The Last of Us: Left Behind – Recensione

Left Behind è certamente un'ottima aggiunta al gioco che abbiamo eletto come migliore uscita del 2013, anche se abbiamo segnalato qualche difetto. Il gameplay è rimasto chiaramente identico al titolo originale, con tutti i pregi ed i piccoli problemi già segnalati, mentre spiace per il livello di difficoltà, a nostro vedere più basso rispetto a quello riscontrato in precedenza. La qualità complessiva e la cura riposta nel realizzarlo rimangono comunque inalterati, quindi ci sentiamo di consigliarvi senza dubbi Left Behind. Valutate soltanto il fatto che, come già detto, tanti potrebbero non digerire il rapporto tra la durata del DLC ed il prezzo a cui è venduto.

In qualità di contenuto aggiuntivo di uno dei migliori titoli del 2013, Left Behind era atteso da molti videogiocatori che hanno amato le (dis)avventure di Joel ed Ellie. A questo punto non ci resta che capire se questa espansione ci ha colpito in positivo come fece il gioco originale o meno. Prima di passare al sodo, vi avvisiamo che il seguente articolo contiene dei piccoli spoiler riguardanti il gioco principale, quindi sconsigliamo la lettura nel caso in cui non ci abbiate giocato.

Una nuova avventura!
Iniziamo subito dicendovi che se avete amato l’avventura principale troverete pane per i vostri denti anche in Left Behind grazie alla trama e alla caratterizzazione dei due personaggi trattati, ossia Ellie e l’amica Riley. La trama affronta un buco temporale presente nella storia del gioco originale, precisamente quando Ellie necessita di recuperare medicinali per aiutare il compagno di avventure. Queste fasi, simili a quelle in solitaria affrontate in The Last of Us con la piccola Ellie, sono intervallate da lunghi flashback nei quali verrà approfondito il rapporto tra quest’ultima e Riley, sua amica d’infanzia. Non mancheranno ovviamente momenti toccanti e colpi di scena, in linea con quelli vissuti in prima persona assieme a Joel, tanto che vorrete giocare questo Left Behind tutto d’un fiato. Infatti, i ragazzi di Naughty Dog sono stati ancora in grado di rendere al meglio le emozioni provate dai personaggi, facendo sì che si crei un’empatia forte con il giocatore.
Non vogliamo dirvi altro, soltanto che l’avventura ci ha tenuti impegnati per circa tre ore in difficoltà normale, sicuramente un valore buono per un contenuto aggiuntivo ma che potrebbe far storcere il naso a molti, visto il prezzo a cui è venduto (14.99€). Al solito, potrete rigiocare l’avventura per collezionabili e trofei mancanti, quantomeno per aumentarne un po’ la longevità.

Una piacevole aggiunta!
Non ci saremmo di certo mai aspettati una totale rivoluzione nel gameplay in Left Behind, trattandosi chiaramente di un contenuto aggiuntivo. Difatti se avete amato The Last of Us vi troverete già a vostro agio fin dai primi minuti. Se le sezioni con Riley risultano puramente esplorative ed incentrate sul rapporto tra lei e la protagonista Ellie, il resto del gioco riprende esattamente quel gameplay che abbiamo imparato ad amare nel titolo di origine.
Ellie ha le stesse caratteristiche e limiti delle sezioni affrontate con lei in The Last of Us, quindi coltello ad uso illimitato, impossibilità di potenziare abilità ed armi e la presenza soltanto della pistola e dell’arco come armi a distanza. Al solito, è importante esplorare l’ambiente in cerca di risorse e munizioni per poter sopravvivere, anche se non ci siamo mai trovati a corto di materiale, almeno in difficoltà normale. Nonostante ciò, è sempre consigliato cercare di risparmiare proiettili uccidendo i nemici in modo silenzioso, evitando quindi l’approccio diretto.
Abbiamo apprezzato la presenza di un paio di fasi con umani ed infetti nella stessa area e nelle quali siamo stati premiati per la furbizia. In questo caso abbiamo infatti attirato gli infetti in modo che si avvicinassero ai cacciatori, per poi goderci lo spettacolo ed eliminare in tutta serenità i nemici rimasti. Queste fasi, in aggiunta alla maggiore disponibilità di materie prime e munizioni, rendono la difficoltà media di Left Behind inferiore all’avventura principale e pertanto consigliamo caldamente di iniziarlo direttamente in difficile o sopravvissuto.
Rimangono però alcuni problemi su script, spawn e IA dei nemici
, difetti già riscontrati in The Last of Us e non risolti in vista dell’uscita di questo pacchetto aggiuntivo da ben 5 GB abbondanti.

All’avanguardia della tecnica?
Non vogliamo soffermarci più del dovuto riguardo l’aspetto tecnico di questo DLC, visto che si tratterebbe di elencarvi pregi e difetti già riscontrati nel titolo originale.
Il quadro complessivo è sempre maestoso
, tra personaggi, ambientazioni, animazioni ed effetti di luce e particellari. Non possiamo criticare il lavoro di Naughty Dog, il quale si presenta ancora al top nonostante i mesi passati dall’uscita di The Last of Us. Non mancano anche i difetti segnalati in precedenza, ossia compenetrazioni poligonali ed aliasing spesso troppo evidente, mentre notiamo meno fenomeni di popup, vista la natura più chiusa delle ambientazioni.

Come all’epoca, non abbiamo nessuna segnalazione da fare sull’audio: doppiaggio, colonna sonora ed effetti non hanno infatti bisogno di presentazioni e sono praticamente esenti da difetti. Left Behind e lo stesso The Last of Usrimangono ancora oggi i migliori esempi di come l’audio sia spesso più importante della grafica per migliorare l’immedesimazione.

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Davide Begni
Davide Begnihttps://www.playstationzone.it
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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