Blacksad: Under the Skin – Recensione

Blacksad: Under the Skin è un titolo buono, dagli ottimi presupposti, che si perde in un bicchier d'acqua. Anche avendo parecchio apprezzato la trama, non posso chiudere gli occhi su un lavoro di pulizia generale ancora distante rispetto a quanto ci saremmo potuti aspettare. Se siete amanti dei noir americani e dei gialli hardboiled, troverete nella storia di John Blacksad tutto ciò che desiderate. Aspettate che il titolo venga sistemato e non ve ne pentirete.

Ricordo abbastanza bene il teaser di annuncio di Blacksad: Under the Skin. Parliamo del 2018 e, per quanto non conoscessi le origini del brand, rimasi affascinato da questo poliziesco hardboiled veramente particolare. Blacksad, infatti, è un videogioco che trova le proprie origini in una serie a fumetti omonima. Serie che, proprio come il videogioco, narra le vicende di John Blacksad, investigatore privato che cerca di sbarcare il lunario nella New York degli anni ’50.
Ys Interactive e Pendulo Studios hanno ricreato quest’ambientazione noir con dovizia di particolari; immergendoci in una storia originale ambientata nella stessa linea temporale dei fumetti. Pubblicato da Anuman sotto il brand di Microïds, Blacksad: Under the Skin raggiunge le nostre PlayStation 4 pronto a farci diventare Detective. Com’è andata? Preparatevi a scoprirlo in questa nostra recensione!

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Blacksad: Under the Skin (PS4) Blacksad: Under the Skin (PS4) Nessuna recensione 49,42 EUR

Blacksad: Under the Skin – Il fumetto si fa videogioco

Questa nuova avventura ci porta a New York; in un mondo che, per quanto storicamente identico al nostro, non vede la presenza di esseri umani. Ogni personaggio presente in Blacksad, infatti, è un animale dall’aspetto antropomorfo, caratteristica particolare ma perfettamente funzionale alla narrazione.
“Under the Skin” vede il nostro protagonista, John Blacksad, indagare sul suicidio di Joe Dunn. Joe è stato trovato impiccato all’interno della propria palestra e, contestualmente, Bobby Yale, suo pupillo della boxe, è sparito. John viene quindi assunto dalla nipote di Joe, Sonia, per scoprire il mistero che si cela dietro la sua scomparsa.
La narrazione è veloce e capace di immergerci in un contesto figlio del dopoguerra piuttosto realistico e ben caratterizzato. Lotte di classe ed episodi di razzismo sono solo alcuni degli elementi reali e, purtroppo, “attuali” che fanno da contorno alla storia di Blacksad. L’incedere degli eventi cambia in base alle nostre azioni, creando molteplici bivi narrativi unici e differenti.
Ho particolarmente apprezzato l’intero comparto narrativo, spingendomi a cercare in rete informazioni sul fumetto e sul suo possibile acquisto. In Blacksad ho trovato un titolo investigativo coinvolgente ed intenso, come non ne giocavo da tempo. È possibile portare a termine l’avventura in una decina di ore, lasciando comunque libertà al giocatore di iniziare una nuova partita oppure ricaricare un determinato capitolo per modificarne le scelte. Veramente soddisfatto!

Un mondo popolato da animali

Questo mondo è popolato da moltissime specie di animali antropomorfi tra cui, giusto per fare un esempio, John Blacksad è un gatto nero. Ciò non incide solamente sull’aspetto esteriore dei personaggi, ma anche sulle peculiarità di ognuno di essi. Blacksad, essendo un gatto, ha sensi più sviluppati rispetto ad un umano, riuscendo quindi a udire, odorare e vedere meglio. Detto questo, ogni animale presente all’interno di Blacksad è veramente particolare. Un design ricercato e facilmente riconoscibile è alla base di ciascun personaggio, esattamente come per la loro ottima caratterizzazione. Questo, molto probabilmente, è anche legato all’ottima base fumettistica da cui parte l’opera. Non posso comunque che complimentarmi con gli sviluppatori per l’impegno in tal senso.

L’arte dell’investigatore

Durante le nostre indagini avremo a che fare con tantissime meccaniche tipiche del genere, tra cui ricerca di indizi, sequenze QTE ed interrogatori.
Blacksad: Under the Skin è strutturato come un’avventura 3D. Indagando, il nostro John è libero di esplorare diverse ambientazioni muovendosi al loro interno. Le aree sono costellate da collezionabili, indizi ed interazioni ambientali. Queste ultime più utili al contestualizzare l’epoca ed il personaggio, piuttosto che alla risoluzione del caso. Gli indizi, ovviamente, sono la priorità assoluta su cui focalizzarsi. Nonostante la maggioranza sia ben visibile, alcuni di essi sono disposti in maniera veramente “infame”. Prestate attenzione ad ogni anfratto e non date nulla per scontato.
Come anticipato nel paragrafo soprastante, il nostro essere gatto ci garantisce abilità fuori dall’ordinario. Tra queste troviamo il “senso felino”, una speciale visione (attivabile solo in determinate circostanze) che ci permette di analizzare personaggi ed ambienti utilizzando i sensi di John. Orecchie, naso ed occhi ci aiutano a scoprire dettagli altrimenti invisibili. Fatene utilizzo ogni volta che potete!
Raccolti abbastanza indizi, il titolo ci avvertirà di poter arrivare ad una deduzione. Le deduzioni avvengono attraverso un menù apposito. In esso sono presenti tutti gli indizi trovati, che dovremo unire tra loro per dedurre la verità ed avanzare nella risoluzione del caso. Molto semplice ed intuitivo.
Durante alcune scene è necessario completare dei Quick Time Event. Questi ultimi non sono molto frequenti e sono relegati a poche sequenze mai veramente impegnative. In ogni caso, non rilassatevi troppo. I QTE possono apparire all’improvviso e, in caso di errore, possono portare a conseguenze veramente “infauste”.
Che dire. Il gameplay, per quanto essenziale, sarebbe anche giusto e coerente al genere di riferimento. Il problema è che praticamente ogni meccanica è minata da bug e glitch. Approfondirò il discorso qui sotto, ma non posso che sottolineare l’amarezza di quanto visto. Un vero peccato.

Quando gli angeli cadono…

Quasi con dispiacere mi trovo qui, al termine di questa recensione, a dovervi parlare del comparto tecnico di Blacksad. Un comparto tecnico che, purtroppo, intacca quasi ogni componente di gameplay ed estetica.
Volendo cominciare parlando della grafica, ci troviamo di fronte ad un disegno in movimento, con un design dei personaggi ricercato ed ambientazioni ben realizzate. Peccato per la moltitudine di glitch grafici a rovinare l’esperienza. Il “senso felino” è quasi sempre oscurato da quadratoni bianchi e sbavature, mentre la raccolta di indizi e collezionabili fa “brillare” porzioni di schermo completamente a caso. Per non parlare del caricamento delle texture lento e, a volte, assente. Anche sul fronte animazioni possiamo parlare di lavoro discreto ma non adeguato. Per quanto durante le scene video il tutto scorra liscio, con animazioni fluide e ben eseguite, muoversi per la mappa risulta veramente frustrante. Rimanere bloccati contro spigoli o altro è costante e fastidioso. Senza contare un bug che, in un paio di occasioni, mi ha completamente bloccato il personaggio, obbligandomi ad uscire dal gioco e riprovare.
Musiche e doppiaggio (in inglese) di buon livello, soprattutto per la colonna sonora che ci accompagna per tutta la durata della storia. Anche qui, però, non siamo esenti dai difetti. Attualmente è presente un bug che, ogni volta che si ricarica la partita senza uscire dal gioco, fa scomparire i sottotitoli (in italiano). Costringendoci, anche in questa occasione, a riavviare completamente il gioco.
A tutto questo vanno ad aggiungersi dei salvataggi imprecisi che, alle volte, obbligano a ripetere intere porzioni di gioco, imput dei Quick Time Event che spesso non vengono registrati e, infine, un frame rate piuttosto ballerino che va ad appesantire il tutto.
Tengo a dire, concludendo, che quanto riscontrato potrebbe essere facilmente risolvibile attraverso patch correttive più o meno corpose. Ciò detto, non posso soprassedere a tutti i problemi riscontrati durante la mia prova.

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