The Brave (Ribelle) – Recensione

The Brave è il tipico tie in realizzato alla meno peggio giusto per seguire l'onda del successo cinematografico del film da cui è tratto. Niente in questo titolo porta un giocatore navigato a divertirsi ed a trovare un po di svago. Per un bambino di età inferiore ai 12 anni, che magari ha visto il film al cinema il discorso potrebbe cambiare, risultando un piacevole passatempo, divertente e stimolante. Il supporto al move, tramite un minigioco di tiro con l'arco non è neanche da prendere in considerazione, tanto è mal realizzato e grossolano ed i difetti tecnici, tra cui figurano anche alcuni freze totali della console, non gli permettono di superare la soglia della sufficienza, sia che siate ragazzi con una certa esperienza in ambito ludico, sia che vogliate regalare il titolo al vostro fratellino/nipotino di 7/8 anni.

In contemporanea con l’uscita nei cinema del nuovo lavoro di Pixar, Disney propone sulle nostre console The Brave (Ribelle), titolo dedicato ad un giovane pubblico ma che anche gli adulti non avranno difficoltà a giocare ed apprezzare.

Merida, la miglior arcera del Regno.
Come ogni buon Tie In, anche Ribelle riprende i personaggi del film e permette di viverne le vicende in prima persona; noi interpreteremo Merida, giovane ragazza protagonista del lungometraggio Disney, poco avvezza alla vita di corte. Il titolo ci butta subito nell’azione, mettendoci ad inseguire un Orso che presto scopriremo essere la madre della protagonista, Elidor, nonchè regina del regno. Durante il susseguirsi degli eventi verremo presto a scoprire che la donna è stata tramutata in orso in seguito ad un sortilegio commissionato dalla stessa Merida ad una “strega” che vive nelle vicinanze del villaggio, ma che lo stesso sortilegio è stato corrotto da una maledizione che affligge le terre del regno. Sta a noi trovare la causa della maledizione e fermarla, come in ogni videogame che si rispetti ovviamente.

Un gioco da ragazzi..
Il titolo si presenta come un’avventura linearissima, priva di ogni qual si voglia bivio o colpo di scena che ricorda, nel gameplay, i vari titoli action a visuale dall’alto, in versione ulteriormente semplificata; troviamo un tasto per saltare, uno per schivare, uno per l’attacco corpo a copro ed infine i tasti per tirare con l’arco ed interagire con gli oggetti/negozi. Si prosegue su di un binario affrontando nemici non troppo ostici ma comunque ben realizzati e differenziati, vulnerabili a determinati tipi di elementi; difatti a rendere il titolo diverso dai concorrenti troviamo un sistema di “rune” che permette alla protagonista di eseguire attacchi legati all’elemento selezionato, rendendo di fatto obbligatorio il cambio continuo degli stessi a seconda dell’icona presente sopra l’avversario che si sta affrontando. Oltre a ciò, le rune permettono di raggiungere luoghi altrimenti preclusi alla protagonista, facendo crescere alberi, congelando l’acqua o spegnedo fuochi e via di questo passo. Ad approfondire il tutto troviamo un sistema di sviluppo, mutuato dai Giochi di Ruolo di stampo classico, con abilità da comprare e potenziare nel corso delle nostre peripezie, ed una serie di armi sempre più potenti nascoste per i livelli. Potremo contare sempre e comunque su due strumenti di difesa, ossia il fido arco di Meridia (infinito) ed una spada (per quando i nemici si avvicinano troppo). Purtroppo tutto questo si scontra con il fatto che il titolo non permette di morire precipitando nel vuoto o cadendo da altezze vertiginose e regalando al giocatore pozioni in quantità imbarazzante, tanto che nella nostra prova non siamo stati capaci di morire nemmeno una volta, neanche provandoci..

Pixar si, Pixar no..
Per quanto riguarda l’aspetto estetico del titolo, ci troviamo di fronte ad una versione molto semplificata di quanto visto al cinema. Le tavolozze che compaiono al caricamento dei livelli sono ispirate e richiamano in toto la pellicola, ma si scontrano con una realizzazione grafica imbarazzante. Tutto è sottotono; le ambientazioni, piccole e povere di qualsivoglia dettaglio, texture in bassa risoluzione, aliasing, animazioni grossolane, collisioni e compenetrazioni ed ogni magagnetta minore vi possa venire in mente qui è presente. Non si salva nemmeno la protagonista, realizzata in modo grossolano ed approssimativo. Menzione d’onore per Elidor in forma di orso, abbastanza ben fatta e discretamente animata. L’audio vanta i doppiatori originali del film, ma oltre a questo non si distingue ne per qualità delle tracce ne per gli effetti sonori.

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Loris
Loris "Asmodeus_Psycho" Mattiolo
Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ha iniziato a giocare sull'ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console SEGA e Nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Ama il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegna nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

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