Star Wars: Il Potere della Forza 2 – Recensione

Le grandi saghe come Star Wars mettono a dura prova l'industria videoludica e gli sviluppatori che si fanno carico di questo fardello, poiché riuscire nella titanica impresa di catturare l'anima di questo universo cinematografico per poi convertirla in poligoni, scenari, input di un joystick non è semplice. Non solo da un punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto dal punto di vista narrativo. Star Wars ha appassionato milioni di persone per la sua trama e narrazione originale ed epica, e lo stesso dovevano fare gli sviluppatori con il titolo in questione. A conti fatti possiamo asserire che sono riusciti molto bene nell'impresa, unendo il tutto con un livello grafico di pregio, un sonoro mozzafiato ed una qualità generale elevata. Star Wars: Il Potere della Forza 2 è sicuramente meglio del primo capitolo sotto molti aspetti, ma per il terzo, se ci sarà, ci aspettiamo qualcosa di più. Forse una bella modalità multiplayer, una mancanza che al giorno d'oggi si fa sentire. Ma per tutto il resto questa è un'avventura consigliata ai fans di Star Wars e non solo. Bè, che dire....Ah già, “Che la Forza sia con voi!”.

Storia & Longevità: 7,0
Gameplay: 8,0
Grafica: 8,5
Sonoro: 9,5

Piattaforma: PS3, Xbox360, PC, WII, NDS
Genere: Action-Adventure
PlayStation Move: No
Compatibilità 3D: No
Sviluppatore: Lucasarts Entertainment
Distributore: Activision Blizzard
Pubblicato: Lucasarts
Data rilascio: 29/10/2010
Target: 12+
Giocatori: 1
Versione: PAL
Sito Ufficiale: http://unleashed2010.eu/index2.html?t=it

Starkiller è “tornato”. Più arrabbiato e più potente che mai. E pronto a decidere da che parte stare una volta per tutte!
La celebre saga creata da George Lucas ha avuto più successo in ambito cinematografico che in quello videoludico e questo è innegabile, ma da quando uscì nel 2008 Star Wars: Il potere della Forza la svolta fu evidente. Fu il primo vero gioco ispirato a Guerre Stellari che riuscì a centrare l’obiettivo, cioè quello di catturare l’anima dei film per farla rivivere ai fans sotto un aspetto completamente nuovo, interattivo come solo un videogioco sa essere. In questo nuovo capitolo gli sviluppatori ci riprovano, potendo contare su una base già ben consolidata e testata, e con tutti i favori della critica. Un successo scontato? Vediamolo…

Un gradito ritorno
Nel primo capitolo il giocatore vestiva i panni di Starkiller, l’apprendista del malvagio Darth Vader. In questo sequel poco cambia, dato che invece di impersonare l’originale Starkiller vivremo le avventure di un suo clone, creato su Kamino con l’unico scopo di aiutare l’impero galattico a porre fine alla guerra cacciando gli ultimi Jedi rimasti. Tutto filerebbe liscio se non fosse per dei fastidiosi flashback dovuti al processo di clonazione, che lo portano a essere combattuto tra ciò che il signore del male gli ordina di fare e ciò che è realmente giusto. Per questo motivo Darth Vader lo etichetta fin da subito come l’ennesimo esperimento fallito ed è pronto ad ucciderlo, ma il “nuovo” Starkiller si ribella e riesce a fuggire da Kamino. Da qui ha inizio la vera avventura del nostro eroe, che lo porterà a fare scelte difficili, dolorose e a fare i conti col suo passato. Ma allo stesso tempo sarà anche ricca di scontri e combattimenti, che sono poi la vera anima del titolo. Il tutto condito da scene mozzafiato, inquadrature a dir poco cinematografiche e scenari che hanno ben poco da invidiare alle famose pellicole. L’avventura, diciamolo subito, si attesta su circa 8 ore effettive di gioco che forse sì, risultano appena sufficienti ma che ripagano il giocatore con una qualità ed intensità quasi impareggiabili.

L’ira di Starkiller
Come detto in precedenza la vera anima del gioco sono i combattimenti, e come era logico aspettarsi sono stati notevolmente migliorati sotto quasi tutti gli aspetti. Lo stile di gioco si dimostra abbastanza semplice, in quanto per la maggior parte del tempo basterà schiacciare il singolo bottone deputato alle combo per avere la meglio sui nemici. Quest’ultime sono state però riviste, e ora risultano più fluide e spettacolari, e oltretutto numerose con la possibilità di essere interrotte in qualsiasi momento dando più libertà di azione al giocatore. Tutto questo grazie anche al fatto che Starkiller maneggerà ora due spade anziché una soltanto, ma le novità non finiscono certo qui.
Anche le sue abilità sono aumentate sia in qualità ma soprattutto in quantità. Infatti ora al classico fulmine o spinta ce ne sono di nuove come il Trucco Mentale, che permette di prendere il controllo dei nemici e rivolgerli contro i loro stessi compagni, e Repulsione che crea un campo di forza respingendo i soldati dell’impero galattico. Come si può intuire il gameplay è stato leggermente rivisto dal punto di vista della profondità di gioco proprio grazie a queste novità, ma come se tutto ciò non bastasse gli sviluppatori sono andati oltre cercando di offrire al giocatore la libertà più completa per quanto riguarda lo sviluppo del personaggio. Procedendo nell’avventura si troveranno sparsi qua e là Omicron e cristalli. I primi sono casse luminose essenziali per potenziare le proprie abilità, a patto di avere abbastanza punti della Forza a disposizione. Infatti ogni abilità ha 3 livelli di upgrade, e ad ogni passaggio le azioni da poter compiere aumenteranno sia in quantità quanto in potenza. I cristalli invece aiutano a potenziare le spade, già molto potenti di per sé tra l’altro. Ogni cristallo dona una specifica caratteristica all’arma su cui viene equipaggiato, ed è interessante la possibilità di effettuare parecchie combinazioni una volta raggiunto un numero sufficiente di cristalli. Uno di essi può ad esempio garantire un maggior numero di punti della forza distruggendo l’ambiente di gioco, mentre l’altro montato sulla seconda spada può garantire più punti vita ad ogni uccisione nemica. Il gameplay si fa sempre più articolato e si respira quasi aria di gdr. L’unico appunto che ci sentiamo di fare è forse la sensazione, leggera ma costante, di ripetitività. Le combo aiutano a non annoiarsi e i poteri della Forza sono efficaci e belli da vedere, ma il più delle volte vi capiterà di usare solo le spade per liberarvi dei soldati usando le abilità più per puro divertimento che per vera e propria necessità. Ma man mano che si avanzerà nel gioco si dovrà riuscire a padroneggiare sempre meglio la Forza, poiché il numero dei nemici risulterà davvero eccessivo. Inoltre gli immancabili QTE donano spettacolarità e spezzano il ritmo di gioco egregiamente.

Come al cinema
Tecnicamente c’è poco da dire sul lavoro svolto dai ragazzi di LucasArts, se non “bravi!”. Già col primo capitolo avevano potuto mostrare a pubblico e critica la loro qualità lavorativa e la padronanza con cui riuscivano a gestire il motore grafico, e in questo sequel hanno migliorato il tutto tralasciando però un aspetto per noi fondamentale. Innanzitutto gli effetti di luce sono ottimi, e possono essere apprezzati non solo durante l’uso dei poteri di Starkiller ma anche semplicemente guardandosi intorno. Gli scenari infatti sono molto ben realizzati e di forte impatto visivo. Texture rifinite e dettagliate, giochi di luce/ombra dinamici ed effetti particellari curati sono la normalità nell’opera sviluppata da LucasArts. Forse solo un po’ di fastidiose scalettature ci hanno fatto storcere il naso dal punto di vista tecnico, ma non è in alcun modo decisivo ai fini del divertimento che resta su livelli più che buoni.
Ciò che ci ha fatto rimanere leggermente basiti è la I.A.. Nel precedente capitolo era poco combattiva e facie da sconfiggere, e anche in questo caso i miglioramenti sono stati decisamente lievi. La vera differenza rispetto al passato è il numero di nemici, che cresce in modo esponenziale, puntando quindi sulla quantità per sopraffare il vostro eroe. Per fortuna ciò viene in parte mascherato dalla varietà, che non manca di certo nell’universo di Star Wars.
Lo stesso si può dire della colonna sonora, ripresa pari pari dalla saga, e che forse più di ogni altra cosa dona un’atmosfera quasi surreale riuscendo a catturare il giocatore come non mai. Il doppiaggio è completamente in italiano e di buona fattura, ma in alcuni casi abbiamo sentito la lingua originale in leggero sottofondo e partire un attimo prima del parlato nella nostra madrelingua. Non capiamo se sia dovuto ad una conversione frettolosa o ad un semplice errore, fatto sta che i più attenti forse lo riterranno un po’ fastidioso.

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Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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