Transformers: La battaglia per Cybertron – Recensione

Activision ha giustamente puntato su questo brand di cui detiene i diritti, e High Moon Studio ha fatto indubbiamente un lavoro migliore rispetto al precedente capitolo. Tuttavia Transformers: La battaglia per Cybertron necessitava in alcuni punti di maggiore attenzione, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione tecnica e la parte single player. Nulla da dire invece sul Multiplayer, su cui si vede sin da subito che la software house di sviluppo ha puntato molto. Ricche risate e competitività in compagnia son le parole d'ordine di questo titolo e, se quando accendete la vostra console non desiderare far altro che "fraggare" i vostri avversari, questo titolo è assolutamente consigliato. Inoltre nonostante le modalità in rete siano ispirate ad altre già esistenti in alcuni videogame, alcune chicche originali e nuove la rendono ancora più accattivante e fanno diventare Transformers: La battaglia per Cybertron un ottimo punto di partenza per una nuova tipologia di esperienza online.

A partire dalla old-gen PlayStation 2 sono stati realizzati, dal 2004, alcuni titoli dedicati al cult anni ’80 dei Transformers. Il primo titolo, Prelude to Energon sviluppato dalla software house Melbourne House, ebbe un successo inaspettato in quanto era caratterizzato da un’ottima varietà e da un comparto grafico ai suoi tempi sopra la media. Tre anni dopo, il regista hollywoodiano Michael Bay decise di portare su grande schermo questa serie, cambiando radicalmente il modo di vedere questa saga robotica. Successivamente uscì su piattaforma next-gen il videogame ispirato a questo film, che purtroppo al contrario del precedente su PS2 non ebbe un grande successo.
Activision ora ci riprova con Transformers: La battaglia per Cybertron, migliorando decisamente molti aspetti trascurati nel precedente titolo di nuova generazione, ma con ancora qualcosa che non convince al 100% soprattutto per quanto riguarda la campagna single player.

Autobot o Decepticons? Bene o male?
Transformers: La battaglia per Cybertron è uno shooter in terza persona ambientato in un’era in cui sul pianeta natale dei Transformers è in atto una guerra civile. Ancora non approdati sul pianeta terra, Autobot e Decepticons sono impegnati a darsi battaglia per controllare l’energon oscuro e conquistare Cybertron e, chi nel bene chi nel male, vogliono portare a loro modo l’ordine. Se si decide di intraprendere la campagna single player il videogiocatore sarà protagonista nelle avventure di entrambe le parti, impersonando quindi buoni e cattivi e capendone i loro scopi. Questa è una caratteristica molto interessante e ben gradita, se non fosse per un’eccessiva buontà in alcuni discorsi degli Autobot, fuori tono in tempi di guerra, e dall’esagerata ed insensata cattiveria in alcuni frangenti da parte dei Decepticons che forza il ruolo del cattivo.
Ma nonostante questo La battaglia per Cybertron è un titolo piacevole da giocare. La confidenza con i comandi si acquista molto velocemente e subito si avverte la freniticità e la velocità dei combattimenti, dove abilità particolari, attacchi corpo a corpo e spari di vario genere da mitragliatori a cannoni, rendono distruttiva ogni singola mossa. Per sopravvivere non ci saranno molti ripari, bensì a far da padrone sarà la prontezza di riflessi del player che dovrà schivare gli attacchi e scappare dagli avversari.

Ma purtroppo alcuni difetti della campagna single player si iniziano ad intravedere sin da subito. Già dal primo scontro si fa caso a due caratteristiche che “spezzano” la freneticità caratteristica di questo titolo: la scarsità di munizioni e il tempo di ricarica di un’arma. Soprattutto nel primo caso si hanno circa 3 caricatori a disposizione e si tende a finirli in fretta, in quanto presi dal ritmo dell’azione si spara all’impazzata verso i nemici facendo poco caso alla direzione del colpo. Si è così costretti a vagare per l’area del combattimento nella speranza di trovare un rifornimento oppure ci si getta in azioni suicide cercando un approccio corpo a corpo e, se si è accerchiati da troppi nemici, ci si ritrova spesso a scappare e a cercare un riparo nell’attesa che gli scudi si ricarichino.
Da rivedere anche l’IA sia dei compagni di avventura che dei nemici. I primi tendono a coprire la nostra linea di tiro, i secondi invece sembrano in alcuni casi non tenere alla propria pelle e a scoprirsi troppo facilmente, facilitando quindi la possibilità di portare a segno i colpi.
La longevità di Transformers: La battaglia per Cybertron risulta essere decisamente superiore rispetto alla media del momento. La campagna single player ha una durata di circa 12 ore ed è poi arricchita da una componente multiplayer degna di nota. Nonostante questo però l’avventura in solitaria è molto lineare e, andando avanti per i corridoi imposti nella storia, presenta modelli di nemici molto ripetitivi. Queste caratteristiche fanno diventare l’avanzamento nella storyline noioso e monotono, anche se la possibilità di giocare la campagna con due amici in cooperativa risolleva il tutto rendendolo più coinvolgente grazie allo spirito di gruppo, che rimedia notevolmente alcuni aspetti soprattutto sotto il punto di vista dell’IA e durante gli scontri.

I robot vanno anche online!
Oltre alla modalità cooperativa per la campagna, Transformers: La battaglia per Cybertron offre una modalità multiplayer davvero ben strutturata. Il fulcro di questo titolo gira infatti intorno alla vita dei robot tra i server, che regalano sia agli amanti dell’online che a chi ha meno abitudine ad affollare la rete un’esperienza di gioco davvero perfetta.
Sotto alcuni aspetti troveremo delle somiglianze con altri titoli next-gen, come ad esempio nella modalità “Escalation” molto simile alla modalità “Firefight” di Halo, e dove il gruppo di giocatori sarà attaccato da tutte le parti da consistenti battaglioni di nemici e dovranno tener cara la pelle. Rispetto però alle modalità da cui prende spunto, Escalation ha una notevole quantità di tatticità da tenere sott’occhio durante l’avanzamento, in quanto ogni nemico ucciso lascia un determinato quantitativo di energia che andrà utilizzato con parsimonia tra un attacco e un altro. Se dopo un pò di pratica si riesce ad avere una buona manualità limitando i danni e massimizzando la precisione dei colpi portati a segno, sarà possibile utilizzare le proprie risorse per acquistare armi più potenti piuttosto che nuove munizioni o energia. Questa caratteristica rende più accattivante questo tipo di modalità e la ravviva non poco.

Molto ben realizzato anche la parte del multiplayer che vede gli utenti sfidarsi tra di loro. Anche qui freneticità e velocità sono le parole d’ordine e la distruzione più totale il fine delle partite.
Quando andremo ad intraprendere le partite multiplayer di Transformers: La battaglia per Cybertron, potremo scegliere tra quattro differenti classi da sviluppare man mano che si va avanti nelle partite in rete. Si va dal classico soldato equipaggiato con armi pesanti, al leader in grado di “buffare” con potenziamenti e protezioni i propri compagni, agli Scout in grando di rendersi stealth nei confronti dei propri avversari e infine ci sono gli Scienziati, fondamentali per le cure del party e capaci di trasformarsi in aerei per muoversi più liberamente.
Troveremo quindi in questa parte multiplayer caratteristiche di vari generi di videogame, che si mescolano in un perfetto mix e regalano al videogiocatore divertimento allo stato puro. Se apprezzate le partite in rete questo gioco fa sicuramente per voi.

Un tubo qui e un bullone qui…i Transformers a nudo.
Sotto il punto di vista visivo il titolo High Moon Studio risulta essere a un livello sufficiente rispetto alla qualità next-gen. Sebbene la composizione e la qualità poligonale dei personaggi sono accettabili, per quanto riguarda invece l’ambientazione si nota uno sviluppo senza troppe attenzioni. La parte più debole per quanto riguarda la grafica è la texturizzazione, sicuramente realizzata con velocità e senza troppe attenzioni dalla software house.
Le animazioni sono invece di ottima realizzazione sia nei movimenti che nei combattimenti, ed è una libidine soprattutto per i fan ammirare le trasformazioni dei robot, accompagnate dal loro classico suono. Anche gli effetti speciali son nettamente migliori rispetto all’ambientazione che vista la scarsa dimensione di molte delle aree di gioco poteva essere sicuramente realizzata meglio sia per quanto riguarda il dettaglio che per l’interattività.
Per quanto riguarda invece il multiplayer non si avverte alcuna presenza di lag e il netcode è decisamente ben sviluppato. Le arene di gioco son molto vaste e sono molto più varie e ben caratterizzate rispetto agli ambienti single player.
Infine passiamo all’audio, dove il doppiaggio in italiano è ben realizzato da voci che ben si adattano ai personaggi. La colonna sonora invece è praticamente sempre un sottofondo impercettibile che mai risalta nelle scene.

GUIDE TROFEI

Little Big Workshop – Recensione

Da amante di strategici e simulativi, ho sempre apprezzato la complessità del proporre sfide organizzative ai giocatori. Passando tra moltissimi esponenti del genere, da...

Space Crew – Recensione

Siamo in un periodo decisamente impegnativo in qualità di videogiocatori. Il mese di ottobre è solito mettere sul piatto una miriade di videogiochi, le...
Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome