Brigandine: The Legend of Runersia – Recensione

Dopo vent'anni dal suo predecessore, la serie di Brigandine torna col capitolo The Legend of Runersia, approdando su PlayStation 4 dopo la pubblicazione estiva su Nintendo Switch. Il prodotto, nato tra Matrix Software ed Happinet, mette in luce uno strategico accessibile che farà sicuramente felici gli amanti del genere, seppur qualche piccolo problemino vada ad intaccare un'affascinante trama dalle mille sfumature. Gameplay semplice da apprendere, ma al tempo stesso punitivo, avallato da un reparto artistico decisamente affascinante.

Approdato su Nintendo Switch la scorsa estate, Brigandine:The Legend of Runersia sbarca finalmente su PlayStation 4 grazie al lavoro svolto da Matrix Software e Happinet negli ultimi mesi. Parliamo di una serie che soffre di una voragine durata per ben vent’anni, il cui nuovo capitolo ha il compito di farla conoscere oggi, ad un pubblico decisamente cambiato, grazie ad alcuni accorgimenti apportati fondamentalmente al gameplay, migliorando l’esperienza di gioco del suo anziano predecessore uscito nel 1998: Brigandine: The Legend of Forsena. Ci troviamo davanti, sostanzialmente, ad una serie di strategici, rimasti finora nascosti a causa della dilazione del tempo che separa le loro pubblicazioni, che però potrebbero rappresentare una piacevolissima scoperta per gli amanti del genere.

Il punto di forza della saga è quello di offrirci interessanti spunti narrativi permettendo di affrontare la storia con diverse fazioni, ognuna delle quali viene caratterizzata secondo precise indicazioni, delineando un fantapolitico – fantasy – tutto sommato curioso. Noi di PlayStation Zone abbiamo avuto modo di giocare alla versione PlayStation 4 di Brigandine: The Legend of Runersia, grazie ad un codice review gentilmente fornitoci dall’editore. Dopo averlo giocato per svariate ore provando tutto ciò che il titolo ha da offrire, siamo finalmente pronti per parlarvene in questa nuova recensione.

Brigandine: The Legend of RunersiaBrigandine: The Legend of Runersia, il ritorno della serie dopo vent’anni!

Brigandine: The Legend of Runersia vede riunite sotto lo stesso tetto sei nazioni, le quali si contendono il potere assoluto di Runersia, un continente benedetto dal mana e dai benefici che ne derivano. Ognuna di queste nazioni, identificate come popoli di varie culture e ideologie, entrerà in lotta per accaparrarsi il dominio, conquistando ogni centimetro di queste vaste terre. Ogni fazione viene caratterizzata da storia e personaggi unici, che il gioco porta avanti attraverso una modesta modalità campagna nella quale è possibile utilizzare ogni schieramento. Ciò permette quindi di vivere questo conflitto da più punti di vista. La storia viene stratificata su più dettagli, come i retroscena che coinvolgono gli eroi di ciascuna nazione oppure come l’epilogo di ogni fazione sconfitta, offrendo l’opportunità di approfondire ogni aspetto narrativo del gioco in maniera davvero minuziosa.

Eppure, durante il nostro playthrough su PlayStation 4, la godibilità di questo circolo narrativo è stato intaccato da vari errori legati alla riproduzione dei filmati e dei dialoghi. Infatti, più volte, quelli che su Switch erano degli splendidi artwork ed illustrazioni da ammirare, vengono offuscati da un eccessivo erroneo zoom sul primo piano, mentre i testi vengono lasciati quasi a metà, impedendoci di aver chiaro il discorso tenuto dai vari personaggi coinvolti. Ciononostante, confidiamo nell’eventuale aggiornamento risolutivo in uscita a ridosso del lancio ufficiale, il quale garantirà una migliore comprensione della sceneggiatura del gioco.

Brigandine: The Legend of RunersiaSchierare le proprie truppe

Quello di Brigandine: Legend of Runersia è un gameplay che soddisferà gli amanti degli strategici a turni, il quale però prevede diverse fasi prima di precipitarsi a dichiarare guerra. Come abbiamo largamente anticipato, Runersia è un continente popolato da diverse nazioni in eterna lotta per la conquista del mana. Quest’ultimo caratterizza soprattutto la potenza bellica di ogni schieramento, con creature di ogni specie pronte a dare battaglia al nemico. Il titolo non lascia però spazio a coloro che non portano pazienza e, in tal senso, risulta addirittura punitivo alle difficoltà più basse. Si tratta di una vera e propria guerra su larga scala, che ci vedrà soli nella battaglia contro tutte le altre nazioni. Avrete l’imbarazzo della scelta nello scegliere il vostro nemico. Si incomincia dalla fase organizzativa, dove abbiamo il compito di dispiegare le nostre truppe nelle varie basi sparse sul nostro territorio. Ogni truppa aumenterà la potenza di queste basi, un parametro fondamentale che ci permetterà di capire quale avversario è meglio affrontare il prima possibile. Spendendo il mana in nostro possesso, la cui quantità cambierà col passare delle stagioni – le quali delineano l’avanzamento della campagna -, possiamo evocare dei mostri come goblin, demoni oppure esseri draconici, quel che basta per migliorare la nostra potenza bellica.

La gestione delle truppe è fondamentale se si vuole ottenere una vittoria schiacciante sul nemico, per tanto vi è un folto sistema di personalizzazione che permette il miglioramento di ciascuna truppa tra equipaggiamenti, level up ed oggetti, senza contare l’altro sistema dedicato alle classi, che può essere applicato solo agli eroi. Infatti, saranno proprio gli eroi a rappresentare quelle pedine per noi quasi insostituibili, grazie alle loro mosse ed abilità uniche che potranno sovvertire le sorti di una battaglia. Ogni eroe, inoltre, potrà prendere parte a delle missioni secondarie, utili per migliorare il proprio esercito grazie agli equipaggiamenti e punti esperienza extra ottenuti. Insomma, abbiamo a che fare con una semplice ma solida progressione.

Per quanto concerne (finalmente) la battaglia, possiamo mettere in atto tutti i nostri preparativi, organizzando su una scacchiera esagonale le truppe in utilizzo. Il gioco permette di utilizzare più squadre contemporaneamente, così da poter scendere in campo con un piccolo esercito ben assortito. Ogni truppa schierata agirà nel proprio turno, creando dunque un ordine preciso in cui potranno agire in battaglia. Ciascun soldato agirà diversamente sul campo: dai maghi che forniranno supporto, ai semplici cavalieri che invece compiranno attacchi singoli, arrivando fino alle creature che porteranno a compimento degli attacchi ad ampia area. Sostanzialmente, non vi è nulla di più semplice: le truppe combattono a turni seguendo le nostre indicazioni o, semplicemente, attraverso un’opzione di automatizzazione. In quest’ultima opzione sarà il gioco a compiere il grosso del lavoro strategico, permettendoci di assistere semplicemente alla caduta dei guerrieri nemici. Ciò che rende ancor più avvincente la battaglia è la possibilità di livellare ogni singola truppa: più questa combatterà, più diventerà forte. Insomma, Brigandine: The Legend of Runersia pone ai nostri occhi un gameplay piuttosto semplice da apprendere, ben stratificato e arricchisce i contenuti con modalità extra davvero invitanti. Con un lato gestionale non troppo complesso da apprendere, fornendo dunque una discreta accessibilità anche per i neofiti del genere.

Brigandine: The Legend of RunersiaUno strategico affascinante

Brigandine: The Legend of Runersia è un titolo affascinante, per via del suo lato artistico decisamente curato grazie agli splendidi artwork confezionati che rappresentano le sembianze di ciascuna truppa, eroi inclusi. Esattamente come per la colonna sonora decisamente ispirata, la quale riesce a immergerci egregiamente negli infestati campi di battaglia. La versione PlayStation 4, inoltre, risulta essere addirittura più curata nei dettagli dei vari modelli, quest’ultimi caratterizzati da una buona varietà in ambito estetico. Il titolo riesce anche a raggiungere una prestazione più fluida sulla console di casa Sony ma, come abbiamo già detto, il bug riscontrato durante la storia ci ha impedito di poter godere della trama nel pieno delle possibilità, come i testi che sparivano pian piano sotto gli artwork, i quali venivano offuscati dall’eccessivo zoom che veniva posto su di essi.

Non vi è inoltre una grande varietà dei campi di battaglia. Troveremo, infatti, sempre un territorio verdeggiante con la nostra base – o quella avversaria – a raffigurare l’obiettivo. Riconosciamo che l’aspetto tecnico sia uno degli elementi meno fondamentali di un titolo strategico, ma tutto sommato ci teniamo a precisare che il titolo, oltre a quelle già menzionate, non presenta particolari sbavature che possano intaccare ulteriormente la godibilità dell’esperienza. Il titolo potrebbe risultare leggermente difficoltoso da apprendere, dato che è interamente localizzato in inglese. I dialoghi, in ogni caso, non rappresentano alcuna complessità che impedisca di comprendere ciò che sta accadendo a schermo.

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Matteo Murri
Matteo Murri
Appassionato di videogiochi e anime sin da tenera età, il suo primo videogioco fu Super Mario 64 per Nintendo 64, col tempo si affezionò alle console di Sony partendo appunto dalla prima Playstation. Oggi è un cacciatore di trofei su Playstation 4, predilige gli sparatutto, i titoli di corse e i picchiaduro, ma gioca veramente di tutto!

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