Start The Party! – Recensione

A conti fatti, Start the Party! non è proprio quello che ci aspettavamo (plurale maiestatis U.U) da un cosiddetto party game, ma come inizio sull'accoppiata PlayStation3 e Move direi che ci può stare. Grafica e sonoro sono gradevoli, ma la mancanza di un effettivo multiplayer (sia locale che volendo anche online), riduce un po' l'entusiasmo e di conseguenza anche la longevità del titolo. A mio parere si sarebbero dovuti inserire molti più giochi a disposizione dell'utente, magari anche con un sistema di ricompense in grado di sbloccarne man mano degli altri in un'adeguata curva di proseguimento della partita. Anche qui comunque, un punticino lo segna anche il controller, che come sempre si rivela preciso e spesso scarico visto quanto lo sto usando XD, ma questa direi che è tutta un'altra storia.

Prendi una nuova periferica per una console, aggiungici qualche amico che ti s’imbuca a casa per cena con la scusa di una semplice visita, proponi una bella partita ad un videogame e la serata è bella che pronta!! No, questa volta non stiamo parlando dell’ennesimo party game per la console casalinga di Nintendo, ma di uno dei titoli pronti al day-one del PlayStation Move, l’ultima periferica per monolitica console di mamma Sony. Curiosi di sapere cosa ha da offrire questo titolo per i nostri momenti con gli amici? Vediamolo subito.

Vuoi friggere o farti friggere?
Come ogni party game che si rispetti, Start the Party! cerca di puntare al gioco in multiplayer che di solito si pratica insieme ai propri amici, ovvero quello di rapido apprendimento, con partite veloci e con pochi momenti morti. La PlayStation 3 non è la piattaforma su cui siamo abituati a vedere di solito questa tipologia di giochi, ma con l’uscita del neonato Move, anche Sony inizia a “giocare” in questo campo. Infilato il gioco nella console però, e dopo aver fatto qualche prova di partenza sul titolo, è cominciato a sfuggire il senso della parola multiplayer. In giochi come Mario Kart (giusto per nominarne uno magari di un genere differente, ma che sa definire bene la parola multigiocatore), è possibile vedere fino quattro giocatori che si ammazzano a roteare un volantino di plastica davanti alla propria faccia cercando di dare un gomito sul naso al compagno accanto. In Start the Party! invece, il concetto del multiplayer è che quattro giocatori possono sfidarsi nei vari (e pochi) giochi, ma alternandosi uno alla volta davanti allo schermo. Non so a voi, ma a noi la cosa è sembrata un pochetto strana.

Let’s get the party started
Le modalità di gioco si dividono in due categorie, il “Gioco in gruppo” ed il “Gioco in solitario”. Della prima sezione fanno parte la modalità “Party” e la modalità “Party Mix”, due tipologie di gioco che in sostanza si differenziano fra loro solo rispettivamente per la scelta o la randomicità dei giochi proposti. Entrambe dispongono di lunghezza personalizzabile tra 5, 8 e 10 round, solo che in “Party” si potrà decidere quale dei nove giochi base scegliere, mentre in “Party Mix” questi saranno proposti a caso ed in ordine sparso. Passando al “Gioco in solitario” invece, abbiamo la modalità “Sopravvivenza” ed il “Gioco libero”. L’ultimo non ha bisogno di presentazioni, consideratelo come un classico allenamento. La “Sopravvivenza” invece, è un survival a suon di mini-giochi in ordine casuale, attraverso i quali si potrà far aumentare, o anche far diminuire a secondo della propria prestazione, la barra del tempo che scandirà la durata della nostra partita. E’ chiaro che lo scopo del gioco, in questo caso, sarà di resistere quanto più tempo è possibile.

A che gioco giochiamo?
La scelta dei giochi, sfortunatamente, non è proprio vastissima, e se titoli Wario su Wii vantano decine e decine di minigiochi, qui invece non utilizziamo nemmeno tutte le dita di due mani. Sono disponibili infatti, come anticipato in precedenza, nove minigiochi (esclusi quelli che fanno capolino una tantum durante la modalità sopravvivenza), e questo, per quanto possano essere divertenti da giocare, limita comunque il titolo e la sua longevità. Ovviamente alcuni saranno più appassionanti di altri, e magari li rigiocherete più volentieri, ma alla fine della fiera, una volta provati tutti ed esaurito il senso di novità che trasmettono, un normale, previsto e demotivato dejavù potrà fare preda della vostra voglia di infilare il disco nella console e dirottarvi verso altri lidi più fruttuosi. Tra i giochi disponibili, vi citiamo comunque “Via col vento”, ovvero una sorta di salvataggio pulcini con uno strano ventilatore, oppure “Robo-Guerra”, dove dovrete elettrizzare con un laser un punto preciso del robot che vi sta per venire addosso. Di meno tecnica e più velocità invece i mini-giochi che vengono proposti di rado e che non sono disponibili nel menù di scelta, come per esempio l’affettare verdura con una spada, il rompere a picconate delle pietre o ancora il classico martellare le talpe che escono dalle loro tane.

Guarda che ti sento…
L’aspetto grafico del titolo si adagia al centro tra lo stile classico “modello cartoon” e quello meno usuale che qui potremmo definire “giocattoloso”. Un mix decisamente attraente nella sua realizzazione, che perfettamente si accosta ad un genere di videogames fatto per essere appunto giocoso, senza troppe pretese e che di tanto in tanto magari strappi anche un sorriso (o un ghigno divertito se vogliamo… gradite un affettato di pollo? XD ). Sfizioso l’apparire del Move sullo schermo a forma di martello, rasoio, ventilatore o altro attrezzo usato durante i giochi. Molto carina anche la colonna sonora di sottofondo, che in alcuni spezzoni ricorda vagamente i vecchi giochi anni ’80 che si giocavano in saletta con le ormai defunte 100 Lire (e per un attimo mi è parso anche di sentire l’intro della sigla di Mork e Mindy… O_o). Il tutto inoltre è piacevolmente accompagnato da commenti, telecronaca e localizzazione completamente in lingua italiana, che è sempre una bella cosa da vedere e sentire.

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