Cars 3: In Gara per la Vittoria – Recensione

Cars 3: In Gara per la Vittoria è un videogioco totalmente votato al gameplay. Nonostante la componente cooperativa dia al titolo una dose di divertimento in più, la mancanza di una trama a trainare il coinvolgimento del giocatore rischia di far abbandonare il titolo ai più dopo qualche ora di divertimento. Le pecche ci sono e sicuramente gli sviluppatori avrebbero potuto impegnarsi di più, ma diciamocelo, il target a cui è diretto il titolo non è l'hardcore gamer. Se amate il film e state cercando un titolo su cui passare qualche ora di divertimento, troverete in Cars 3 ul titolo fatto per voi. Altrimenti passate oltre.

Disponibile nei negozi dal 14 Settembre 2017, uscito in concomitanza con l’arrivo della controparte cinematografica, Cars 3: In Gara per la Vittoria è finalmente disponibile su PlayStation 4.
Questo titolo, sviluppato da Avalanche Software e distribuito da Warner Bros. Interactive Entertainment, non è altro che un gioco di corse automobilistiche, decisamente arcade, in cui utilizzeremo i protagonisti del film.
Per chi non fosse pratico di Disney-Pixar, Cars è un film d’animazione che ha fatto la sua prima comparsa su grande schermo nell’ormai lontano 2006, arrivato oggi al suo terzo capitolo, il quale ci racconta la storia di Saetta McQueen, un’auto da corsa che vuole diventare la numero uno.


Questo titolo
è composto da una serie di gare di vario tipo, senza alcuna “reale” storia  a portare avanti il tutto. Nonostante il titolo si ispiri al film, la controparte videoludica non ha alcun accenno di trama. Gli unici rimandi sono legati ai personaggi utilizzabili e, a dirla tutta, nulla vi spingerà ad utilizzarne uno piuttosto che l’altro a meno che non conoscete già il film (e quindi vi siete affezionati ad un’auto piuttosto che ad un’altra), dato che tutte le vetture hanno lo stesso stile di guida. Non c’è molto altro da dire, oltre al tutorial iniziale e a qualche dialogo per le corse più importanti non riceverete niente, salvo il vostro piacere nel correre, ovviamente.

Recensione di Cars 3: In Gara per la Vittoria, un titolo che purtroppo pecca per la totale assenza di trama.

Personalmente non avrei disdegnato una componente narrativa a condire il tutto. Seguire le vicende di Saetta e dei suoi amici avrebbe dato al titolo quel mordente in più che, assolutamente, manca. E si sente.

Il gameplay di Cars 3: In Gara per la Vittoria è del tutto basato su corse automobilistiche. Tutto è piuttosto basilare: oltre alle caratteristiche di ogni gioco di corse, troviamo il turbo e la possibilità di saltare con la semplice pressione del tasto X. Ma non è tutto qui, con la levetta sinistra possiamomo far andare l’auto su due ruote, guidare in retromarcia oppure, durante un salto, eseguire delle acrobazie.
Sono disponibili diverse modalità di gioco: la corsa, le sfide automobilistiche, gli show delle acrobazie, le eliminazioni e le corse a tempo.
Le corse sono delle vere e proprie gare in cui l’unico obiettivo è quello di arrivare primi, mentre nelle sfide automobilistiche si possono utilizzare alcune armi per rallentare i propri avversari (in stile Mario Kart, per intenderci). Gli show delle acrobazie  sono invece gare a tempo nelle quali, tramite alcune rampe, dobbiamo fare quante più acrobazie aeree possibile per fare punti e vincere allo scadere del tempo. Eliminazione, sulla falsariga degli show, è sempre a tempo ma lo scopo è quello di distruggere, sempre con delle armi, delle autovetture controllate dall’IA per fare punti. Ultima, ma non meno importante, è la corsa a tempo, nella quale dobbiamo correre a perdifiato per strappare il miglior tempo sul giro.

Tante le modalità, tra cui la cooperativa a quattro giocatori.

Il livello di sfida è selezionabile all’inizio di ogni gara (facile, normale e difficile). Nonostante possa sembrare un gioco per bambini, vi assicuro che arrivare primi risulta essere appagante già a difficoltà normale. Già da qui, infatti, l’IA nemica riesce a farci sentire il fiato sul collo in ogni occasione, per non parlare della modalità difficile, nella quale è necessario sudare sette camicie per raggiungere la vetta del podio.
Va sottolineato che il titolo è completamente giocabile in cooperativa/competitiva fino a quattro giocatori, uno dei maggiori pregi che il titolo ha da offrire.
Il vero tasto dolente del titolo è la reale monotonia dei percorsi. Infatti, le piste percorribili sono solamente 21, molte delle quali identiche, se non per il variare del momento della giornata in cui ci si trova (giorno o notte). Questo tende a portare, dopo qualche gara, alla noia. Non essendoci alcun supporto sul versante della trama, nulla vi premia nel gareggiare. Sì, si sbloccano vari gadget per le nostre auto e nuovi personaggi, ma non c’è niente niente che vi spingerà a continuare a giocare, a meno che non vi accontentiate del semplice gareggiare.

Le poche piste disponibili e il comparto tecnico datato sono le motivazioni principali per cui questo titolo non riesce a decollare.

Tecnicamente Cars 3 è datato. Le ambientazioni non rispecchiano nemmeno lontanamente la qualità grafica di altri titoli usciti di recente, figuriamoci paragonarla con quella del film. I fondali sono spesso spogli, sgranati e con texture stiracchiate. A differenza dei personaggi, riprodotti fedelmente e piacevolmente dettagliati.
Una menzione speciale va al doppiaggio audio. Al netto di un sincro con il labiale non proprio perfetto, sono stati utilizzati i doppiatori originali del lungometraggio, che chi ha amato il film di certo apprezzerà.

GUIDE TROFEI

Little Big Workshop – Recensione

Da amante di strategici e simulativi, ho sempre apprezzato la complessità del proporre sfide organizzative ai giocatori. Passando tra moltissimi esponenti del genere, da...

Space Crew – Recensione

Siamo in un periodo decisamente impegnativo in qualità di videogiocatori. Il mese di ottobre è solito mettere sul piatto una miriade di videogiochi, le...
Mirco Neri
Mirco Neri
Nato già vecchio, Mirco entra nel mondo dei videogiochi fin dalla tenera età, passando le giornate a guardare il fratello giocare su computer. Non appena le mani divennero abbastanza grandi da impugnare un pad, nulla lo ha più allontanato dai videogiochi. Appassionato di quasi ogni genere videoludico, Mirco cerca di testare con mano ogni gioco che gli capita sotto tiro, dalle corse automobilistiche ai giochi di ruolo. Nonostante l'età avanzi inesorabile continua a pensare che il pad lo seguirà nella tomba.

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome