Earth Defense Force 5 – Recensione

Earth Defense Force 5, nonostante sia uscito alla fine del 2018, si mostra come un titolo obsoleto appartenente a una generazione ormai passata da tanto, troppo tempo. La monotonia che grava sul gameplay riesce a rendere il titolo noioso dopo nemmeno un'ora di gioco, per non parlare di una trama per nulla convincente e un comparto tecnico che lascia molto a desiderare. Insomma, abbiamo tra le mani uno dei titoli meno convincenti di questo splendido anno.

Sviluppato da Sandlot e distribuito da D3 Publishers, Earth Defense Force 5, ennesimo “more of the same” del brand, approda su PlayStation 4 in Europa l’11 dicembre 2018. Il titolo spinge i giocatori ad essere degli improbabili difensori della Terra, continuamente minacciata da forze aliene che bramano distruzione. Abbiamo giocato il titolo per qualche ora e siamo pronti per parlarvene in questa nostra recensione.

Recensione di Earth Defense Force 5, shooter in terza persona di D3 Publishers!

Se avete vissuto a pane e YouTube negli ultimi 5 anni, molto probabilmente saprete dell’esistenza di una casa produttrice cinematografica che prende il nome di Asylum, che ha dato vita non solo a un “mostro sacro” del cinema trash come Sharknado, ma anche a produzioni mostruose come “Mega Shark versus Giant Octopus” o Atlantic Rim. Spesso e volentieri, le produzioni a basso costo di questa compagnia traggono ispirazione da alcune pellicole cinematografiche di successo, proponendone una versione “mockbuster”, ma non è questo il punto. Cosa accomuna Earth Defense Force 5 ed Asylum? I mostri.
Lo shooter in terza persona di cui vi parleremo riprende alcuni elementi di questa casa produttrice low budget, ma prima di addentrarci nell’aspetto tecnico vi raccontiamo prima di tutto qualcosa sulla sua trama. Questo elemento in Earth Defense Force 5 è appena accennato, ma sostanzialmente il titolo trasforma il videogiocatore in un difensore della Terra, che con le forze speciali EDF sarà impegnato ad eliminare mostri e forze aliene che invadono il pianeta, avanzando in tante, troppe missioni. Quest’ultime, infatti, la cui varietà si limita a tipologia di mostri e ambientazione, non riescono ad immergere il giocatore nel titolo che, sotto molti punti di vista, appartiene a una generazione ormai passata. Questa IP, rigorosamente in inglese, presenta vari ostacoli nell’accessibilità per chi mastica poco o niente la lingua anglosassone in quanto manca totalmente qualsiasi tipo di testo su schermo; tuttavia, i dialoghi non presentano un lessico impossibile da capire al volo, dato che quest’ultimi si mostrano privi di qualsiasi capacità di trasmettere un’emozione al giocatore.

Earth Defense Force 5 è uno sparatutto in terza persona che propone varie classi di soldato e un’ampia armeria, ma nonostante ciò, quest’ultima non lascia molto spazio all’elaborazione di un determinato equipaggiamento, dato che i parametri raffigurati non vengono sfruttati nel gameplay. All’interno del titolo troveremo quattro classi tra cui: il Ranger, che viene sfruttata come normale fanteria, la Wing Diver, una forza speciale tutta femminile equipaggiata con un jetpack, l’Air Raider che fornisce un supporto tattico con i sistemi di comunicazione, ed infine il Fencer, un soldato dotato di equipaggiamenti ed armi pesanti con un potente esoscheletro.
Una volta scesi sul campo dovrete annientare qualsiasi mostro o forma di vita aliena che minaccia il nostro pianeta e questo, si ripeterà per ogni missione del gioco allo stesso modo; inoltre la fase di shooting, fulcro del gameplay, rasenta alcune volte il ridicolo proponendo un reticolo di tiro per nulla preciso nonostante la porzione di schermo che esso ricopre; tanti sono i nemici su schermo che appaiono contemporaneamente, ma tutti cadranno con un paio di colpi come se nulla fosse. Proprio in questo aspetto, il titolo delude senza ombra di dubbio, poiché non invoglia in alcun modo di proseguire nella campagna principale.

Se trama e gameplay ci hanno delusi, il comparto tecnico aggiunge un’altra nota dolente al gioco. Questo, infatti, mostra quanto il titolo sia obsoleto, con texture ripetute ovunque e un livelo del dettaglio che appartiene a una generazione ormai passata. Inoltre, il comparto grafico è per nulla invitante, così come i modelli poligonali, che si mostrano poco rifiniti. Il doppiaggio del titolo, rigorosamente in inglese come i menù, risulta privo di alcuna emozione, tanto da pensare che la recitazione sia stata eseguita da degli automi. Tuttavia, i dialoghi fortunatamente sono facilmente comprensibili anche da chi non mastica la lingua, ma l’inserimento di qualche sottotitolo – sempre in inglese – avrebbe sicuramente garantito una migliore accessibilità al titolo.

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Matteo Murri
Appassionato di videogiochi e anime sin da tenera età, il suo primo videogioco fu Super Mario 64 per Nintendo 64, col tempo si affezionò alle console di Sony partendo appunto dalla prima Playstation. Oggi è un cacciatore di trofei su Playstation 4, predilige gli sparatutto, i titoli di corse e i picchiaduro, ma gioca veramente di tutto!

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