The Amazing Spider-Man 2 – Recensione

Con questa recensione ci accingiamo ad analizzare l’ennesimo Tie-In prodotto da Activision e basato sull’eroe più iconico e famoso di Marvel, ossia l’Uomo Ragno, o Spider-Man che dir si voglia. Cosa dobbiamo aspettarci dopo il buon successo del predecessore?

Un ponte tra le pellicole
Una volta inserito il disco nell’apposito tray della nostra console, ed aspettato un caricamento iniziale veramente corposo, verremo catapultati nei panni del buon Peter Parker, che avrà la possibilità da subito di sventare un crimine fermando un malvivente che ha appena derubato il negozio nel quale si trovava. La sua vocazione però non è abbastanza e, come accade nel fumetto originale, rifiuta le proprie responsabilità da supereroe negando l’aiuto al commerciante, anche se ben presto si pentirà della sua scelta. Durante la fuga, infatti, il malvivente si imbatte in Zio Ben, tutore e “padre” adottivo del buon Peter, e lo fredda sul posto senza un apparente motivo.
Da qui si dipanano le nostre avventure che cronologicamente si inseriscono dopo quanto raccontato nel primo film ma, come potrete constatare, avranno ben poco da spartire con le vicende che accadono nel secondo capitolo cinematografico. La storia dunque offre uno spunto originale non dovendosi confrontare con la trama cinematografica, ed inserisce un insieme di nemici davvero variegato che spazia dai comuni criminali, alla mafia russa, per passare ai “soldati” Oscorp ed agli ibridi umani/animali già visti nel precedente capitolo.

Manhattan…
Come è lecito aspettarsi, il titolo rientra nei canoni dei sandbox, ossia quei titoli che ci mettono davanti ad una città o ad un mondo di gioco aperto, completamente esplorabile fin da subito e pieno di cose da fare tra missioni primarie e secondarie.
A far da cardine tra gli eventi abbiamo una trama che si sorregge solamente su 14 missioni, un po’ poche per un titolo del genere, affiancate da una moltitudine di mini incarichi secondari che spaziano dallo sgominare, a suon di cazzotti, gang e bande intente a compiere atti criminosi di vario genere, agli inseguimenti, al salvataggio di alcuni civili intrappolati in incendi, ed altri ancora. Purtroppo la varietà finisce qui, presentando un continuo ripetersi di situazioni sempre uguali e con poco mordente. Ad allungare il brodo troviamo una valanga di collezionabili, che spaziano dalle pagine di fumetto ai costumi, passando per registrazioni audio e poster, e troviamo anche una modalità arcade, dove dovremo stendere ondate di nemici sempre più potenti.
Beenox
ha inserito anche un sistema di sviluppo del personaggio ed un sistema di livelli legato ai costumi del nostro eroe, che ci permetteranno di avere bonus differenti a seconda di quale viene indossato ma manterremo inalterate le nostre abilità, legate invece allo sblocco ed all’acquisto mediante punti eroismo che acquisiremo completando gli incarichi sparsi per la città.

Di per sè il sistema funzionerebbe anche, ma una città così desolata ed una ripetitività davvero nauseante affossano il divertimento dopo pochissimo tempo, anche a causa della mancanza di momenti veramente memorabili, ad esclusione delle boss fight che incontreremo nella seconda parte del titolo.

Old Gen?
Arriviamo a parlare dell’aspetto tecnico del titolo, che purtroppo non differisce poi molto dagli altri capitoli open world della saga. La versione da noi testata, ossia PS3, ci ha messo davanti ad una città realizzata discretamente a livello strutturale, ma afflitta da un’orizzonte visivo tutt’altro che impressionante e da un aliasing decisamente marcato. Il mondo di gioco stesso risulta povero di dettagli e la stessa città sembra quasi disabitata, con pochissimi passanti e pochissimi veicoli che popolano queste vie che nella realtà sono molto trafficate.
Il nostro protagonista risulta invece ottimamente modellato
ed animato con perizia, sia nelle fasi di arrampicata che di oscillazione. Ben realizzati anche i boss, costituiti da un’ottima mole poligonale e da un’ottima texturizzazione, nonché ottimamente animati e diversificati, sia come pattern di attacco che come movenze. Quasi inguardabili i nemici comuni ed i pochi cittadini che popolano la città, che risultano poveri poligonalmente e con texture di qualità che va dal mediocre allo scarso.
Buona invece la fluidità dell’insieme
, che sembra ancorata costantemente ai canonici 30 frame, anche nelle situazioni più concitate. Di qualità altalenante il doppiaggio, tutto in italiano, che risulta il più delle volte azzeccato, ma in alcuni casi privo di quell’espressività che ci si aspetterebbe da una determinata situazione.

Bat… Ehm…
Il combat system, da sempre un elemento fondamentale quanto l’esplorazione e la libertà d’azione in Spider-Man, è stato leggermente rivoluzionato andando a pescare alcune caratteristiche dal miglior esponente del genere, ossia l’ottimo Batman Arkam Asylum (o City o Origins). Troveremo infatti un tasto di attacco, uno per i contrattacchi da effettuare all’apparizione di un indicatore sopra la testa del protagonista che ci segnala che un nemico ci sta per attaccare, il tasto del salto e un tasto per le abilità speciali, che dipendono dal costume indossato. Per quanto possa risultare un plagio, il sistema si rivela funzionale e ci dà una superiorità schiacciante sulla gran parte dei nemici. È anche possibile disarmare gli avversari a distanza, grazie all’utilizzo delle ragnatele, attivabili mediante la pressione dei tasti dorsali e che ci permettono sia di avvicinare i nostri bersagli alla nostra posizione, sia di catapultarci in mezzo a loro per iniziare il combattimento.
Fa capolino anche il senso di ragno, che qui oltre a segnalare i pericoli incombentiè attivabile anche per poter vedere oggetti o personaggi chiave, come accadeva con la modalità detective sempre del sopracitato Batman.

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Loris "Asmodeus_Psycho" Mattiolo
Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ha iniziato a giocare sull'ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console SEGA e Nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Ama il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegna nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

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