Dakar 18 – Recensione

L'intento di Bigmoon era quello di portare nelle case dei videogiocatori l'esperienza definitiva del Rally Dakar. Dakar 18, nonostante i suoi molti alti e bassi, non riesce a convicerci in tutto, soprattutto per una fisica mal gestita che rende il titolo frustrante e talvolta anche davvero difficile da giocare. Nonostantwe questo, questa IP riesce a dare il meglio di se nelle difficoltà più elevate, ma questo non aiuta abbastanza per il giudizio finale. Si tratta di un titolo non per tutti, ma chi ama questo genere di corse o le sfide ostiche nei racing game deve dargli una possibilità.

Abbiamo avuto l’occasione di provare Dakar 18, primo titolo dedicato al campionato Rally Dakar sviluppato da Bigmoon Entertainment.
Per chi non sapesse cos’è il Dakar, è ancora oggi una delle competizioni automobilistiche dove auto, moto, camion e quad si sfidano in una lunga gara attraversando molti paesi del Sud America, compreso tappe desertiche, mantenendo il giro tradizionale della reale Rally Dakar, che dal 2009 parte e arriva a Bueson Aires.
Questa è l’esperienza che Bigmoon voleva riportare in digitale e possiamo già dirvi che nonostante alti e bassi rimane comunque un titolo unico nel suo genere.
Prima di iniziare la recensione, ci tenevamo a dire che la versione analizzata è la 1.02, che ha stravolto completamente il gioco, pochi giorni dopo il day one.
Dopo questa breve premessa, mettetevi comodi, e gustatevi insieme a noi la nostra nuova recensione!

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La nostra recensione di Dakar 18, un titolo che ci immerge nel deserto!

Dopo il primo avvio veniamo immediatamente scaraventati nel tutorial, di fondamentale importanza per comprendere appieno le funzionalità del gioco e come muoversi in mezzo al deserto. Tra tutto ci viene spiegato anche come leggere il “Road Book”, che ha la funziona di un GPS, in quanto durante la gara non è previsto alcun aiuto: sarete voi, il vostro co-pilota e il deserto.
Una volta terminata questa fase, possiamo finalmente accedere al menù principale e iniziare la nostra carriera, chiamata in questo caso “Avventura”. Selezionata la modalità, possiamo scegliere, come già detto in precedenza, tra Auto, Moto, Camion, Quad e le SxS, vetture ideate proprio per cavalcare le dune di sabbia.
Essendo la nostra prima esperienza, il gioco ci consiglia di scegliere un veicolo a doppio posto per il nostro co-pilota, escludendo quindi inizialmente le Moto e i Quad. Una volta selezionato, e fatta la scelta anche del pilota e della scuderia di appartenenza, Bigmoon ci dà la possibilità di scegliere tra tre difficoltà di gioco: Esordiente, Competitore, Leggenda.
La prima difficoltà è quella che ci viene consigliata per la nostra prima esperienza in Sud America, utile soprattutto per prendere familiarità con le dinamiche di gioco, visto soprattutto che si tratta dell’unica in cui è presente anche un GPS che ci mostra la via da seguire. Se però vi sentite da subito adatti per un’esperienza più unica, vi consigliamo le atre due soluzioni che oltre ad essere più ostiche riproducono più federlmente la vera esperienza di Dakar.

Il gameplay di Dakar 18 non si discosta molto da quanto già visto in altri racing game. Il nostro obiettivo è ovviamente quello di completare la tappa prendendo più checkpoint possibili per evitare di avere penalità.
Se decidete di impostare la difficoltà base, ovvero “Esordiente”, non ci dovete preoccuparvi di leggere il Road Book; in questa modalità, infatti, basta ascoltare e leggere il nostro co-pilota quando non siamo nel deserto, visto che è lui a guidarci.
Le prime volte può capitare di perdersi in quanto sfugge qualche informazione del nostro braccio destro, ma “fa parte del gioco”. Vista proprio questa peculiarità, possiamo tranquillamente affermare che Dakar 18 non è un’esperienza per tutti: richiede pazienza, sopratutto per affrontare le tappe più lunghe, per non parlare poi dell’abilità necessaria per affrontare il titolo alle difficoltà più ardue.
Se teniamo ancora in considerazione il livello di sfida “Esordiente”, una volta usciti dalla pista si entra in pieno deserto ed è proprio qui che entra in gioco l’aiuto del nostro GPS, che ci mostra la via per i checkpoint. Ogni volta che ne attraversiamo uno ci viene attribuita una determinata quantità di Dakar Points, valuta del gioco che, oltre ad essere accumulabile, serve per aggiustare il vostro veicolo qualora ci sia un guasto tecnico. Anche quest’ultimo è un fattore molto importante per portare a termine una tappa: se trascurate il veicolo ben presto ne pagherete le conseguenze!
Ovviamente quanto descritto diventa sempre più ostico andando a selezionare un livello di sfida più alto, ma è proprio questo senso di difficoltà che rende Dakar 18 un titolo che si distingue da tanti altri del suo genere.

Come in ogni racing game che si rispetti, l’aspetto principale è la fisica dei veicoli. In questo caso, possiamo dirvi che questo aspetto è stato nettamente modificato dalla prima versione del gioco alla versione patchata con l’aggiornamento 1.02, quello da noi provato, anche se il tentativo di miglioramento non ha comunque portato ai frutti sperati. Molte volte ci è capitato di vedere la nostra macchina che durante una curva inizi a slittare o, nei peggiori dei casi, arrivi a ribaltarsi completamente. Poco male, direte voi, se queste reazioni sono dovute alla non idoneità di alcuni veicoli su determinati tipi di suolo, ma purtroppo non è così; questa reazione l’abbiamo riscontrata con tutte le categorie di veicoli ed in tantissime circostanze diverse, proprio come se fosse totalmente assente il feedback con i mezzi. Si tratta, purtroppo, di una problematica così presente da rendere frustranti alcune sessioni di gioco, e speriamo vivamente che la software house prenda presto dei provvedimenti in tal senso.
Un vero peccato per Bigmoon, un titolo con così tanto potenziale diventa poco accattivamente per via di queste distrazioni in fase di sviluppo.

Dakar 18

Dakar 18 viene presentato sulle console di attuale generazione con una risoluzione in 1080p e 30fps di framerate, caratteristiche che vengono mantenute sia per la versione base di PlayStation 4 e anche per chi decide di giocare il titolo sulla Pro.
Il motore grafico utilizzato da Bigmoon non è sicuramente tra i migliori in circolazione ma riesce comunque a regalare un’ottima resa grafica dei veicoli e dei paesaggi, soprattutto durante le sessioni nel deserto, regalando paesaggi che è un piacere ammirare.
Anche il comparto sonoro non fa miracoli, con una colonna sonora non troppo incisiva ed un doppiaggio abbastanza curato del co-pilota.

 

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Appassionato di console sin da bambino, ha cominciato la sua carriera da videogiocatore con l'intramontabile PlayStation One e tanto tempo ci vorrà prima di attaccare il DualShock al muro. Predilige con maestria quasi tutti i generi videoludici, eccezion fatta per i puzzle game. Ha un debole per JRPG e RPG ed è un malato di Final Fantasy e Metal Gear Solid.

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