Da Milestone arriva l’ennesimo gioco di guida, genere in cui i nostri connazionali sono particolarmente specializzati ed affermati. Forti del rinnovo della licenza WRC, la software house osa andare oltre i canoni dei simulatori cui ci ha abituato negli anni, proponendoci qualcosa di diverso. È bene capire se questa variazione sul tema possa aver dato buoni frutti, tenendo conto che il titolo è destinato unicamente al mercato del digital delivery. Esaminiamo assieme l’ultima fatica degli sviluppatori milanesi!

Rally e sportellate!
WRC Powerslide
si presenta come un titolo arcade che prende però in prestito il buon motore grafico e fisico (quest’ultimo ovviamente alleggerito) visto nell’ultimo lavoro di Milestone, ossia WRC 3.

Il titolo non presenta una modalità carriera per come la si intende normalmente, bensì prevede otto competizioni in altrettante nazioni, ognuna composta da tre tappe, per un totale di 24 gare di difficoltà crescente. Per aumentare la già buona longevità, vi è la possibilità di affrontare tutte le gare con tre classi di veicoli da rally, tutti su licenza e ben modellati, come da tradizione. I tracciati offrono una buona varietà sia visiva che a livello di giocabilità vera e propria: ogni terreno offre infatti una diversa aderenza da parte della nostra macchina, rendendo necessario un approccio diverso ad ogni gara.
Tenendo conto di questi elementi pseudo-simulativi, il fulcro del gioco ricorda però vari giochi di kart a stampo arcade, più una visuale a volo d’uccello in pieno stile Micro Machines. Come previsto, non mancano quindi i tipici potenziamenti già visti in giochi simili, che possono essere raccolti dal giocatore o dai tre avversari controllati dalla buona IA. I potenziamenti utilizzabili spaziano da una tempesta di grandine utile a colpire ogni avversario, con la variante capace di rallentare soltanto colui che è in prima posizione, ad una nube per disturbare la visuale altrui, in aggiunta alla classica nitro utile a guadagnare metri sugli avversari. Per ultimo è da citare il clacson, utile a generare un’onda d’urto in grado di mandare in testacoda gli altri piloti, più un tipico scudo atto a respingere gli attacchi altrui. Insomma, niente di nuovo sotto il sole, ma si apprezza il fatto che Milestone sia riuscita ad integrare discretamente tale sistema con una struttura di gioco già affermata nei capitoli canonici basati sulla licenza WRC.

Il sistema di controllo è semplice quanto immediato: R2 ed L2 servono, rispettivamente, a controllare accelerazione e frenata, cerchio è adibito per il freno a mano, X per attivare i power-up, mentre triangolo serve a riportare il veicolo in carreggiata nel caso di errori pesanti.
Mentre la mancanza di una modalità carriera è comprensibile, vista la natura del titolo, spiace non vedere un classico time-attack. La speranza è che Milestone possa includere tale modalità successivamente, così da poterci far sfidare virtualmente i fantasmi di avversari da tutto il mondo.
Il vero problema di gameplay per il quale non ci sentiamo di consigliare in modo assoluto il titolo è però la già citata visuale dall’alto, che risulta buona per il fatto di dare una discreta e ampia visuale sulla gara, ma alla lunga può generare parecchi problemi vista la natura molto tortuosa ed irregolare dei tracciati, con repentini e spesso fastidiosi cambi d’angolazione.

Web Rally Championship?
Laddove la modalità a giocatore singolo contro la IA può alla lunga stancare, ecco che entra in gioco la possibilità di affrontare le gare in rete contro giocatori reali.
Provando a giocare online entriamo subito nel vivo dell’azione tra sportellate, power-up e scorrettezze virtuali d’ogni tipo. Qui è possibile ottenere il massimo del divertimento offerto dal gioco, con la ovvia speranza che la comunità online resti viva e costante nel corso dei mesi seguenti all’uscita del titolo. Dalle gare a cui abbiamo partecipato si evince che, posta la stabilità di connessione dei singoli utenti, le stesse risultano fluide e senza lag di sorta, rendendo l’esperienza assai piacevole.
Come in ogni titolo del genere che si rispetti si può ottenere la massima goduria videoludica giocando assieme ad amici, che purtroppo avviene sempre e solo in remoto. Ebbene sì, un’altra (a nostro vedere) grave lacuna del titolo è l’assenza di una modalità a schermo condiviso, mancanza che, assieme alle altre due discusse in precedenza, non permette al titolo di raggiungere l’Olimpo del genere. Colui che sta scrivendo è infatti un nostalgico delle partite tra amici a suon di sani insulti e baldoria, in un’epoca in cui il gioco online era pura utopia.

Rock ‘n’ Rally!
Da un punto di vista puramente visivo, non possiamo muovere particolari critiche ai ragazzi di Milestone. Il motore grafico e fisico, come già detto, è infatti lo stesso ammirato nel discreto WRC 3, seppur naturalmente reso meno pesante per l’occasione. I modelli delle automobili sono ben realizzati e si danneggiano in modo piuttosto realistico, con lamiere e altre componenti che volano ad ogni collisione, per la gioia dei nostri occhi. Ma non solo, anche il design delle piste è molto valido e vario, con una menzione d’onore per gli effetti particellari tra cui polvere e neve sollevati dalle macchine, davvero notevoli per un titolo pensato per il mercato digitale.
Buoni anche gli effetti sonori che accompagnano le gare, tra cui il rombo dei motori e gli azzeccati suoni derivati dall’uso dei vari potenziamenti. Molto curati i menu e la colonna sonora, quest’ultima composta da pezzi rockeggiantiincalzanti e mai fuori luogo, specialmente quando si è impegnati a fare a pezzi le lamiere altrui.

RASSEGNA PANORAMICA
Aspetto Tecnico
7.5
Gameplay
8.0
Intrattenimento
7.5
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here