One Piece Unlimited Warrior Red – Recensione

One Piece Unlimited World Red è un titolo che propone un quantitativo invidiabile di contenuti, ma che non concretizza in maniera perfetta nessuno di essi, risultando un calderone di modalità di gioco e di incarichi si vari nel numero, ma non altrettanto nello svolgimento. Un'occasione sprecata per un titolo che poteva avere grandi potenzialità se fosse stato meglio rifinito e con uno svolgimento più ritmato e meno blando. A peggiorare la situazione ci pensa un backtraking esagerato, un sistema di controllo che non recepisce correttamente i comandi impartiti per la schivata ed una realizzazione tecnica buona ma ancora lontana dagli standard tecnici della generazione appena trascorsa. Un titolo che piacerà sicuramente ai fan sfegatati del Manga e dell'Anime, ma che non ci sentiamo di consigliare a tutti. Se siete fan ed avete giocato qualunque altro Tie In di One Piece, allora questo vi piacerà, altrimenti aspettate una demo o un taglio di prezzo per provarlo.

One Piece torna su console Sony, questa volta con un nuovo capitolo che riprende la saga Unlimited, mai approdata prima d’ora al di fuori delle piattaforme Nintendo e portando in dote tutte quelle peculiarità che la distinguono dalla saga Pirate Warriors. Andiamo a scoprire le differenze e le novità di questo nuovo episodio.

La storia continua…ma quale?
One Piece è forse uno degli anime più lunghi ed articolati che ci siano in circolazione
, quindi non è facile collocare il titolo anche per la disparità che si genera durante le fasi di doppiaggio e di uscita tra il Giappone ed il nostro mercato. Vi basti sapere che le vicende si svolgono dopo la Guerra, i due anni di addestramento e dopo la città degli Uomini Pesce dove la nostra amata ciurma fa le conoscenze di Hody Jones.

Premesso questo, una volta avviato il titolo troveremo i nostri eroi in procinto di attraccare su di un’isola, in compagnia di un nuovo e strambo personaggio, Pato, un procione. Apparentemente il nostro unico scopo è attraccare ed esplorare la città per dare il tempo al piccolo nuovo amico di incontrare qualcuno e parlarci. Ben presto la faccenda si fa più complessa e ci troveremo ai comandi del solo Monkey D. Luffi (Rabber in Italia) alla ricerca del nostro equipaggio, sparito misteriosamente. Il plot non è dei più originali e non riserva nemmeno queste grandi sorprese durante il suo svolgimento, portandoci ad esplorare nuove aree già note ai lettori del Manga o a chi segue strenuamente la trasposizione animata. Possiamo comunque dirvi che la trama si slega completamente dalla serie, andando a creare una storia completamente inedita e indipendente.


Varietà, questa sconosciuta.
Pad alla mano il titolo si discosa fin da subito dai capitoli della serie Pirate Warrior
s, presentando nella modalità storia una città che fa da punto centrale alle vicende, dove avremo modo di intraprendere compiti secondari, salvare la partita e preparare i nostri eroi. Questa è liberamente esplorabile con il nostro Monkey D.Luffy, che grazie alle sue capacità si muove agilmente sia a terra che sui tetti e le strutture sospese. Il fulcro della ridente cittadina è la locanda dove potrete riposare, salvare la partita e preparare i vostri personaggi alla battaglia, assegnandogli le abilità che ritenete più opportune, qui rappresentate dalle “Parole Forti“. Queste si ottengono come ricompensa per il completamento delle missioni principali, e forniscono abilità o modifiche alle statistiche dei nostri personaggi.
Le missioni principali si svolgono in zone ben delineate
, con una struttura che richiama i titoli d’azione, con lunghe fasi esplorative, segreti ed oggetti da raccogliere ed alcuni scontri contro piccoli contingenti di nemici; scordatevi quindi le zuffe e la confusione tipica dei Musou, qui totalmente assente. Purtroppo, lo svolgimento delle missioni si riduce ad un esplora e combatti ripetuto all’infinito, fino a raggiungere  determinati luoghi che necessitano di una parola forte per aprirci il passaggio, parola che si troverà nella zona appena esplorata, costringendoci, di fatto, ad un continuo backtraking. Purtroppo non è possibile ottenere la parola prima del raggiungimento del blocco imposto dagli  sviluppatori, il che rende il tutto noioso e ripetitivo alla lunga.

Le nostre peregrinazioni si svolgeranno sempre in compagnia dei nostri fidi compagni, che potremo controllare liberamente premendo il tasto select, ognuno dotato di abilità peculiari, attacchi unici ed un set di mosse personalizzate, anche se alla fin fine sono abbastanza simili gli uni agli altri.
Questi ultimi si attivano in base alle
Parole Forti che possediamo e sono disponibili dopo il parziale o completo riempimento di una barra dedicata presente nell’interfaccia di gioco; è possibile anche far in modo che tutti i personaggi eseguano una mossa speciale combinata, purchè tutti abbiano la barra dell’abilità al massimo. Il combat system funziona discretamente, prestando il fianco alle sole schivate o parate, che necessitano della pressione del tasto cerchio dopo che appare l’avviso sopra al nostro personaggio; purtroppo tale avviso apparirà solo se siamo entro una certa distanza e spesso ci troveremo colpiti da attacchi che provengono da nemici lontani e magari fuori inquadratura. Inoltre ci è spesso capitato che alla nostra pressione il titolo non riconoscesse il tasto premuto, facendoci subire ingenti danni solo per una cattiva calibrazione del sistema che, visti gli ingenti danni causati sia dai nemici normali che dai boss, ci costringe spesso a ricorrere ad abilità o ad oggetti curativi.

Ogni missione principale ci permetterà anche di confrontarci con almeno un boss, rappresentato da personaggi più o meno famosi della serie che si rivelano spesso avversari temibili, finchè non si comprende completamente il ritmo ed il patten d’attacco degli stessi.
Aggiunge ulteriore carne al fuoco la presenza di missioni secondarie, sbloccabili durante il normale avanzamento nel titolo, che spesso si riducono a incarichi semplici e brevi. Bella l’idea di poter espandere ed arricchire la città, costruendo nuove strutture, espandendola e permettendoci di aumentare la fornitura degli item dei vari negozi. Buoni anche i vari minigiochi inseriti che spaziano dalla pesca alla cattura di insetti o animali vari, passando per corse acrobatiche a caccia di palloncini, prove di precisione e chi più ne ha più ne metta.
In aggiunta è presente anche una modalità alternativa alla modalità storia, la modalità Arena, dove dovremo affrontare una serie di incontri atti ad incrementare il nostro rango e ad affrontare incontri sempre più complessi con lo scopo di raggiungere la classe più alta possibile ed il rango più alto possibile.
I bonus per il completamento dei round variano a seconda del nostro livello e dei personaggi utilizzati, e spaziano da ricompense in denaro a Parole Forti, passando per item di vario genere.

Giocare un Anime
Infine trattiamo gli aspetti meramente tecnici del titolo BANDAI NAMCO, che in questo caso sono ben più che lodevoli. Lo stile ed il design si rifà completamente alla serie animata, sia come colori che come animazioni, rendendo l’esperienza di gioco molto immersiva per un appassionato. Buona la mole poligonale e la texturizzazione generale, pur non arrivando alle vette della generazione, il poco aliasing presente e l’ottimo cell sharding impiegato. Stesso discorso vale per il comparto sonoro, che richiama i temi classici della serie e la stessa effettistica.
Ottimo il doppiaggio, esclusivamente in Giapponese
, che fa uso dei doppiatori originali della serie, facendo sentire a proprio agio qualunque seguace dell’anime.
Purtroppo anche qui il titolo non è esente da difetti, che sono riscontrabili principalmente in muri invisibili sparsi qui e la ed un orizzonte visivo sempre limitato in
qualche modo, che si va ad aggiungere a qualche compenetrazione poligonale di troppo.

Poco chiaro è invece il multiplayer, almeno nella modalità Storia. Sembra infatti che si possa giocare solo in locale e solo durante le missioni secondarie, rendendolo di fatto un’aggiunta totalmente superflua.

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Loris
Loris "Asmodeus_Psycho" Mattiolo
Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ha iniziato a giocare sull'ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console SEGA e Nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Ama il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegna nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

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