Bayonetta & Vanquish 10th Anniversary Bundle – Recensione

Bayonetta e Vanquish tornano su PlayStation 4 in forma smagliante. Rigiocare due classici di Platinum Games con gli standard attuali, soprattutto quanto concerne in prestazioni tecniche, è un valido motivo per tornare a riscoprire due titoli action, quasi imperdibili, uniti da un bundle celebrativo per il loro decimo anniversario. Il peso degli anni non si sente minimamente.

Negli ultimi mesi Platinum Games si sta evolvendo e migliorando, cercando di puntare a diventare un’azienda indipendente a tutti gli effetti. Lo studio che ha sfornato capolavori come Bayonetta, Drakengard, NieR e molti altri ancora, si sta espandendo in modo tale da poter pubblicare i titoli autonomamente. Lo studio si sta adoperando proprio per questo, ottenendo anche notevoli capitali d’investimento da colossi come Tencent. Platinum Games è stata una delle SH più chiacchierate degli ultimi anni, questo per svariati motivi tra cui la cancellazione dell’esclusiva Xbox One Scalebound ed il successo mediatico e commerciale di NieR: Automata. Non solo, questi ragazzi si sono fatti valere anche per prodotti come Astral Chain ed annunci come Bayonetta 3 (esclusiva Nintendo Switch) e Babylon’s Falls. Insomma, un 2020 sicuramente ricco per il team che quest’anno ha anche molto da poter festeggiare. Aldilà dei tre annunci in dirittura d’arrivo, quest’anno si celebrano i dieci anni della serie NieR e delle uscite di Bayonetta e Vanquish, due titoli che nell’era PlayStation 3 fecero il loro successo.

Per l’occasione, SEGA e Platinum Games hanno riunito le forze per portare sulle attuali console le edizioni rimasterizzate di Bayonetta e Vanquish. Entrambi raccolti in una collezione che celebra il loro decimo compleanno. Potremmo quasi definirli come due cult della scorsa generazione: da una parte troviamo la rivale di Devil May Cry, con una componente action soddisfacente tanto quanto il prodotto di casa Capcom, dall’altra, invece, troviamo uno sparatutto in terza persona adrenalinico ed avvincente. Bando alle ciance ed avventuriamoci in questa nostra nuova recensione.

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Bayonetta e Vanquish: due classici di Platinum Games in risalto su PlayStation 4!

Entrambi i titoli prodotti da SEGA hanno costituito una parte del grande successo di casa Platinum. Nonostante NieR e Drakengard, il team guidato da Hideki Kamiya ha sfornato su PlayStation 3 due pilastri del genere action. Dietro a Bayonetta e Vanquish vi sono due protagonisti piuttosto apprezzabili.

La sensuale strega Cereza – aka Bayonetta – è sicuramente un ritorno piuttosto gradito nella società videoludica odierna. Negli ultimi anni, la figura della donna come protagonista ha acquisito sempre più importanza. Inoltre, darle una caratterizzazione fuori dagli schemi classici rende la protagonista piuttosto unica. Bayonetta è fuori dal comune, dall’alto della sua bellezza emana una forza sovrumana capace di sterminare i suoi nemici a suon di pugni e proiettili. Il suo animo è quasi indistruttibile, il cui piacere della battaglia la rende quasi un mostro. Non mancano comunque momenti in cui mostra la sua fragilità, ricordando al giocatore che, dopotutto, anch’essa possiede un cuore gentile.

Dall’altra parte, invece, troviamo Sam, un soldato dotato di un’armatura tecnologicamente all’avanguardia che, insieme ai marine, invaderà una colonia orbitale costruita dalla Russia. In questo caso, il protagonista è una classica rappresentazione dello stereotipo americano, come del resto lo è l’intera trama la quale rimane comunque sia godibile. Entrambi i titoli non sono sicuramente rinomati per la profondità delle loro storie, le quali fanno bensì da contorno alla portata principale rappresentata dal gameplay.

Non sono invecchiati di una virgola!

Bayonetta e Vanquish non nascono come titoli fortemente ispirati sotto il profilo narrativo, poiché esprimono il massimo del loro potenziale attraverso un gameplay appagante e dai ritmi frenetici. Un hack’n’slash e uno sparatutto in terza persona, entrambi simili ma estremamente diversi, uniti da una parte ludica puramente arcade. Quest’ultima non appare mai troppo ostica ma, volendo, può offrire una sfida intrigante ai giocatori più hardcore.

Bayonetta, non a caso, è considerata come l’acerrima rivale di Dante. Il titolo di Platinum Games ha dato del filo da torcere alla cara Capcom, rivaleggiando con una formula capace di essere immediata sotto ogni punto di vista. L’action secondo Platinum è tornato in forma smagliante nella riedizione su PlayStation 4, riuscendo a competere con l’agguerrita concorrenza – se non addirittura superarla – nonostante il peso degli anni. In tutto ciò, la sinuosa Bayonetta ci trascina col suo fascino in un combat system articolato che man mano apre più porte – del nostro cuore – le quali ci indirizzano a nuove possibilità. Ognuna di esse è evoluta attraverso un sistema di combo semplice e rapido da apprendere, quel tanto che basta a qualsiasi neofita per immergersi subito nell’avventura.

Poi c’è Vanquish. Lo sparatutto in terza persona gioca su tutt’altro terreno, senza scordarsi però quella frenesia data dalla gioia di scontrarsi con i nemici. Con un level design piuttosto lineare, il titolo si mostra piuttosto semplice anche alle difficoltà più elevate, merito forse di uno shooting senza troppe pretese e con poche sbavature. Non sono presenti effettivi power up se non per le armi, variegate nelle categorie che garantiscono possibilità di approccio diversificate. Da un sistema di copertura, alla modalità AR capace di aiutarci nei momenti più critici, il gameplay di Vanquish si mostra – ancora una volta – solido ma non troppo profondo, riuscendo a divertire quanto basta per l’intera durata della campagna principale (completabile nel giro di otto ore o poco più).

Per chi invece non avesse mai messo mano ai due titoli prima di questa edizione rimasterizzata, gli unici punti negativi che ritroviamo sono dei nemici poco ispirati e ripetuti più volte, con qualche piccola variante. Anche le boss fight rientrano in questo neo, soprattutto in Bayonetta con scontri che si ripetono spesso e volentieri in diverse fasi della storia.

Una maggiore fluidità nell’azione

Infine, eccoci al comparto tecnico e grafico della collection celebrativa.
Bayonetta e Vanquish girano (su PlayStation 4 standard) a sessanta fotogrammi per secondo con una risoluzione a 1080p, una prestazione solida e maggiormente fluida accoppiata ad un’immagine più pulita. Il tutto offrendo un’esperienza di gioco tutto sommato visivamente migliorata. Nonostante ciò, soprattutto nei filmati di Vanquish, notiamo una leggera instabilità del frame, nulla però che possa inficiare sulla godibilità del gioco. Anche le texture hanno ricevuto un piccolo trattamento benefico, aggiungendo una maggiore definizione ai modelli poligonali che non guasta mai.
Trattandosi di una remaster di due titoli approdati sulle vecchie console dieci anni fa, il lavoro svolto sull’operazione è stato ottimo. La possibilità di poter giocare due capisaldi dell’action della scorsa generazione è un’ottima occasione per tornare a riscoprire due titoli che han reso gloriosa Platinum Games.

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Matteo Murri
Matteo Murri
Appassionato di videogiochi e anime sin da tenera età, il suo primo videogioco fu Super Mario 64 per Nintendo 64, col tempo si affezionò alle console di Sony partendo appunto dalla prima Playstation. Oggi è un cacciatore di trofei su Playstation 4, predilige gli sparatutto, i titoli di corse e i picchiaduro, ma gioca veramente di tutto!

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