Time and Eternity – Recensione

Da Time and Eternity sinceramente ci asettavamo di più vista la casa da cui è pubblicato. Purtroppo però le aspettative sono state totalmente deluse tranne per poche piccole eccezioni, che però non bastano per far arrivare il titolo alla sufficienza. Il titolo sin dalle prime battute mostra le sue debolezze, confermandole man mano che si va avanti con la (scarna) trama, e la complicità di un gameplay mal strutturato fa avvertire sin da subito un senso di noia. Se siete appassionati del genere JRPG vi consigliamo caldamente di rivolgervi altrove, a meno che non siete dei maniaci sfegatati del genere e non volete perdervene neanche uno ed in tal caso cercate di prenderlo al primo taglio di prezzo.

Pochi sono i JRPG importati nel nostro territorio per questa generazione di console, soprattutto se andiamo a contare quelli che sono stati portati su PlayStation 3. NAMCO BANDAI però da questo punto di vista ha sempre cercato di accontentare i fan occidentali di questo genere, e anche nel mese di Giugno ha rilasciato un nuovo titolo in esclusiva per la console Sony: Time and Eternity. Vediamo di che si tratta.

Una trama poco convincente
Time and Eternity ha come protagonista un eroe senza nome, che purtroppo non mostrerà nel corso dell’avventura alcun carisma o personalità e l’unica cosa che emerge di questo personaggio è una spiccata indole da maniaco nei confronti del sesso femminile, su cui fantastica in ogni momento.
I sani principi però non mancano in questo personaggio che infatti decide di sposare la sua amata Toki…sfortuna che durante la cerimonia venite assassinati. Ma come i fulmini a ciel sereno ecco il colpo di scena: Toki racchiude Towa, una seconda anima presente nel suo corpo. Le due anime riescono insieme a manipolare il tempo, e sfruttando questo potere decidono ovviamente di tornare indietro per cercare di capire chi è stato il mandante dell’assassinio e per cercare di prevenirlo. Per un motivo che rimarrà ignoto, anche voi tornerete indietro nel tempo ma la vostra anima non farà più parte del vostro corpo, finendo invece all’interno di un draghetto che sarà il compagno di viaggio di Toki durante l’avventura.
Questo potrebbe essere l’incipit per una trama ben sviluppata, ma queste aspettative purtroppo vengono smontate da una narrazione quasi per niente coinvolgente e che non riesce a dare i giusti stimoli per proseguire l’avventura. Molto simpatici gli sketch umoristici che vengono proposti, che purtroppo spesso e volentieri servono per liquidare con facilità momenti della trama dove sarebbe stato più appropriato un colpo di scena per intrecciare un pò la narrazione e renderla più coinvolgente. Tutto questo viene poi farcito da scene poco chiare e che con molta fatica si inseriscono nella trama principale, come se la casa sviluppatrice volesse semplicemente allungare il brodo.
Gli amanti del genere JRPG si troveranno sbigottiti davanti a questa trama dalla realizzazione poco curata, che risulta man mano noiosa e che non riesce a dare gli stimoli necessari per essere portata a termine con il giusto divertimento.

Un gameplay da rivedere
E’ sicuramente l’altro aspetto a cui i fan del genere JRPG tengono di più, la realizzazione del gameplay. Purtroppo però anche qui Time and Eternity non sprizza qualità, ma anzi forse si può parlare del lato peggiore del titolo.
Partiamo dai combattimenti, che si svoglono in tempo reale affrontando un nemico alla volta. Il giocatore controlla Toki mentre il fidato draghetto viene gestito totalmente dalla CPU. Per affrontare i nostri scontri potremo scegliere tra due diverse distanze: quella ravvicinata, che affronteremo con un pugnale, e quella da lontano, in cui gestiremo la distanza grazie all’uso di un fucile. Per avere la meglio sul nemico non bisogna far altro che avere il giusto tempismo, e grazie alla pressione degli appositi tasti al momento giusto riusciermo a schivare i colpi degli avversari e a contrattaccare, nonchè ad attaccare con colpi semplici, speciali o con magie appropriate al caso. Con ogni attacco semplice che viene utilizzato, o semplicemente con lo scorrere del tempo, una barra di energia si carica e una volta riempita permette di utilizzare magie ed attacchi speciali, presenti in una buona varietà. Per aumentare queste abilità Toki e Towa hanno a disposizione due alberi di skill distinti e separati e il giocatore può scegliere se far crescere i due personaggi in modo simile o differenziarne totalmente lo stile di combattimento.
A rovinare però il tutto ci si mette la pessima I.A. dei nemici, ridotti in varietà e quantità, alcuni troppo semplici da affrontare mentre tutti risultano decisamente monotoni nelle loro azioni, molto limitate e abbastanza ripetitive. La cosa risulta frustrante e noiosa soprattutto quando vi ritroverete ad affrontare più e più volte la stessa tipologia di nemico, subendo sempre le medesime azioni.
Time and Eternity ci prova a risalire proponendo anche una serie di quest secondarie, di cui la quantità risulta essere notevole ma la qualità anche qui lascia a desiderare in quanto risultano spesso ripetitive.
Infine passiamo alla fase esplorativa. In questi momenti la telecamera si piazza dietro le spalle del piccolo drago, ma l’inquadratura viene forzata in quanto riprende sempre anche la posizione di Toki. Il risultato di questa scelta è un’inquadratura nella maggior parte dei casi non incentrata dove vogliamo indirizzare il drago, rendendo difficile la visualizzazione di determinate direzioni. Ad aiutare quindi gli spostamenti ci si mette la minimappa, sempre presente a schermo ma che, a nostro parere, semplifica troppo l’esporazine delle ambientazione per scoprire aree segrete e tesori nascosti, in quanto viene tutto palesemente segnalato con apposite icone.

JRPG-Anime
I JRPG sono stati sempre caratterizzati da una grafica originale e in stile orientale, e molti mostrano a schermo un disegno in pieno stile anime. Time and Eternity rientra proprio in questa tipologia e all’inizio del titolo avrete un’ottima impressione per quanto riguarda la fluidità delle animazioni ed il tratto grafico. I colori risultano essere vivaci e ben utilizzati, anche se il level design dei personaggi è abbastanza piatto. Purtroppo però anche qui il titolo mostra un pò il fianco con delle ambientazioni poco dettagliate e un pò troppo sempliciotte, cosa che si nota se si va al di là della buona scelta cromatica delle scene.
Parlando invece dell’audio abbiamo risontrato un doppiaggio non più che discreto, mentre per quanto riguarda la colonna sonora siamo forse di fronte all’aspetto più caratteristico e meglio realizzato del titolo, aspetto che non eccelle rispetto ad altre produzioni del genere ma che comunque propone una serie di melodie piacevoli da ascoltare.

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Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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