Beautiful Desolation – Recensione

Beautiful Desolation è un punta e clicca ambizioso che però non riesce a scrollarsi di dosso delle scelte alquanto obsolete in termini di gameplay. Ciononostante, il titolo propone una storia avvincente che, in un modo o nell'altro, riesce a trascinarci verso i titoli di coda, esplorando perlopiù ogni anfratto narrativo nascosto nelle civiltà e personaggi che incontreremo durante l'avventura.

I ragazzi di The Brotherhood, sviluppatori sudafricani che hanno sfornato prodotti stimati dal pubblico come Stasis, tornano alla ribalta con Beautiful Desolation, una nuova avventura punta e clicca ambientata nel paese natio del team di sviluppo. Chi ha già giocato i due titoli citati, riconoscerà in Beautiful Desolation alcuni loro tratti distintivi, i quali richiamano fortemente i primi capitoli della serie Fallout, come la visuale isometrica e le caratteristiche post-apocalittiche che delineano narrazione e mondo di gioco.

Dopo l’approdo su PC, la nuova creatura di The Brotherhood approda finalmente anche su console, nello specifico su Nintendo Switch e PlayStation 4, affacciandosi così ad un pubblico sostanzialmente nuovo a questo genere di esperienze, sebbene i punta e clicca non manchino sulle citate piattaforme. Abbiamo dunque messo alla prova il titolo nella versione destinata sulla console di casa Sony, e siamo finalmente pronti per parlarvene in questa nuova recensione.

Beautiful DesolationBeautiful Desolation, l’inizio di un viaggio verso l’ignoto

Quello di Beautiful Desolation è un racconto decisamente stratificato, laddove gli sviluppatori hanno elaborato un immaginario che tante produzioni più blasonate possono unicamente sognarsi. Ma per capirci qualcosa dobbiamo fare un piccolo passo indietro, dove tutto cambiò. 1976, un anno decisamente impegnativo per il mondo: l’unione dei due Vietnam, la sonda americana Viking 1 che entra nell’orbita di Marte, viene scoperta l’Ebola in Africa, e in Portogallo viene firmata la nuova costituzione. Nell’immaginario creato dai ragazzi di The Brotherhood però, vi è un evento che scuoterà il mondo: l’apparizione di un monolite dotato di tecnologia aliena, che da lì a poco scuoterà la terra sottostante coinvolgendo tutti gli abitanti di Cape Town, tra cui il protagonista Mark Leslie coinvolto in un’esplosione, che inevitabilmente lo travolse a bordo della sua auto. Passano però dieci anni e il mondo è radicalmente cambiato: approfittando della tecnologia contenuta nel monolite alieno, chiamato Penrose, l’umanità ha subito un avanzamento tecnologico immenso che, però, scadrà inevitabilmente in una corsa agli armamenti, gettando il globo in una guerra deleteria.

Curioso di cosa vi si nasconda al suo interno, Mark convincerà suo fratello Don a raggiungere l’artefatto che sorvola i cieli per scoprirne i segreti, tuttavia la missione capitolerà in maniera disastrosa e i due fratelli verranno catapultati in un’altra dimensione, lontani dalla loro casa. Un luogo dove qualsiasi confine esistenziale assume un valore completamente diverso, sconosciuto per giunta, dove Mark e Don dovranno rimboccarsi le maniche e trovare un modo per tornare da dove sono venuti. Da qui prende il via la storia di Beautiful Desolation che, come potete immaginare, sfrutta la sua caratura sci-fi per delineare quello che sarà un viaggio in un universo tutto da scoprire. Principalmente, il giocatore ricoprirà un ruolo ben differente rispetto a quello interpretato dai protagonisti. Infatti, grazie alla stratificazione della narrazione, l’utente è spinto a svolgere le mansioni di un antropologo, scoprendo soprattutto le nuove civiltà lungo il cammino. Tradizioni, lingue e molto altro ancora, saranno solo un contorno del background costruito dagli sviluppatori, che hanno curato con precisione persino le storie dei personaggi non giocanti, dando modo di apprezzare anche quelle cose che definiremmo persino secondarie.

Un gameplay difficile da apprezzare

Le avventure grafiche punta e clicca difficilmente riescono a farsi apprezzare dal grande pubblico, soprattutto per il gameplay che non rientra nelle corde di tutti. Tuttavia, quello di Beautiful Desolation riuscirà a farsi apprezzare perlopiù dagli appassionati dei punta e clicca e di chi, in un modo o nell’altro, li mastica. In particolar modo, non mancheranno puzzle ed enigmi, linee di dialogo multiple, contenuti secondari e persino mini giochi, sebbene i comandi siano condizionati da una precisione non proprio eccelsa e poca praticità nelle versioni console. Inoltre, lo stesso gameplay non si dimostra all’altezza della caratura narrativa ed artistica del prodotto. Spesso e volentieri sarà necessario effettuare diversi backtracking per avanzare nella quest principale, senza considerare che le interazioni con alcuni oggetti (od obiettivi) saranno nascosti a mo’ di pixel, rendendo ancor più complesso il proseguimento. Come se non bastasse, e al contrario di altri esponenti del genere (come Deponia, per esempio), il titolo tende ad esaurire quei dialoghi che in un modo o nell’altro possono guidarvi verso la strada giusta e, inoltre, le conversazioni non solo vengono espresse attraverso un inglese non proprio semplice da comprendere, ma forniscono pochi e vaghi dettagli su come o dove trovare alcuni obiettivi/oggetti delle missioni. Insomma, procedere in quel di Beautiful Desolation è tutto fuorché una passeggiata, la quale però non pecca di varietà e talvolta ci riserva persino dei combattimenti a turni alquanto semplici.

Mentre il gameplay vacilla tra pregi e difetti, a dare man forte alla produzione ci pensa in primis la buona scrittura che ha dato vita ai numerosi dialoghi presenti nel gioco, mentre dal un punto di vista grafico possiamo apprezzare le ambientazioni per varietà e dettaglio attraverso la visuale isometrica, merito soprattutto delle tecniche di fotogrammetria utilizzate per rendere il più realistici possibili i paesaggi. Una menzione d’onore invece va alla colonna sonora, composta insospettabilmente dal mitico Mick Gordon, colui che ha realizzato i brani che hanno accompagnato i nostri massacri in Doom e Wolfenstein.

GUIDE TROFEI

Matteo Murri
Matteo Murri
Appassionato di videogiochi e anime sin da tenera età, il suo primo videogioco fu Super Mario 64 per Nintendo 64, col tempo si affezionò alle console di Sony partendo appunto dalla prima Playstation. Oggi è un cacciatore di trofei su Playstation 4, predilige gli sparatutto, i titoli di corse e i picchiaduro, ma gioca veramente di tutto!

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Beautiful Desolation - RecensioneBeautiful Desolation è un punta e clicca ambizioso che però non riesce a scrollarsi di dosso delle scelte alquanto obsolete in termini di gameplay. Ciononostante, il titolo propone una storia avvincente che, in un modo o nell'altro, riesce a trascinarci verso i titoli di coda, esplorando perlopiù ogni anfratto narrativo nascosto nelle civiltà e personaggi che incontreremo durante l'avventura.