Far Cry 4 – Recensione

Far Cry 4 è un seguito che non stravolge la già solida struttura del precedente capitolo. Le innovazioni introdotte all'interno della campagna principale sono infatti misere e di contorno, ma nonostante questo il gameplay continua a divertire e difficilmente vi staccherete dallo schermo dopo poco tempo che inizierete la vostra avventura. Il gameplay mischia azione, strategia e stealth, il tutto perfezionato da una buona varietà di armi ben bilanciate in base all'occasione. Ad arricchire ancora di più il tutto ci si mette l'ambientazione, che oltre ad essere ottimamente realizzata lascia la possibilità di muoversi liberamente in lungo e in largo durante ogni fase di gioco. Essendo un titolo Cross-Gen l'aspetto tecnico non eccelle fino alla perfezione, ma vi assicuriamo che comunque l'esperienza su console next-gen fa la sua modesta figura.

Ubisoft in quest’ultimo periodo sta rilasciando titoli di cui si è parlato molto durante la loro fase di sviluppo. Dopo infatti i due capitoli di Assassin’s Creed tocca ora a Far Cry 4, che prende la scia del terzo capitolo della serie, già di per sè ottimo.
Questa volta si passa però ad uno scenario diverso, sempre immerso in un mondo pieno di natura e sempre con lo scopo di sopravvivere sia alle insidie del posto che al solito antagonista di turno. Il luogo in questione è il Kyrat, una regione immaginaria situata alle pendici dell’Himalaya che ci trasporta in una terra decisamente più fredda rispetto alle calde Rock Islands che abbiamo potuto esplorare nel precedente capitolo. Vediamo se le montagne innevate sono riuscite a stupirci di nuovo!

Benvenuti nel Kyrat!
Il protagonista di questo titolo è Ajay Ghale, uomo originario del Kyrat che torna in questa terra dagli Stati Uniti per esaudire l’ultimo desiderio della defunta madre. Ci ritroviamo a bordo di una jeep con in mano un’urna cineraria, immersi nelle strade sterrate dove ben presto inizieremo a capire gli intrighi polici ed economici che regnano in questo territorio. Poco dopo incontreremo il dittatore del posto, Pagan Min, che con parole decisamente troppo dirette ci svela alcune cose sul passato di nostra madre, passato che il nostro protagonista non si sarebbe mai aspettato.
Da qui si inizia ad andare avanti per le vicende che vedono un susseguirsi di azioni terroristiche messe in atto da Pagan Min, azioni dentro il quale spesso si ritrova il nostro protagonista. Ma ciò che più risalta in questo titolo non è tanto la lotta contro il principale nemico di turno, quanto la storia in sè che vede come protagonista la lotta tra le due fazioni del Sentieri d’Oro, comunità che popolano il Kyrat e che hanno come obiettivo quello di contrastare tutte le azioni del perfido Pagan.
Ci troveremo infatti a fare delle scelte morali che riguardano proprio i differenti ideali delle due comunità, una più incline ad un programma rivoluzionario mentre l’altra più legata alle tradizioni del posto. Questa differenza di pensiero non scinde il concetto di bene e di male ma anzi metterà sempre in contrasto i due ideali con delle argomentazioni abbastanza profonde. Inoltre le scelte che faremo durante l’avventura non saranno fini a se stesse, ma daranno vita ad una narrazione che portarà ad uno degli otto finali disponibili.
Durante l’avventura non assisteremo ad avvenimenti o a sequenze epiche all’ennesima potenza, ma ad arricchire il tutto ci si mette un’ambientazione spettacolare, ricca e molto articolata da esplorale grazie anche alla possibilità di salire su per le montagne seguendo più strade possibili, caratteristica che spesso può risultare insidiosa soprattutto durante i combattimenti più concitati.

La solita base solida ma con alcune novità!
Il gameplay del titolo è strutturato praticamente sulla stessa base del precedente capitolo. Avremo a disposizione una vasta gamma di armi da utilizzare durante degli scontri, in cui sarà necessaria anche una buona dose di strategia con movimenti dietro ai ripari per evitare di fare una brutta fine. Le vaste aree dell’ambientazione forniscono infatti una grandissima libertà di movimento, tanto da poter pianificare spesso attacchi da lontano rimanendo nascosti negli anfratti che ci mette a disposizione la natura del territorio.
Bisogna però stare attenti, in molte zone la natura stessa ci sarà avversa e ci ritroveremo attaccati dagli animali selvatici del posto che non gradiscono la nostra presenza. Questi animali possono essere anche cacciati, componente fondamentale del titolo, ed una volta messi al tappeto potremo scuoiarli ed utilizzare poi le pelli per creare fondine, borse ed altri oggetti che ci miglioreranno la vita nel Kyrat. Inoltre una volta uccise le nostre prede potremo prendere dalla carcassa un pezzo di carne da lanciare come esca in mezzo a gruppi di nemici, assistendo così ad una carneficina effettuata dalla fauna locale nei confronti dei malcapitati.
Un altro modo bizzarro per approcciare con gli accampamenti nemici è quello di cavalcare un elefante, novità introdotta con questo capitolo, e partire alla carica devastando tutto ciò che ci si pone davanti. Questa variante, che smuove un pò il gameplay, viene proposta come obbligatoria in una sola missione della campagna principale mentre potremo sempre utilizzarla per conquistare gli avamposti irrompendo in modo scenico tra le fila dei nemici. Per la prima volta nella serie, questi avamposti potranno essere riconquistati dai nemici, una caratteristica che mantiene sempre viva la possibilità di scontrarsi con i nemici anche dopo aver finito l’avventura principale. Rimane spettacolare la fase esplorativa, grazie anche alla possibilità di arrampicarsi in appositi punti con un rampino che ci farà raggiungere altezze altrimenti inarrivabili e grazie al quale possiamo scoprire zone che nascondono tesori, erbe da raccogliere ed altri oggetti utili ed interessanti.

Struttura e multiplayer, anche coop!
Come un qualsiasi free roaming che si rispetti anche Far Cry 4 propone un’ottima varietà di attività secondarie da svolgere, anche se alcune di esse sono state prese di sana pianta dal precedente capitolo, come la possibilità di fornire provviste al villaggio o di conquistare gli avamposti di cui vi abbiamo parlato poco fa, quest’ultima attività utile per rendere visibile una porzione di mappa prima oscurata.
Tra le novità rientrano invece le missioni Shangri-La, ambientate in una sorta di “mondo parallelo” dai toni rossi e in cui dovremo affrontare dei nemici dall’aspetto indigeno rimanendo nascosti in stile stealth o al fianco di una tigre bianca che si scaglierà in automatico contro gli avversari.
Portare a termine queste attività secondarie farà aumentare i nostri punti esperienza ed il karma, utile per sbloccare nuovi Talenti che vanno ad aggiungersi a quelli che già sblocchiamo andando avanti nella storia principale. Questi talenti sono stati suddivisi in due profili distinti: l’Elefante, che ci permette di aumentare i potenziamenti fisici del personaggio, e la Tigre, che invece potenzia le nostre abilità. Entrambi possono essere gestiti da un apposito menù praticamente identico a quello visto nel precedente capitolo della serie.
A completare l’opera ci si mette la modalità cooperativa multigiocatore, che permette di affrontare tutte le missioni secondarie in compagnia di un amico che vestirà i panni di Hurk (personaggio già noto di Far Cry 3), mentre non è possibile giocare in due le missioni principali della trama.
Viene di nuovo proposto infine il multiplayer competitivo con tre modalità differenti. Si parte da Avamposto, dove lo scopo è difendere la propria bandiera dagli attacchi nemici, poi abbiamo Mascheda del Demone, dove una volta acquisita la maschera il giocatore deve tornare alla propria base con alcune abilità particolari che ci verranno date dall’oggetto stesso, ed infine Propaganda, dove l’obiettivo è di distruggere tre obiettivi con dell’esplosivo. Le mappe a disposizione per queste modalità non sono molto articolate, ma anzi spesso risultano essere sin troppo dispersive. Si evince infatti ancora una volta che questa modalità multigiocatore non è il fulcro del titolo, che invece si concentra per lo più sulla modalità single player.

GUIDE TROFEI

Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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