Berserk and the Band of the Hawk – Recensione

Berserk and the Band of the Hawk risulta essere un ottimo Musou sotto gran parte degli aspetti che mitiga molti dei difetti del genere grazie alla narrativa ed alla trama sicuramente interessante e matura. La ripetitività intrinseca delle meccaniche passa spesso in secondo piano, lasciando il posto alla curiosità della scoperta, del capire cosa succede e perchè sta avvenendo, il tutto contornato da un aspetto tecnico sicuramente migliorabile ma che sa rendere giustizia al brand. A chiunque segua il Manga o la serie animata non possiamo non consigliare il titolo senza riserve, ammesso non vi sia un odio per i Musou, mentre agli altri consigliamo un approccio più soft, sopratutto se hanno intenzione di avvicinarsi all'opera di Miura senza scontrarsi immediatamente con la tremenda brutalità che la distingue.

Sfruttando la scia di successo che sta riscuotendo l’ennesima ristampa cartacea, unita ad una riedizione in versione Animata della saga, Berserk And The Band of the Hawk approda in occidente, carico di aspettative per tutti quei fan che ormai attendono impazienti che Miura si decida a concludere la propria opera, o semplicemente a continuarla in maniera un po’ più costante.

The Dark Knight
Per chi fosse del tutto ignorante in materia, Berserk è un Manga che si trascina ormai dai lontani anni 90 che, a differenza di molte altre produzioni, si rivolge ad un ben delineato pubblico, sicuramente di nicchia. Le vicende narrano di uno spadaccino, tale Guts (o Gatsu in Italia) che, volente o nolente, si va a trovare in una baraonda di eventi che spaziano dal grottesco al tragico, non tralasciando nessuna sfumatura di quei sentimenti oscuri che ogni persona si porta dentro. Il teatro scelto altro non poteva essere che un’epoca buia come quella del medioevo, resa ancor più tetra e grottesca da demoni ed entità malvage che popolano il mondo. Senza scendere in particolari che potrebbero anticipare la trama, tra l’altro narrata in maniera accattivante anche nel titolo che stiamo andando ad analizzare, impersoneremo Guts che, nelle fasi iniziali, altri non è che un mero cacciaotore di taglie, piuttsto bravo nel suo lavoro che si trova, come dicevamo, invischiato in vicende ben al di fuori della portata di quasi qualunque essere umano. Le vicessitudini del nostro eroe iniziano dall’incontro con la Band of The Hawk, un “esercito” privato al seguito di uno strano, edonista e dualissimo personaggio che risponde al nome di Grifis, che il nostro eroe decide di sfidare mettendo in palio i suoi servigi. Sconfitto si ritrova ben presto a far parte della banda, ed in tempi relativamente brevi riesce a ritagliarsi una posizione, tanto da diventare comandante dell’avanguardia. Nel frattempo i legami con Grifis e gli altri personaggi cardine della narrativa si infittiscono e si approfondiscono, delineando un quadro narrativo piuttosto fedele alle vicende del fumetto.
Oltre alle missioni, che ci faranno rivivere i momenti più salienti dell’avventura, troveremo siparietti che approfondiscono il tutto e a legare i vari capitoli provvedereanno alcuni spezzoni tratti direttamente dalle ultime riproposizioni dell’anime, per lo meno fino a metà dell’avventra, lasciando poi il posto ad una meno efficace riproduzione con il motore grafico del titolo.

Sangue, che passione!
Il genere di appartenenza del titolo, ossia il Musou, ben si sposa con l’atmosfera e con le situazioni di gioco e la stessa mancanza intellettiva dei nemici concorre a creare un divario enorme tra il nostro protagonista e la gran parte degli avversari che affronta, offrendo un buon grado di soddisfazione.
Durante la trama, modalità principe del titolo, avremo la possibilità di controllare, oltre a Guts, anche alcuni personaggi comprimari, tra i quali spiccano Grifis, Caska ed altri, ognuno dotato del proprio set di mosse e delle proprie caratteristiche, come già visto negli ultimi titoli della serie One Piece Pirate Warrior. Il sistema funziona e propone le classiche dinamiche tipiche del genere, con scontri campali in mappe più o meno vaste con obiettivi multipli da raggiungere che, una volta completati, permetteranno l’avanzata delle nostre forze. Le uccisioni permetteranno ai nostri di salire di livello e di ottenere accessori ed oggetti vari come ricompensa per i propri sforzi e provvederanno a caricare una barra “Furia”, riempita la quale diventeremo più forti e potenti; in questo stato caricheremo una seconda barra che ci permetterà di sferrare un attacco speciale, che avrà effetti devastanti sulle forze nemiche.
Per ottenere attacchi più efficaci in battaglia potremo dotare i nostri personaggi di accessori che ne implementeranno le statistiche, assegnare una cavalcatura, dotata di bonus e statistiche proprie, cambiare costumi, equipaggiamenti e fondere armi per ottenerne di più letali e potenti.
Spezzano l’azione incessante le boss fight, strutturate come in un action in terza persona (circa) dove però fanno capolino tutti i limiti derivanti dal sistema di gioco, nonchè dai picchi di difficoltà delle stesse.
A completare il quadro fanno capolino altre modalità, tra cui la classica free mode, dove potremo affrontare le missioni della campagna con uno qualunque degli otto personaggi giocabili, e la Endless Eclipse, un survival ambientato in uno dei momenti topici della narrativa che non approfondiamo per non incorrere in spiacevoli spoiler.

Musou nel bene e nel male
Abbiamo finora elogiato la scelta del genere Musou per Berserk, senza parlare dell’aspetto tecnico del titolo; purtroppo in questo frangente il lavoro di Omega Force presta ancora il fianco ad un marcato Pop-Up, a texture non all’altezza, personaggi semplici (esclusi boss ed eroi) ed una IA ridicola. Il quadro complessivo si salva grazie all’effettistica ed alla moltitudine di personaggi a video, nonchè per il design delle ambientazioni che, seppur spoglie e semplici, ricordano in maniera piuttosto fedele le tavole originali.
Ottima la presenza di violenza e sangue a profusione, che sono sempre marchi di fabbrica per il brand, meno il fatto che si sia incorsi nella censura di alcune parti per renderlo probabilmente meno odioso ed urtare meno la sensibilità del videogiocatore medio.
Ottimo il comparto sonoro, sia come musiche che come effetti, mentre il doppiaggio è presente sia in inglese che in giapponese (che vi consigliamo caldamente).

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Loris "Asmodeus_Psycho" Mattiolo
Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ha iniziato a giocare sull'ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console SEGA e Nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Ama il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegna nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

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