Rayman Legends – Recensione

In buona sostanza ci troviamo davanti ad uno dei migliori e più vari platform della generazione che, pur rimanendo all'interno di canoni abbastanza standardizzati, riesce a distinguersi e ad impressionare in maniera netta e convincente, merito anche di un'ottima varietà unita ad una buona e non scoraggiante difficoltà. Ottime le modalità secondarie e gli sbloccabili in game, che impegneranno i maniaci del 100% per diverse decine di ore senza mai incorrere in noia o frustazione estrema. Insomma a noi, nonostante qualche leggerissimo difetto, questo Rayman è piaciuto più di Origins e ci sentiamo di consigliarlo a scatola chiusa a chiunque sia in cerca di uno stacco dai canonici titoli del genere.

A distanza di due anni torna sulle nostre console Rayman, in veste 2D come nel precedente capitolo, ma rifinito ed evoluto. Riuscirà un platform 2D ad impressionare il pubblico ed ad attirare gli acquirenti?

Come ti evolvo il platform
Rayman Legends
rispecchia in tutto e per tutto la naturale evoluzione del capitolo originale, che già vantava vette qualitative conosciute nel genere platform 2D solo da Nintendo. Con questo seguito Ubisoft prova ad insediare il monopolio dell’idraulico italiano tanto caro ai videogiocatori anche su altre console, e lo fa in grande stile.

Come è lecito aspettarsi il titolo altro non è che un nuovo platform 2D realizzato con il superbo Ubi Art Framework, motore proprietario che sa regalare scorci, animazioni e livelli di indubbia bellezza, coadiuvati da una direzione artistica sicuramente azzeccata e curatissima.
Ad un primo impatto potrebbe sembrare che nulla sia cambiato, ma bastano pochi livelli per rendersi conto del balzo in avanti fatto dai designer e per apprezzare le novità inserite in questo nuovo episodio. Inizialmente noteremo la sola sparizione della simpatica mappa del mondo in stile Donkey Kong, in favore di una suddivisione più classica in mondi rappresentati da dipinti, a loro volta suddivisi in vari livelli sempre evidenziati nel medesimo modo. Questa scelta ha permesso ad Ubisoft di eliminare quasi completamente tutti i menu di gioco, rendendo il menu stesso e la scelta dei livello dinamica ed esplorabile direttamente con il nostro avatar.
Le evoluzioni che si notano pad alla mano risiedono principalmente nel design e nei nuovi livelli presenti anche nella demo, disponibile sullo store. Stiamo ovviamente parlando dei livelli musicali, che propongono brani su licenza riadattati per suonare con i tipici suoni di Rayman e che risultano tutti molto più che piacevoli, anche se avremmo apprezzato una loro maggior presenza. Tra le innovazioni non si possono non citare le sfide, che consistono in livelli ad-hoc con lo scopo di completare semplici obiettivi e confrontare i nostri risultati con quelli degli amici. Inoltre è stata inserita la possibilità di vincere delle simpatiche creaturine, che verranno poi esposte nell’apposita bacheca e produrranno un numero variabile di Lum una volta al giorno.

Un dipinto Musicale in Movimento
Come dicevamo, Rayman Legends utilizza l’ottimo Ubi Art Framework che già muoveva in modo egregio il precedente capitolo. Di fatto nessuna evoluzione per quanto concerne l’aspetto tecnico, ma è da segnalare l’aspetto artistico che ha fatto passi in avanti di indubbia qualità. Al solito i fondali ed i personaggi sono realizzati divinamente, con centinaia di dettagli in movimento sia sul piano di gioco che in sovraimpressione o sullo sfondo. Gli effetti di luce, le ombre, le animazioni ed in generale tutto l’aspetto esteriore polverizza senza alcun dubbio qualunque altro titolo del genere presente in commercio, pure il tanto adorato Mario, che ormai sa riproporre sempre i medesimi clichè ad ogni sua nuova incarnazione. I mondi di Rayman si possono definire “Classici”, presentandosi come livelli ambientati in lussureggianti foreste, passando per castelli, livelli subacquei, strane ville sottomarine, deserti e perfino una simil rivisitazione del monte olimpo.
Oltre ad averci prarticolarmente colpito a livello stilistico, il titolo ci stupisce ulteriormente inserendo un comparto sonoro ancor più azzeccato, con temi e musichette che vi entreranno in testa e che vi ritroverete a canticchiare sotto la doccia. Ogni mondo ed ogni livello propone temi musicali diversi ed in linea con il contesto in cui è ambientato.
Ottimi i Boss Fight e le varie “gare”
che ci ritroveremo ad affrontare, entrambi stimolanti e quasi mai frustranti, così come è ottima la possibilità di poter rigiocare alcuni dei livelli del primo capitolo, adattati e leggermente modificati per l’occasione e facenti parte di una modalità completamente a parte.

Salta di qua, corri di là…
Il vero cuore di un platform sta, ovviamente, nella reattività e nella precisione dei comandi, oltre che nel level design stimolante, ed Ubisoft questo sembra saperlo benone. Appena prenderemo in mano il pad noteremo come le movenze e la risposta ai comandi del titolo siano infinitamente migliorate dalla scorsa incarnazione del titolo. E’ finalmente concesso anche di sbagliare la pressione del tasto senza vanificare i nostri sforzi, merito probabilmente di una progettazione nata e cresciuta su di una console priva di tasti frontali analogici. Ci troviamo dunque a saltare, correre  e muoverci per i vari livelli in maniera molto più dinamica e leggera, che viene controbilanciata da una difficoltà media leggermente più elevata del predecessore, sopratutto se si punta al salvataggio di tutti i simpatici Teen, gli abitanti della foresta dei sogni ed amici inseparabili del nostro eroe.
Ad aggiungere varietà
, oltre ad i boss fight, ai livelli a tempo ed ai livelli musicali, troviamo anche livelli nei quali saremo accompaganti da un simpatico esserino volante (Murfy), che interagirà con lo scenario aprendoci la strada e liberandoci da alcuni nemici. Anche qui si va a notare immediatamente la genialità della produzione, visto che il nostro compagno potrà spostare o ruotare piattaforme, fare il solletico a determinati nemici e mangiare porzioni di scenario in alcuni livelli ben definiti, il tutto in automatico e con la semplice pressione di un tasto. Immaginiamo che starete già storcendo il naso ma vi assicuriamo che il tutto funziona alla grande e la velocità di esecuzione ne guadagna moltissimo vista l’automaticità di passaggio da un elemento interattivo all’altro.

Abbiamo, però, notato qualche imprecisione nelle collisioni, sia in fase di atterraggio, in cui il nostro personaggio si è attaccato ad una sporgenza quando in realtà era abbondantemente oltre il bordo, ed una risposta più lenta del comando di attacco se si è già in corsa e si sta saltando, ma nulla che vada ad annullare o a vanificare il quadro complessivo del titolo. Ottimo il sistema di sblocco dei livelli, che va in base al numero di teen salvati, ed ancora migliore il sistema di sblocco degli extra, legato al numero di lum per i personaggi ed ai grattafortuna, ottenibili in ogni livello raccogliendo un numero prefissato di lum e che, una volta grattati, permetteranno di sbloccare livelli Origins (dove si potranno raccogliere ulteriori Teen),creaturine, teen o lum.

Versione PlayStation Vita
La versione PlayStation Vita di Rayman Legends risulta essere una trasposizione di sana pianta della versione casalinga. Il titolo infatti non solo mantiene la stessa struttura dei livelli, ma propone anche una grafica che lascia il giocatore incantato davanti alla definizione che la portatile Sony riesce a regalare. Così come nel precedente Rayman Origins, anche in questo secondo capitolo i colori sono vivaci e ben bilanciati e vanno a riempire skin e texture di ottima fattura. Quello che però lascia ancora una volta senza fiato è il level design ricco di dettagli ma soprattutto ispirato, che propone scenari che spaziano da quelli più vivaci ai più cupi ma che mai perdono la peculiare caratteristica del titolo: il divertimento.
Anche il gameplay rimane invariato rispetto alla versione PlayStation 3, eccezion fatta per l’integrazione in alcune occasioni delle feature PS Vita. Quando infatti prendiamo il controllo Murfy entrano in gioco il touchscreen anteriore e i sensori di movimento. Il primo serve per spostare oggetti e pedane, per tagliare corde che fanno cadere ostacoli o per eliminare gli avversari, il secondo invece serve per ruotare la schermata con lo scopo di far evitare ostacoli al nostro protagonista.
Anche qui i collezionabili sono molteplici, si va infatti dai personaggi sbloccabili fino ad arrivare ai livelli riproposti di Rayman Origins o alle Creaturine di cui abbiamo parlato poco sopra. Insomma il titolo è rigiocabilissimo, anche perché è praticamente impossibile sbloccare tutto al primo giro, e sinceramente nelle tante ore passate davanti a questo titolo non ho mai spento la console per la noia.
Ricordiamo inoltre che è possibile giocare il titolo in compagnia di un’altra persona, con partite ad hoc o tramite wifi. Nel secondo caso potremo scegliere di partecipare ad una partita di un altro giocatore o ospitare la partita come host in attesa di qualcuno che si colleghi per venire in nostro aiuto.

GUIDE TROFEI

Nioh 2 – Recensione

A distanza di 3 anni dalla release del primo capitolo, Team Ninja è finalmente pronta a rilasciare sul mercato Nioh 2! Questo souls-like atipico...

Paper Beast – Recensione

Quando arriva un videogioco da recensire, bene o male, si sa a cosa si sta andando incontro. Sparatutto, giochi di ruolo, strategici e avventure,...

Bloodroots – Recensione

Nel panorama indie troviamo tante piccole gemme, esperimenti non del tutto riusciti ed altri ancora che non riescono a convincere. Abbiamo inoltre visto come...
Loris
Loris "Asmodeus_Psycho" Mattiolo
Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ha iniziato a giocare sull'ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console SEGA e Nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Ama il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegna nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome