Tales of Graces F – Recensione

Tales of Graces F è sicuramente un titolo che gli appasionati della saga e del genere devono giocare. Non riesce ad esaltarsi fino a livelli che hanno raggiunto precedenti capitoli della serie Tales of, ma una trama che non delude, un comparto tecnico di buona fattura e, soprattutto, un gameplay complesso ma ben strutturato danno a questo titolo la promozione a pieni voti. Peccato solamente per doppiaggio e sottotitoli, solamente in lingua inglese. Speriamo quindi che le vendite di questo titolo riusciranno a convincere Namco Bandai ed altre case ad importare più titoli di questo genere, che ormai sembra andare scomparendo nel nostro territorio.

E’ stato sempre molto difficile vedere capolavori del genere JRPG sbarcare nel nostro continente, molti si sono infatti fermati ad una conversione per territori USA o addirittura rimasti esclusivi per il Sol Levante. Una buona fetta di questi titoli sono stati prodotti da Namco Bandai, e chi è amante del genere si è dovuto ovviamente rivolgere al mercato d’importazione per poter giocare ad alcuni capolavori, come ad esempio la trilogia di Xenosaga.
Sulla nuova generazione la situazione non è andata molto meglio, il numero di uscite degli JRPG è decisamente diminuita rispetto a quelli visti su PlayStation 2, ed anche quelli convertiti per i territori occidentali sono quindi diminuiti. Namco Bandai però ha rilasciato da poco in esclusiva PlayStation 3 il nuovo capitolo dell’ormai famosa saga Tales of, chiamato Tales of Graces F, titolo che inizia a darci una prima infarinata a ciò che sarà poi il tanto atteso Tales of Xillia, che uscirà durante il prossimo anno. Ma andiamo per gradi ed analiziamo l’attuale capitolo della saga, che ha molta carne da mettere al fuoco.

Amicizia…
Tales of Graces F è l’ultima fatica JRPG di Namco Bandai che fortunatamente riesce ad arrivare anche nel nostro paese. La sua trama è suddivisa in due fasi ben precise, che contraddistinguono le fasi della vita del protagonista Asbel. Si parte quindi dalla sua infanzia, con una sessione di gioco che dura circa 3/4 ore e che inizialmente introduce il giocatore al sistema di gioco del titolo. Si passa poi alla parte più consistente del titolo, l’adolescenza, che inizia sette anni dopo le vicende che abbiamo vissuto all’inizio dell’avventura e dove viene fuori il vero fulcro della trama del titolo; nel mondo di Ephinea il nostro eroe farà di tutto per proteggere le persone a cui vuole bene. E’ infatti questo il tema principale dell’intera produzione, nulla di originale quindi, ma che continua a funzionare se immerso in un mondo in pieno stile JRPG come quello proposto in questo titolo.
Abbimo alla fine un titolo che per le sue circa 50 ore di longevità, a cui vanno a sommarsi tutte quelle che potrete passare per sbloccare i Trofei e per completare tutte le missioni secondarie, mette l’amicizia davanti a tutto, un valore che molto spesso viene lasciato in un secondo piano ma che, come insegna appunto questo Tales of, se preso in considerazione può avere molti riscontri positivi.
Come ci si poteva facilmente aspettare, con una longevità così alta il ritmo narrativo ha ritmi alterni, presentando alti e bassi che mai portano a colpi di scena eclatanti. Ma nonostante questo il capitolo Graces f si colloca, per la trama proposta, ad un buon livello rispetto agli altri capitoli della saga, senza nè eccellere nè decadere nel pessimo. Inoltre una chicca aggiuntiva per la versione portata nel nostro territorio è un più che apprezzato finale dalla durata di qualche ora di gioco, che mostra l’epilogo definitivo della storia di ogni personaggio.

Il fulcro di un JRPG
Il gameplay è senza ombra di dubbio il fiore all’occhiello di Tales of Graces F, che prende le sue caratteristiche dagli Action-JRPG. Per quanto riguarda l’evolversi della trama il giocatore viene guidato man mano lungo la main quest, attraverso nuove città a dungeon tutti molto diversi tra loro. Anche il resto della struttura del titolo non differisce molto dai JRPG sinora conosciuti; una vasta mappa da esplorare, con combattimenti non casuali ed un’infinità di oggetti da utilizzare o vendere per i vari negozi nelle città. Sono presenti anche i canonici boss di turno che si raggiungono man mano andando avanti con la trama, sempre più ostici e contro il quale bisogna attuare strategie di gruppo sempre più affinate per poterli mettere al tappeto.
Insomma per quanto riguarda la nuda e cruda struttura di gioco questo capitolo Tales of non aggiunge nulla di nuovo rispetto ai canonici JRPG, ma tutto questo è stato realizzato in modo certosino ed arricchito con un sistema di combattimento senza falle e divertente.
Ogni personaggio inizia il combattimento con un quantitativo di punti CC (Chain Capacity) che vengono consumati ad ogni azione effettuata, come attacchi o addirittura muovendosi sul campo di battaglia; l’unico modo per ricaricarli è rimanere fermi oppure effettuare schivate, parate e contrattacchi. Il limite massimo e la velocità di ricarica di questi CC aumenta man mano che si progredisce nell’avventura, equipaggiando determinate armi o attivando alcune particolari abilità, permettendo quindi di combinare più azioni l’una dopo l’altra.
Ovviamente ci saranno man mano anche abilità sempre più devastanti e che consumeranno sempre più CC, e sarà quindi fondamentale pianificare a puntino l’esecuzione di ogni azione per poter conservare anche punti per la fase successiva.
Sarà inoltre fondamentale affrontare un buon numero di scontri per poter sbloccare le abilità dei Titoli dei personaggi, che applicano bonus attivi o passivi, che saranno attivi solamente una volta aver potenziato al massimo il Titolo scelto.
Oltre a questo viene aggiunta anche la novità dell’Eleth Mixer, un sistema che da la possibilità di poter combinare cibi ed oggetti per poter usufruire di particolari bonus durante i combattimenti. Questo aspetto può anche essere praticamente trascurato se decidiamo di affrontare le avventure ad un livello di difficoltà medio/basso, ma se decidessimo di metterci in gioco ci dovremo dare al crafting per poter usufruire di buff fondamentali per l’esito di alcuni scontri.

Porting HD
Tales of Graces F, come in molti sapranno, è un porting da Nintendo Wii. La grafica è stata mantenuta nel suo genere cartoon, che durante la conversione ha subito un aumento di risoluzione ed una ritoccata alle scale cromatiche dei colori, che sono stati resi più accesi. Anche le texture sono state migliorate rispetto alla controparte Wii, e nel generale anche se si tratta di un titolo portato da una piattaforma meno performante dal punto di vista grafico il titolo riesce a dare il meglio di se grazie ad una buona qualità e pulizia dell’immagine. Anche la semplicità è una caratteristica che regna sovrana nel mondo di Ephinea, sia per quanto riguarda le ambientazioni che per i personaggi, in pieno stile nipponico.
Effetti di luce risaltano in brillantezza, mentre si storce un pò il naso per le animazioni che risultano essere un pò scattose, soprattutto in fase di combattimento.
Infine abbiamo la colonna sonora, composta da Motoi Sakuraba che non riesce ad esaltare come ha fatto in altri titoli. La quantità di melodie è molto elevata, anche se alcune sono più ripetitive rispetto ad altre, ma nel complesso l’accompagnamento risulta essere di buon livello.

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Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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