Sly Cooper: Ladri nel Tempo – Recensione

Sanzaru Games ha raccolto in maniera ottimale l'eredità lasciata da Sucker Punch e ha riportato Sly Cooper ai fasti di un tempo. A conti fatti, non abbiamo un titolo innovativo e molte delle situazioni sanno troppo di “già visto” ma l'assenza del procione, durata ben otto anni, fa sì che si possa chiudere tranquillamente un occhio. Le uniche aggiunte riguardano il poter controllare gli antenati di Sly in sezioni piuttosto riuscite, nulla di trascendentale ma sicuramente il tutto sarà apprezzato sia dai fan che dai neofiti della serie. Il gioco è discretamente longevo, divertente e vario nello svolgimento e, pur non avendo una trama degna di Hollywood, tiene incollati allo schermo fino ai titoli di coda. Andrete poi oltre nel caso in cui siate interessati a raccogliere i numerosi collezionabili o prendere gli immancabili trofei PlayStation Network. Tecnicamente non siamo di fronte all'eccellenza di altri titoli ma il tutto si fa ammirare grazie all'ottima resa della grafica in cel shading, in aggiunta all'ottimo doppiaggio e alla colonna sonora. Chiude il cerchio il prezzo budget al quale il gioco è venduto, completo del Cross Buy: vi è infatti compresa la versione PlayStation Vita, con la possibilità di caricare i salvataggi in cloud e di usare il portatile Sony come controller.Se siete amanti del procione Sly e/o siete in astinenza da titoli platform vecchia scuola, non lasciatevi scappare il suddetto gioco per nessuna ragione al mondo. Uomo avvisato...

Dopo l’ottimo lavoro di conversione in HD dei tre capitoli nati in origine su PS2, Sanzaru Games ha ricevuto il benestare da Sony e Sucker Punch per la produzione del quarto capitolo ufficiale di Sly Cooper. I californiani saranno riusciti a cogliere lo spirito della saga e a creare un sequel degno di tale nome? Scopriamolo assieme in questa recensione della versione PlayStation 3 di Sly Cooper: Ladri nel Tempo!

Procioni nel tempo!
Dopo gli eventi narrati alla fine del terzo gioco della serie, Sly aveva deciso di passare una vita tranquilla con l’amata/odiata Carmelita Fox. Stesso discorso anche per la tartaruga Bentley e l’ippopotamo Murray, entrambi concentratisi sulle proprie passioni, rispettivamente la scienza e le corse d’auto.
In questa calma apparente non poteva mancare ovviamente il classico imprevisto, ed infatti ecco che il Thievius Raccoonus (libro che contiene tutti i segreti da ladro della famiglia Cooper) comincia a cancellarsi inspiegabilmente. Forte delle proprie conoscenze, Bentley capisce che qualcuno sta alterando lo spazio-tempo modificando eventi in varie epoche e luoghi. Non rimane che una soluzione, cioè viaggiare nel tempo per evitare spiacevoli ripercussioni in grado di cambiare il corso della storia…
Durante lo svolgimento della trama avremo il piacere di incontrare vecchi amici della gang Cooper, presenza senz’altro apprezzata dai vecchi fan della serie. Le cinque epoche nelle quali viaggeremo conteranno anche la presenza di altrettanti antenati di Sly, ognuno dotato di caratteristiche ed abilità differenti, ma non vogliamo svelare altro.
La storia di Sly e soci può essere completata nel giro di 10 ore abbondanti, valore destinato a salire nel caso in cui si vogliano trovare le classiche bottiglie (utili ad aprire le cinque casseforti), trovare tutti i tesori e potenziare al massimo i personaggi.

Gang che vince non si cambia!
La struttura di gioco ed il gameplay di questo sequel, è bene dirlo fin da subito, non si discostano quasi per nulla da ciò che abbiamo apprezzato nel secondo e nel terzo capitolo della serie. Una volta superato il prologo ambientato nel presente, ci troveremo nella prima delle cinque epoche da rivivere per correggere le anomalie temporali di cui abbiamo parlato poco fa. Ognuna di queste epoche presenta una macro ambientazione liberamente esplorabile da tutti i protagonisti e delle missioni negli interni affrontabili soltanto con uno di loro in maniera prestabilita. Il tutto porta immancabilmente all’affrontare i classici boss, sempre azzeccati anche se ancorati a meccaniche nella quali è importante imparare a memoria i relativi pattern per avere la meglio. Questi ultimi rappresentano l’unico picco di difficoltà del titolo, il resto non offre un livello di sfida elevatissimo, salvo forse alcune sezioni stealth con formula “trial and error” tanto cara ai videogiocatori di vecchia data.
Pur mantenendo una struttura lineare e poco innovativa, la varietà delle missioni e la simpatia dei personaggi non possono che tenere incollati i giocatori allo schermo. Vogliamo ricordare, per i neofiti della saga, che il gioco può essere definito come un platform con tinte stealth, genere preponderante nelle sezioni di gioco nei panni di Sly e dei suoi antenati. Quando impersoniamo Bentley, invece, potremo usare tutti i suoi gadget tecnologici per sbloccare serrature o aprirci passaggi, oltre ad affrontare i minigiochi di hacking in stile 8-bit. Questi ultimi sono molto divertenti e strizzano l’occhio agli sparatutto in voga a fine anni ’80 e spesso ci faranno utilizzare l’ormai dimenticata tecnologia Sixaxis, con risultati discreti. Mentre Bentley è la mente del gruppo, Murray rappresenta invece la forza bruta: le missioni nei suoi panni saranno principalmente incentrate sul prendere a pugni orde di nemici ed aprire la strada agli alleati. Non mancano anche in questo caso delle missioni per variare il tutto, come difendere Sly a bordo di torrette antiaeree e altro ancora. Ben poche ma anch’esse divertenti le sezioni con Carmelita, basate essenzialmente sull’uso della propria pistola laser in pieno stile TPS, contro vari mini-boss. La maggiore innovazione è data dall’uso dei cinque antenati del procione: ognuno di loro ha abilità e punti di forza particolari ed in grado di donare un’ulteriore dose di divertimento ad un gioco già valido di suo.

Procioni in cel shading!
Pur non offrendo una mole poligonale da primato, il tipico stile grafico in cel shading e le ottime animazioni dei personaggi offrono nel complesso un bel vedere. Le ambientazioni sono ben realizzate e dettagliate, dando una buona varietà di stile e colori e facendoci quindi immergere a pieno nell’atmosfera del titolo Sanzaru Games.
In virtù di questa non complessità grafica che ricorda troppo da vicino le conversioni in HD dei primi tre capitoli, è bene dire che il tutto viene mosso senza incertezze o rallentamenti di sorta. Buoni infine gli effetti grafici ed ottima l’assenza di aliasing o di fenomeni di tearing.
Decisamente riusciti i filmati realizzati in pieno stile cartone animato, anche se i dialoghi presenti in essi e durante il gioco sono fin troppo dedicati ad un pubblico molto giovane, pur essendo a volte spassosi. Il doppiaggio rimane comunque in linea con i predecessori, quindi di ottima fattura, in particolar modo per quanto riguarda i protagonisti. Completa il quadro tecnico l’ottima colonna sonora, con pezzi lenti a sottolineare le fasi stealth e generi più movimentati nelle sezioni di pura azione a schermo. Insomma, il quadro tecnico, seppur non eccellente nei dettagli, fa il suo dovere complessivamente in modo più che buono.

VERSIONE PS VITA
Come in molti di voi sapranno già, Sly Cooper Ladri nel Tempo è stato distribuito da Sony con l’invitante novità del Cross Buy, oltre che ad un prezzo nettamente più competitivo del normale; questo paragrafo aggiuntivo alla recensione del nostro buon BigBoss87 serve a valutare l’aspetto meramente tecnico del titolo su PS Vita, che dal punto di vista della trama non è altro che il medesimo titolo che abbiamo già avuto modo di giocare sulle nostre PS3.Una piccola console con un grande potenziale
La versione da noi testata è la stessa che troverete all’interno del disco PS3, nel bene e nel male; ci troviamo di fronte ad un ottimo titolo per una portatile, graziato da un ottimo comparto tecnico, con un’ampia varietà cromatica ed uno stile veramente eccezionale, del tutto privo di scatti o rallentamenti di sorta e di aliasing; considerando che è il medesimo gioco che gira su PS3 ci chiediamo se si potesse osare un pò di più sulla home console di casa sony, ma i punti forti di Sly non si devono ricercare nella mera grafica. La mole poligonare del titolo è di tutto rispetto, pur non arrivando mai a competere con le due vette grafiche presenti sulla nostra amata console portatile, ossia Uncharted e Gravity Rush. I personaggi sono ottimamente realizzati e texturizzati, così come gli ambienti, ampi, ben disegnati, pieni di giochi di luce ed ombre, con diversi tocchi di classe qua e la a renderli ancora più verosimili, per quanto possano esserlo ovviamente.
L’unico difetto veramente fastidioso da noi riscontrato è da ricercarsi nei tempi di caricamento, veramente troppo lunghi per un titolo scaricato, superiori anche a quelli visti sulla versione PS3.
L’aspetto sonoro non differisce da quanto apprezzato su PS3, se non per il fatto che i piccoli ripetitori di PSVita tendono a rendere le voci ancor più ridicole ed a deficitare delle tonalità di suono più basse.Come si gioca Sly su PSVita?
PSVita è graziata da un’ottima impugnatura e da un’ottima disposizione di tasti, levette e quant’altro necessario al gioco. Detto questo, Sly si lascia giocare esattamente come la controparte su Home Console, con le minime differenze dovute alla mancanza dei grilletti che vengono però sostituiti dalla presenza del touch pad posteriore e del monitor Touchscreen. I tasti si rivelano reattivi e ben calibrati, sia alla pressione totale che al mero sfioramento, come SONY ci ha abituato già da PSP, mentre le levette analogiche necessitano di un pò di pratica per essere adeguatamente usate, visto che non dispongono di un ampia corsa e che risultano estremamente sensibili; ciò non toglie che in brevissimo tempo dominerete il titolo senza problemi di sorta. Il touchscreen permette di attivare la modalità in soggettiva, utile per osservare al meglio l’ambiente, mentre il touch pad posteriore permette di rendere visibile l’indicazione verso il prossimo obiettivo da raggiungere.

Commento di Loris “Asmodeus_Psycho” Mattiolo
In buona sostanza siamo davanti al medesimo titolo uscito su PS3, afflitto dai medesimi difetti (alcuni leggermente accentuati), che però non inficiano in alcun modo la qualità della produzione, che sembra anzi avere maggiori possibilità in chiave portatile rispetto che su Home Console. Un acquisto obbligato se si è possessori di entrambe le console, in modo da poter giocare con il buon Sly Cooper e combricola dovunque vi passi per la testa.

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Davide Begni
Davide Begnihttps://www.playstationzone.it
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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