In seguito all’ottimo primo capitolo uscito nel 2016, arriva finalmente sulle nostre PlayStation 4 Dragon Quest Builders 2!
Questa nuova produzione sandbox, affidata alla divisione Omega Force di Koei Tecmo, ci porta in un mondo costituito interamente da “blocchi”. Introdotti al mondo di Dragon Quest, nuovamente calati nei panni del “Costruttore“, siamo chiamati a riportare nel mondo la gioia della costruzione aiutandone gli abitanti.
Dopo mesi dall’uscita sul mercato giapponese, non ho potuto che fiondarmi su questa nuova avventura, distribuita da Square Enix, con estremo entusiasmo.
Dopo svariate ore in compagnia del costruttore e dei tanto colorati blocchi, sono pronto a raccontarvi la mia esperienza in questa recensione. Iniziamo!

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Dragon Quest Builders 2 - - PlayStation 4 Dragon Quest Builders 2 - - PlayStation 4 Nessuna recensione 51,00 EUR

La recensione di Dragon Quest Builders 2

Avviata la modalità campagna ci ritroviamo a bordo di una nave dei Figli di Hargon, esercito del male che predica il culto della distruzione. Nei panni del Costruttore veniamo introdotti ad un leggero tutorial, nel quale ci vengono mostrate le meccaniche base di costruzione e la conoscenza del culto nemico. La “costruzione” viene rappresentata come il male e noi, costruttori, ne siamo gli araldi. Non facendoci affatto preoccupare da queste insinuazioni, aiutiamo l’equipaggio eseguendo gli ordini. Il nostro soggiorno sulla nave è però destinato a durare ben poco, infatti, durante una tempesta, veniamo catapultati tra le onde. Ripresi i sensi, ci ritroviamo sull’Isola del Risveglio. Qui facciamo conoscenza con Malroth e Lulù, naufraghi con cui stringiamo immediatamente amicizia, e con l’Eremita Peloso, unico abitante dell’isola. I nostri eroi decidono così di iniziare un viaggio, volto al diventare costruttori migliori ed a trovare nuovi amici da portare con se sull’isola.
Nel complesso posso ritenermi piuttosto soddisfatto dell’intero comparto narrativo. La trama ci porta ad avventurarci su numerose isole, ognuna con le proprie peculiarità, facendoci conoscere sempre più personaggi secondari, scoprire chiarimenti sul mondo nel quale ci troviamo e, soprattutto, sui Figli di Hargon, vero filo conduttore a dettare i ritmi della storia. Volendo muovere una critica costruttiva, non posso che sottolineare la lentezza con cui gli eventi prendono piede. Ogni passo in avanti è sovrastato da dialoghi ed azioni decisamente lente e fin troppo ripetitive. Ci sono momenti in cui la trama ristagna in minuti e minuti di dialoghi, facilmente riassumibili e ripetuti, che annacquano l’intera esperienza rallentando l’incedere negli eventi ed il pathos della situazione. Non fraintendete, la trama ha spunti, colpi di scena e deviazioni veramente interessanti. Critico per lo più la cadenza degli avvenimenti, i quali paiono non far decollare mai una trama che, in ogni caso, è riuscita a coinvolgermi ed a farmene apprezzare la qualità.
L’intera avventura richiede diverse ore per essere completata, senza considerare il vero potenziale sandbox raggiungibile nel finale. È possibile “costruire” la propria Isola del Risveglio ideale in cooperativa online fino a quattro giocatori. Trama ed eventi al di fuori dell’isola devono essere affrontati in solitaria.
Infine, ho trovato piuttosto povera e limitata la personalizzazione del personaggio anche se, avanzando nell’avventura, può essere approfondita con accessori ed altro.

Le isole di Dragon Quest!

Il mondo di Dragon Quest Builders 2 è cubettoso e colorato oltre ogni immaginazione. Nonostante un’apparente monotonia generale (giustificata di trama), le ambientazioni variano sensibilmente nel tempo. Spazi erbosi, deserti, valli rocciose, campi innevati ed altro, non fanno che esaltare la varietà che il titolo ha da offrire.
Dragon Quest garantisce al giocatore un’incredibile libertà anche nella personalizzazione delle ambientazioni. Oasi, montagne, pianure e città. Tutto nelle vostre mani. Lasciate andare la vostra immaginazione e create!
Infine, nell’assidua ricerca di materiali è possibile approdare nelle “Isole Inesplorate”. Queste ultime sono create proceduralmente ogni qualvolta che vi facciamo rotta, andandone a modificare l’ambientazione e la posizione di materiali e nemici al loro interno.

Castelli, campi coltivati o taverne?

Eccoci dunque arrivati alla vera componente corposa e centrale di tutta l’esperienza: la costruzione.
Non credo di dover essere io a dovervi spiegare come, negli anni, Minecraft abbia creato una nuova nicchia di mercato, aprendo le porte ad un nuovo genere sandbox completamente strutturato sui “cubi”. Dragon Quest Builder 2 prende tutto ciò che c’è di buono nel genere e lo fa proprio, unendolo ad una buona modalità storia, con uno stile grafico decisamente pulito e colorato. È possibile, infatti, pensare alla trama di questo Dragon Quest come ad un enorme tutorial. Sebbene le meccaniche di base siano chiare sin dai primi minuti, man mano che si avanza nella storia entriamo in possesso di moltissimi strumenti con cui aumentare, modificare e personalizzare il mondo attorno a noi. Non vi sono limiti.
Ogni stanza creata può essere adibita, in base all’arredamento interno, a diversi utilizzi, come per esempio camere da letto, cucine, ricoveri per animali, sale del trono e quant’altro. Certo, l’arredamento interno delle stanze limita lo sfruttamento dell’edificio alle dirette specifiche che il gioco impone, ritrovandovi magari a costruire una magnifica abitazione senza scopo alcuno. Questo concetto, però, può essere visto sotto due punti di vista completamente differenti. C’è chi costruisce solo per il piacere di farlo, o per la magnificenza del progetto in essere, e chi lo fa per avere un effettivo risultato di gameplay.
Nel caso in cui l’immaginazione venga meno, completando le avventure del nostro costruttore entriamo in possesso dei “Progetti”. Questi, modificabili in qualunque modo (al di fuori della trama), sono di valido aiuto nell’avere un’idea generale di come poter creare un edificio. Lasciando comunque al giocatore la scelta di come e dove costruire.
La costruzione non si limita ai soli edifici, è possibile infatti costruire l’equipaggiamento personale del costruttore: arma, scudo ed armatura. Ogni pezzo di equipaggiamento è differente per statistiche ed abilità passive.
La “costruzione” rende gli NPC felici. Ciò fa rilasciare loro dei cuori, chiamati “Punti Gratitudine”, con i quali è possibile avanzare nella trama ed acquistare nuove ricette di costruzione.
Correndo il rischio di ripetermi, la libertà concessa nella costruzione viene al di sopra di qualunque limite possiate trovare. Personalmente ho passato molto più tempo sulla mia isola a “costruire” rispetto che nell’avventura. Certo è che, se l’avventura non mi avesse coinvolto in questo modo, non credo mi sarei ritrovato a passare il mio tempo su Dragon Quest Builders 2. A maggior ragione data la natura sandbox priva di reali obiettivi. Complimenti!

Inizia la battaglia!

Leggermente più marginali rispetto alla costruzione, Dragon Quest Builders 2 offre diverse meccaniche da Action GDR.
Le isole sono completamente invase da mostri. Questi, facilmente riconoscibili per la loro apparizione in quasi ogni capitolo della saga principale, cercheranno di interrompere le nostre costruzioni ogni volta in cui ne avranno occasione. Proprio qui entra in gioco il combattimento, piuttosto semplice, con cui dovremo sconfiggere queste orde di nemici.
Nulla di troppo complicato, un semplice attacco a cui vengono aggiunte delle abilità avanzando nella trama. A questo si aggiungono le statistiche di armi ed armatura, da tenere sempre aggiornate per non incorrere nella morte del personaggio (che comunque non porta al Game Over).
Non volendomi dilungare troppo, ho trovato abbastanza piacevole anche questa componente. Semplice ma utile a variare il gameplay di tanto in tanto.
Simpatiche anche le lotte con i boss, anch’esse molto semplici, ma comunque sempre diverse ed uniche tra loro.

Quando la fine è solo l’inizio

Ed è infatti al termine della trama che Dragon Quest Builders 2 offre il suo intero potenziale.
In possesso di tutte le ricette ed i progetti accumulati, è finalmente possibile dare completo sfogo alla propria creatività. L’Isola del Risveglio diventa un vero e proprio parco giochi in cui costruire edifici dove e come più vi aggrada. Ma non solo, quest’isola (anche prima del termine della trama) è condivisibile online, potendo invitare i propri amici e costruire assieme. Nelle impostazioni pre-invito è possibile decidere quanta libertà dare ai visitatori, compresa la possibilità di costruire e di partecipare alle varie attività.
Il tutto viene arricchito da una componente social, completamente opzionale, nella quale poter vedere le costruzioni degli altri giocatori, potendovi prendere ispirazione, e condividere le proprie.

Cubo di qua, cubo di là

Concludendo il racconto della mia esperienza, non posso che soffermarmi sull’aspetto tecnico del titolo sviluppato da Omega Force.
Venendo a patti con l’intera gestione delle ambientazioni a “cubi”, posso ritenermi più che soddisfatto dell’impatto generale offerto da Dragon Quest. Texture ben realizzate, curate e, soprattutto negli arredamenti, estremamente colorate.
Animazioni semplici ma veramente espressive. Avanzando nella trama certi gesti diverranno vere e proprie “icone”, utili a riconoscere lo stato d’animo dei presenti.
Il titolo non presenta alcun doppiaggio. I testi sono completamente localizzati in italiano. Ottimo il comparto sonoro, comprensivo di molte delle musiche appartenenti alla serie principale del brand.
Durante l’intera esperienza non sono stato vittima di alcun problema tecnico, sia esso relativo a bug che a cali di frame. Sempre stabile sotto ogni punto di vista.
Concludendo, non posso mancare nel criticare la gestione della telecamera. Terribile, soprattutto negli spazi stretti. Più e più volte mi sono ritrovato a dover resettare la stessa, per la “mezza misura” che mi impediva di vedere, senza risultati. Unico aspetto che preferirei rivisto.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8.3
Nato già vecchio, Mirco entra nel mondo dei videogiochi fin dalla tenera età, passando le giornate a guardare il fratello giocare su computer. Non appena le mani divennero abbastanza grandi da impugnare un pad, nulla lo ha più allontanato dai videogiochi. Appassionato di quasi ogni genere videoludico, Mirco cerca di testare con mano ogni gioco che gli capita sotto tiro, dalle corse automobilistiche ai giochi di ruolo. Nonostante l'età avanzi inesorabile continua a pensare che il pad lo seguirà nella tomba.

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