hope County

Hope County è sempre Hope County. Nonostante la distruzione atomica e gli smottamenti ambientali, è sempre possibile riconoscere molti dei luoghi chiave del capitolo precedente.
Tutta la nuova area esplorabile, leggermente ristretta rispetto a Far Cry 5, è stata ben realizzata. Ho quasi preferito questa nuova veste, ricca di colori saturi e vegetazione, rispetto alla passata. Sono presenti anche aree spoglie e fatiscenti, molto affascinanti soprattutto dopo il calar del sole.
Che dire, la creazione del mondo di gioco è una pratica ormai di casa in Ubisoft,  che ci dimostra ancor di più le loro capacità nel proporci ogni volta un mondo di ottima fattura. Davvero ben fatto!
Oltre alla trama principale, Hope County non ha moltissimo da offrire. Poche missioni secondarie, tutte legate allo sbloccare un compagno, qualche accampamento nemico da liberare e spedizioni in aree extra molto semplici e veloci. Veramente poca carne al fuoco, soprattutto per la ripetitività delle azioni che andremo a compiere.
Tutto il gioco si può affrontare in cooperativa con un amico o, in alternativa, con i compagni gestiti dall’IA. Questi ultimi, non tutti, particolarmente stupidi, anche nell’eseguire le azioni più semplici.

Risorse, quante risorse!

Inizia dalle risorse la moltitudine di aggiunte da gioco di ruolo che Ubisoft ha voluto sperimentare in New Dawn. Risorse di vario genere: molle, ingranaggi, componenti, nastro adesivo e così via. Ognuna di esse è essenziale allo sviluppo dell’equipaggiamento. Potrete trovarle praticamente ovunque, sparse per il mondo di gioco.
In questo nuovo Far Cry, infatti, dovremo creare ogni arma ed oggetto da lancio che vorremo utilizzare. Ogni arma ha un livello e, in base ad esso, richiede un quantitativo di risorse diverso per essere creata.
Oltre alle risorse comuni, conquistando gli avamposti nemici e rubando le autobotti ai guerrieri della strada, otterremo l’etanolo. Questa risorsa ha come unico scopo il potenziamento di Prosperity, la nostra base a Hope County. Potenziando la base abbiamo accesso a diverse migliorie: poter creare armi più potenti, kit medici più efficaci, viaggi rapidi e molto altro.
Questa componente, nonostante possa sembrare facoltativa, è in verità di vitale importanza nel proseguimento dell’avventura. Avanzando, infatti, vi troverete a dover affrontare nemici sempre più forti, impossibili da sconfiggere se non adeguatamente equipaggiati, ma ne parlerò meglio in seguito.
Questa nuova meccanica può sicuramente straniare tutti i vecchi appassionati della serie anche se, giocando con calma, non ho mai avuto necessità di fermarmi ad accumulare risorse.

Capitano, mio capitano

“Capo”, il nostro protagonista completamente personalizzabile, ha accesso ad una moltitudine di abilità, chiamate “Tratti”, sin da inizio gioco. Come ormai Ubisoft ci ha abituato da qualche capito a questa parte, i tratti sono di vario genere, dal poter portare più munizioni al poter abbattere silenziosamente alcuni nemici, passando per pesca, veicoli ed altre di vario genere. Sbloccare queste abilità, per quanto utili siano, non ha lo stesso impatto sul gameplay che ha il potenziare la base. Più che altro aumentano la varietà di possibilità che avrete a disposizione giocando.
Avanzando nella trama, senza fare spoiler, otterrete un altro piccolo gruppo di tratti. Questi ultimi sono molto più efficaci ed utili, anche se ricadono nel surreale che, personalmente, non ho molto apprezzato.
Per sbloccare le abilità,
invece che salire di livello, dovrete ottenere “Punti Tratto” completando delle sfide, tutte liberamente consultabili nell’apposito menù. Sono presenti un’infinità di sfide, molte di più di quelle necessarie allo sblocco di tutti i tratti. Potrete comunque potenziarne alcuni all’infinito, migliorando le vostre statistiche.

Barre di vita?!

Ebbene sì, come anticipato un paio di paragrafi fa, le meccaniche da gioco di ruolo vengono a risalto durante i combattimenti. Le armi hanno un livello, esattamente come i nemici.
Ogni arma, in base al proprio livello, ha statistiche dettagliate su danno, colpi al minuto, gittata e così via. Il danno che vediamo nel menù è esattamente quello che infliggeremo al nemico, con una maggiorazione in caso di critico. I nemici hanno anch’essi un livello, in base al quale avranno vita ed equipaggiamento migliorati.
Non voglio dilungarmi troppo, in fondo ci troviamo di fronte allo stesso stile di gameplay che vediamo da anni. Questa componente più parametrica potrebbe risultare “fastidiosa” solamente se non si è abituati a questo passaggio di genere, preferendo lo sparatutto classico.
Personalmente non ho avuto molti problemi, ma devo ammettere che, giocando a difficoltà normale, è già chiara la necessità di doversi impegnare sul fronte del potenziamento per avanzare. Soprattutto verso il termine dall’avventura quando i nemici inizieranno ad essere veramente tanti, potenti ed impossibili da sconfiggere se non preparati adeguatamente. Capisco l’intento di Ubisoft nello sperimentare, ma l’impiego di queste meccaniche potrebbe, a ragione, spazientire molti fan. Insomma, non aspettatevi di avanzare ad armi spiegate, lo stealth (anch’esso da potenziare) potrebbe salvarvi la vita più di quanto crediate.

La tecnica dietro al videogame

Tecnicamente, Far Cry: New Dawn si presenta in maniera splendida, soprattutto su PlayStation 4 Pro.
Il mondo di gioco è veramente ben strutturato. Aree curate, colori saturi bellissimi ed un rinnovo completo (o quasi) di questa Hope County post nucleare, sono l’esempio di come Ubisoft, su questo fronte, sia a livelli altissimi.
I modelli dei personaggi principali sono veramente ben realizzati,
con animazioni facciali curate e dettagliate. Poca varietà negli NPC, sia amici che nemici, quasi tutti uguali l’uno all’altro.
Musiche ambientali che ben si accostano alle varie situazioni di gioco e particolari scelte nelle canzoni ascoltate dai Guerrieri della Strada
, passando da hit degli anni ’90 a canzoni a me sconosciute ma davvero apprezzabili. Buono anche il doppiaggio, completamente in italiano anche se, francamente, la localizzazione mi ha strappato non pochi sorrisi di imbarazzo.
Pochi caricamenti e della giusta durata
non interrompono mai di troppo il gameplay.
Quasi a sorpresa, sono incappato in pochissimi bug e glitch. Ottima la pulizia di Ubisoft!
Chiudo col confermare la totale assenza di cali di frame-rate. Mai avuto rallentamenti, anche nelle azioni più concitate.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7.5
Nato già vecchio, Mirco entra nel mondo dei videogiochi fin dalla tenera età, passando le giornate a guardare il fratello giocare su computer. Non appena le mani divennero abbastanza grandi da impugnare un pad, nulla lo ha più allontanato dai videogiochi. Appassionato di quasi ogni genere videoludico, Mirco cerca di testare con mano ogni gioco che gli capita sotto tiro, dalle corse automobilistiche ai giochi di ruolo. Nonostante l'età avanzi inesorabile continua a pensare che il pad lo seguirà nella tomba.

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