Crysis Remastered – Recensione

Crysis Remastered non era esattamente la remastered che ci aspettavamo. Nonostante il gioco sia rimasto fedele all'originale, senza nessuna sostanziale modifica alla versione del 2007, quello che delude è senza dubbio il lato tecnico, da sempre uno dei punti di forza di Crytek. Anche l'introduzione del Ray-Tracing non ha aiutato molto, visto che è quasi impossibile poterne godere allo stato attuale. Non ci rimane altro che attendere che sistemino il tutto, nel mentre possiamo comunque consigliarvi l'acquisto se interessati!

A distanza di ben 13 anni dell’uscita del primo capitolo, Crysis è finalmente tornato sulle nostre console, riproponendo uno dei miglior fps del periodo in una versione tutta nuova ed attuale.

Nonostante ormai la celebre frase “ma ci gira Crysis?” sia stata ampiamente superata, soprattutto dopo il capolavoro tecnico “Flight Simulator” prodotto da Asobo Studios, Crytek ha deciso di sfruttare pienamente il suo motore grafico. Il team ha deciso di migliorare il proprio CryEngine implementando una sorta di Ray-Tracing, tecnologia sempre al centro dell’attenzione la quale diventerà uno standard per i giochi next-gen.

Fatta questa breve introduzione, indossate le vostre nanotute e preparatevi a difendere il mondo da una invasione aliena in questa nostra nuovissima recensione!

crysis remastered rece imgBentornato Nomad!

Come anche nella versione originale, Crysis Remastered prende atto nel 2020 su di un’isola tropicale, in una zona del mondo chiamata “Lingshan“. Nel gioco vestiamo i panni di Nomad, membro di una squadra speciale americana chiamata “Raptor”, pronta ad intervenire per salvare un gruppo di scienziati presi in ostaggio dal governo Nord Coreano.

Da lì in poi Nomad e Prophet, suo amico nonchè collega, scopriranno che all’interno dell’isola vivono delle strane creature aliene. Questi esseri sono micidiali, pronti a tutto per riprendersi l’isola ed uccidere tutti coloro che tenteranno di fermarli.

Con questa breve incipit prende atto la trama di Crysis, un titolo che vi terrà impegnati per un totale di circa 10/12 ore al massimo. Ogni missione, delle 11 disponibili, propone inoltre diversi obiettivi secondari completamente opzionali.

A spasso per l’isola!

Come ci si poteva aspettare, in questa remastered Crytek ha deciso di lasciar invariato il sistema di gioco proposto nell’originale. All’interno delle missioni disponibili il giocatore può decidere liberamente ed in qualsiasi momento come comportarsi. Il mondo di gioco lascia infatti scegliere al giocatore dove andare e che approccio tenere nei confronti dei nemici. La nostra “Nanotuta” è esattamente ciò che ci permette tale libertà, sfruttando al meglio le varie abilità come l‘invisibilità o la corazza. Tra approcci stealth tipici delle difficoltà più alte ed irruzioni prepotenti nelle basi nemiche, il titolo di Crytek risulta tranquillamente godibile a tutti, anche per chi non è pratico della saga o, più in generale, di FPS.

Come già accennato in precedenza, in ogni missione sono presenti diversi obiettivi secondari che, anche se completamente opzionali e non indispensabili a livello di trama, rimangono comunque divertenti da completare. Decisamente apprezzabili se avete una propensione a questo genere di gameplay, completando ogni missione al 100%.

Dal punto di vista della IA, il titolo riesce comunque a regalare una buona dose di sfida. A difficoltà massima, denominata “Delta”, i nemici saranno molto più aggressivi e reattivi rispetto alla difficoltà precedenti, nelle quali, viceversa, i nemici saranno letteralmente statici.

Nuovamente presente la possibilità di personalizzare in tempo reale le proprie armi, aggiungendo silenziatori, mirini e molto altro ancora. Avanzando nella storia vengono sbloccate numerose altre migliorie, mettendo anche in risalto la grandissima cura ai dettagli proposta da Crytek e dal suo motore grafico.

Per concludere, dal punto di vista del gameplay non ci sono state modifiche importanti. Il tutto è rimasto come lo avevamo trovato nel 2007, un fps dinamico con un’ottima sfida a difficoltà massima e, soprattutto, una grandissima libertà durante le missioni. Tutto questo rende ancora oggi Crysis, in particolare la remastered, un prodotto davvero valido.
Non è tutto oro quel che luccica, però.

Ma Crysis gira su PS4 e PS4 Pro? E il Ray-Tracing?

Dare questa risposta in maniera definitiva è difficile. Durante il nostro provato su PS4 Pro, abbiamo potuto vedere la scarsa ottimizzazione ed attenzione posta nel rendering delle texture.

Per tutti i possessori di PS4 Pro è possibile scegliere tra ben tre opzioni grafiche, tra cui la tanto attesa Ray-Tracing. Seppur al primo impatto il titolo sembri regalare davvero grandissimi dettagli ed una gestione di luci ed ombre fantastica, iniziamo ben presto a fare i conti con i grandissimi problemi legati alla scarsa ottimizzazione. Troviamo quadrati rossi sparsi un po’ ovunque. Il gioco inizierà a diventare pesante, quasi da iniziare veramente e rallentarsi. Stessa situazione, ma in maniera minore, in modalità a 60fps e in modalità grafica, con una risoluzione in 4K upscalato. Un vero peccato da questo punto di vista ma, fortunatamente, Crytek sta lavorando ad una patch per sistemare il tutto. Al momento, però, a livello tecnico il gioco è davvero pessimo.

Un aspetto tecnico…tra alti e bassi!

Crysis Remastered arriva sulle console di attuale generazione con una risoluzione di 1080p e 30fps per l’ormai verisone “base” di PlayStation 4, mentre tutti coloro che hanno la “Pro” avranno a disposizione tre opzioni grafiche, 4K upscalato e 30fps, 1080p e 60fps, e per ultimo il ray -tracing attivo.

Come evidenziato in precedenza, seppur il titolo non sia ottimizzato a dovere il CryEngine riesce comunque a mettere in risalto la cura dei dettagli, sia nei paesaggi che anche nelle armi stesse.

Rimangono invariati il doppiaggio in lingua nostrana, ben sincronizzato con i sottotitoli, e le OST del titolo.

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Francesco Suozzo
Francesco Suozzo
Appassionato di console sin da bambino, ha cominciato la sua carriera da videogiocatore con l'intramontabile PlayStation One e tanto tempo ci vorrà prima di attaccare il DualShock al muro. Predilige con maestria quasi tutti i generi videoludici, eccezion fatta per i puzzle game. Ha un debole per JRPG e RPG ed è un malato di Final Fantasy e Metal Gear Solid.

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