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Concrete Genie – Recensione

PlayStation 4 si sta avviando verso il termine del proprio ciclo vitale. Ciò non avverrà subito ma, stando a quanto abbiamo potuto apprendere da poco, PlayStation 5 arriverà nelle nostre case a fine 2020. Tante sono le esclusive PlayStation 4 ad aver conquistato il pubblico. Da InFamous: Second Son a Bloodborne, da Horizon: Zero Dawn a God of War e, tra qualche settimana, l’attesissimo Death Stranding si unirà al gruppo. Altrettante sono state le esclusive di secondo rilievo, come la collana di titoli Playlink ed il PlayStation VR. Prodotti come Dreams, invece, hanno stupito positivamente, ottenendo un posto nel cuore degli appassionati. Tra questi ultimi troviamo Concrete Genie, sviluppato dai talentuosi ragazzi di PixelOpus. Il titolo da sfogo a temi come bullismo, problemi di famiglia e solitudine, alleviandoli attraverso un gameplay ed un plot originali. Il tutto incentivato da meccaniche poco sfruttate da molti dei titoli in esclusiva PlayStation 4.
Abbiamo giocato in modo approfondito Concrete Genie e non vediamo l’ora di raccontarvi la nostra esperienza sull’operato di PixelOpus!

Concrete Genie recensione: quando la fantasia diventa realtà

Concrete Genie vede come protagonista Ash, un normalissimo ragazzo di Denska con la passione per il disegno. La storia si apre narrando il passato della città portuale, rivelando come un tempo fosse florida e frequentata da turisti, mentre allo stato attuale si presenta abbandonata e priva di vita. Ash visita regolarmente Denska, nonostante il luogo sia frequentato da un gruppo di bulli. Il tema del bullismo non viene trattato come causa, bensì come il risultato. Vari fattori sociali che hanno portato i ragazzi ad infastidire, se non addirittura aggredire, il povero Ash. Problemi di famiglia, abbandono e solitudine sono le forze scatenanti che hanno dato vita ad un comportamento scurrile, irrispettoso, odioso in questo gruppo di ragazzini, i quali non tarderanno a cogliere ogni occasione per ostacolare il protagonista nella sua missione.

Il plot di Concrete Genie guida Ash verso un obiettivo, ossia restituire la vita a Denska, città fantasma e abbandonata a sé stessa. I giocatori seguono il protagonista in questo magico viaggio accompagnati dai “Geni“, creature frutto del potere scaturito dal pennello affidato nelle mani del ragazzo. Proprio su questo artefatto magico si basano le fondamenta del gameplay: ogni disegno da noi realizzato prende vita. Sia Geni, i quali ci aiutano a superare gli enigmi ambientali, che gli elementi come vegetazione od effetti atmosferici, necessari ad interagire con gli amici nati dalla nostra mente.
L’interazione con questi Geni è uno dei dettagli che più ci ha stupito di questa produzione. Essi parlano attraverso delle simbologie, simulano il loro stato emotivo con una certa mimica facciale e, a volte, vogliono addirittura giocare con Ash, aiutandolo a passare ostacoli che il protagonista non potrebbe superare.
La storia viene supportata da diversi quotidiani sparsi per la città, i quali narrano alcuni eventi non raccontati direttamente nel gioco.
In sostanza, Concrete Genie propone una storia alla portata di grandi e piccini, con una trama costituita da temi delicati e molto attuali. I personaggi vengono raccontati attraverso gli occhi del protagonista, mostrando la loro trasformazione in bulli derivata da eventi segnanti che hanno avviato questo meccanismo di alterazione. Il tema del bullismo, dunque, viene posto su un’altra frequenza, facendoci provare empatia verso coloro che causano non pochi problemi ad Ash.

Dare vita all’arte

Concrete Genie è un’avventura dinamica, con puzzle ambientali e pieno sfruttamento del sensore di movimento del dualshock 4, impostazione che può essere sostituita dall’utilizzo della levetta, a seconda della comodità. Tutto si basa sulla possibilità di disegnare su ogni muro della città di Denska attraverso un tool, il pennello. Questo pennello permette l’utilizzo di ogni bozzetto presente nel quaderno di Ash, con i quali dare vita a diverse creazioni. A tutto ciò si aggiungono i Geni, creature nate dalla creatività del ragazzo plasmate soprattutto attraverso la nostra fantasia. Infatti, in giro per la città possiamo dare vita a queste creature utilizzando i connotati in nostro possesso: corpo, corna, coda e accessori, i quali vengono modellati tramite un editor di creazione alla portata di tutti. Questi esseri, che si muovono unicamente sui muri dei vari palazzi, reagiscono alle nostre azioni, dando vita ad interazioni, le quali rafforzano il rapporto tra loro ed Ash. Spesso si tratta di azioni improntate sull’intrattenimento, come fare canestro o battere il cinque all’amico, tutto finalizzato ad un‘interazione ambientale incredibile.
Se ciò non dovesse bastare, i Geni interagiscono soprattutto con ciò che noi creiamo. Nel caso disegnassimo una mela, il genio più vicino potrà mangiarla o lanciarla verso un altro suo compagno, mentre in altri frangenti può dare vita a delle azioni uniche riuscendo a stupirci.
I geni sono fondamentali nel gameplay: aiutano Ash a superare degli ostacoli insormontabili, aprono nuove strade per avanzare nei livelli, contribuiscono all’avanzamento della missione in vari modi e non smettono mai di seguirvi. L’importante è sempre averne uno accanto.

L’avanzamento in Concrete Genie viene determinato dalla pulizia delle macro-aree di Denska, grazie al processo creativo che attiva le svariate lampadine della città. Le lampadine servono a “purificare” le ambientazioni, liberandole dall’oscurità che ormai si è impossessata degli edifici. Sfruttando il potere della super-pittura, Ash ha il compito di realizzare dei capolavori per ripulire finalmente un’area da quella melma oscura che l’avvolge. La realizzazione di un capolavoro non opta per una creazione ben specifica. Infatti, anche in questo caso, viene concessa ampia libertà al giocatore di creare una propria opera, che può essere ammirata ogni volta che vi si passerà davanti.
Anche l’esplorazione occupa buona fetta della componente ludica di Concrete Genie. Essa è profonda e si espande con grande verticalità, quest’ultima data dalle tante arrampicate che Ash si farà per conseguire il suo obiettivo. La fase esplorativa viene inoltre amplificata dai numerosi collezionabili sparsi nella città. Essi, però, non si limitano a far parte della “collezione”. I collezionabili possono essere impiegati nel processo creativo di un qualsiasi disegno, dato che rappresentano parte dei bozzetti del quaderno di Ash. Le pagine del quaderno sono sparse per tutto il mondo di gioco e raccogliendole si ottiene l’accesso ai nuovi bozzetti di creazione. Questi bozzetti sono validi sia per i Geni, con l’accesso a nuovi connotati, che per i disegni.
Il titolo, oltre alla modalità storia, mette a disposizione diverse attività, tra le quali spiccano il disegno libero e la modalità VR. Queste modalità creative non si distanziano molto dal gioco principale, ripristinando gli spazi già utilizzati per nuove creazioni, da condividere possibilmente con gli amici.
Concludendo, Concrete Genie propone un gameplay unico nel suo genere, caratterizzato da un grande dinamismo dettato dalle nostre scelte artistiche. Le interazioni con i Geni sono tantissime e danno vita ad azioni secondarie che approfondiscono il rapporto affettivo tra Ash e loro. Anche l’esplorazione si è mostrata ben architettata, con una buona verticalità arricchita dalla grande presenza di segreti e collezionabili da scovare.

Esecuzione artistica

Concrete Genie, sul fronte tecnico, mette in campo degli effetti particellari, molto simili a quelli proposti da Sucker Punch con InFamous: Second Son e First Light, accentuando un gioco di luci gradevole all’occhio. Le animazioni facciali dei vari personaggi umani sono caratterizzate da una tecnica stop and motion, mentre tutto il resto agisce fluidamente a trenta frame al secondo, anche su PlayStation 4 Standard. La direzione artistica, invece, ha consegnato nelle nostre mani un titolo dalle atmosfere suggestive e pacate, le quali pian piano si evolveranno fino ad affidarci una Denska viva e radiosa, merito anche di una buona intelligenza artificiale che umanizza i Geni in nostra compagnia. Il titolo graficamente non è ampiamente dettagliato, ma fornisce una visione d’insieme affascinante. Questa è portata ad un livello superiore grazie anche ad una colonna sonora rilassante e calzante, la quale coincide con l’atmosfera della città portuale. Ad ogni modo, il titolo propone doppiaggio e testi localizzati in italiano con un buon comparto sonoro.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8.5
Appassionato di videogiochi e anime sin da tenera età, il suo primo videogioco fu Super Mario 64 per Nintendo 64, col tempo si affezionò alle console di Sony partendo appunto dalla prima Playstation. Oggi è un cacciatore di trofei su Playstation 4, predilige gli sparatutto, i titoli di corse e i picchiaduro, ma gioca veramente di tutto!

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