Ni No Kuni: La Minaccia della Strega Cinerea – Recensione

Ni No Kuni è senza ombra di dubbio il prodotto che molti attendevano...e anzi forse regala anche qualcosa in più del previsto. L'intera produzione non lascia spazio ad incertezze, mostrando i denti sotto ogni punto di vista. La trama è intrecciata in un susseguirsi di emozioni che vengono rese ancor più profonde dall'impatto grafico, che spicca in qualità grazie all'ormai indiscussa professionalità artistica dello Studio Ghibli. Il tutto è architettato in un gameplay che prende moltissimi aspetti dalle più grandi saghe del genere e li ripropone in una nuova veste, rinnovata ed affascinante, e che riesce a catturare il giocatore senza mai annoiare. Il vero punto di forza è comunque rappresentato dalla gestione dei famigli, che nonostante non è una novità in senso videludico risulta essere comunque molto profonda e ben strutturata. Non vi resta quindi che prendere il pad in mano ed immergervi in un mondo incantato e pieno di poesia, ne resterete sicuramente soddisfatti.

Il mondo di quest’ultima generazione videoludica è stato letteramente intasato da titoli che spesso e volentieri cadono nella stessa tipologia. Molti altri generi sono stati invece quasi dimenticati, vedi la realizzazione di platform di spessore che si contano su poche dita, o la rarità nel trovare RPG che riescono a catturare sotto ogni aspetto l’attenzione del giocatore trasportandolo in un mondo incantato.
Proprio per quanto riguarda quest’ultima tipologia oggi vogliamo parlarvi dell’ultimo JRPG uscito in esclusiva PlayStation 3, che rappresenta una delle poche produzioni di questo genere che è riuscita a raggiungere il nostro territorio!
Ni No Kuni: La Minaccia della Strega Cinerea è il titolo in questione, che sin da quando è stato presentato ha destato moltissima attenzione sia da parte della critica che dei videogiocatori, complice anche il comparto grafico realizzato dal famoso studio Ghibli, autore di lungometraggi come Il castello errante di Howl o La città incantata.

L’innocenza di un bambino…
La storia di Ni No Kuni non parte di certo con allegria. Il protagonista, Oliver, è un bambino che vive nel villaggio di Motorville e che perde la madre a causa di un incidente provocato da oscuri poteri, ritrovandosi purtroppo solo. E’ questo episodio che rende l’incipit molto triste, in quanto vede il ragazzino piangere nella sua stanza abbracciando la bambola che la sua cara mamma gli aveva regalato.
Grazie alle lacrime del ragazzo questa creatura senza anima e fatta di pezza prende vita presentandosi con il nome di Lucciconio, personaggio decisamente fuori dal comune che è in cerca di una persona pura in grado di salvare il suo luogo di provenienza. Il ragazzo inizialmente è un pò dubbioso sulla cosa, ma la notizia che l’avventura nel nuovo mondo potrebbe riportare in vita la madre lo fa distogliere da ogni incertezza e decide di mettersi in viaggio contro l’oscurità.
L’avventura si intreccia quindi in un susseguirsi di episodi conditi da colpi di scena, a volte abbastanza prevedibili, che mischiano l’ingenuità del protagonista con la pericolosità di un’oscura presenza; si tratta di un accoppiamento difficile da realizzare senza incappare in problemi narrativi, ma Level 5 ha fatto un ottimo lavoro degno dei migliori lungometraggi del maestro Miyazaki.

Varietà!
All’interno del mondo di Ni No Kuni non resterete certamente con le mani in mano. Una volta infatti avuta la possibilità di poter interagire con ogni caratteristica del gameplay le cose da fare saranno molte. Enigmi e dungeon ottimamente realizzati saranno le caratteristiche maggiormente presenti durante l’intera narrazione, ed andranno man mano aumentando di difficoltà fino ad arrivare, nelle fasi finali, a dei veri e propri grattacapo comunque accessessibili anche per i videogiocatori che non sono dotati di molta pazienza.
Ma le difficoltà si noteranno anche tra un combattimento e l’altro. I punti vita e magia non si rigenerano in automatico, aspetto che costringe il giocatore ad utilizzare oggetti adibiti a questa funzione, a sfruttare le locande sparse per i villaggi, o in ultima battuta possono entrare in merito anche gli altari per il salvataggio, che risultano essere però poco diffusi. Spesso e volentieri troverete anche dei boss ad aspettarvi alla fine dei dungeon, boss che richiedono una buona dose di impegno e dedizione, e per affrontare le battaglie con un giusto livello di sfida vi consigliamo di superare di qualche livello il vostro avversario.
Il titolo Level 5 propone anche diversi tipi di intrattenimento, come ad esempio minigiochi all’interno di un Casinò che visiterete verso la fine della story line e in cui potrete vincere dei premi molto rari. Si tratta sicuramente di una caratteristica che apprezzeranno soprattuttogli amanti di questo genere.

Oliver e compagni in azione
Ni No Kuni
, oltre a regalare un’atmosfera molto particolare, risulta essere sin dalle prime battute un titolo che ripropone una serie di caratteristiche peculiari presenti nei JRPG del passato, aggiungendo novità che rendono il prodotto ancor più appetibile. Sembra infatti che il team di sviluppo abbia voluto realizzare un titolo che rappresentasse una sorta di tributo ai vecchi sistemi di gioco del suo genere, e nonostante questo il prodotto finale è un gameplay molto intuitivo ed apprezzabile da ogni tipo di videogiocatore.

Le battaglie sono strutturate con un sistema in tempo reale, scandito da sezioni in cui si deve scegliere l’azione che il personaggio in questione deve effettuare ed il bersaglio verso cui deve essere indirizzata. Inizialmente si avrà la possibilità di utilizzare solamente il protagonista Oliver, dotato di un numero abbastanza limitato di incantesimi e della possibilità di poter eseguire un semplice attacco o di potersi mettere in posizione di difesa (opzione di fondamentale importanza soprattutto nei boss fight). Tutto il resto andrà man mano sbloccandosi, e solamente dopo una buona manciata di ore di gioco (circa 10) avremo l’accesso ad ogni tipo di comando ed andremo ad arricchire il nostro roster dei personaggi, nonchè avremo la possibilità di far evocare dei famigli ad ognuno di essi.
E’ proprio quest’ultima una delle peculiarità di Ni No Kuni, un sistema di crescita di creature catturate durante le battaglie. All’inizio di ogni scontro potrete selezionare uno tra i tre componenti del vostro team di combattenti o, in alternativa, uno dei loro famigli. Questa scelta va ad aumentare l’aspetto strategico delle battaglie, in quanto ogni creatura è caratterizzata da peculiarità in grado di determinare il buon esito dello scontro.
Oltre a questo, di fondamentale importanza è anche il posizionamento dei personaggi sull’area di battaglia, nonchè la possibilità di effettuare attacchi poco prima che il nemico decide di irrompere su di noi, per poterlo interrompere e danneggiare ulteriormente.
Come si è visto in altri JRPG anche in Ni No Kuni è possibile settare il comportamento dei personaggi del nostro team in modo che vengano gestiti dalla CPU con una delle linee guida offensive o difensive, anche se l’IA in questo caso mostra un pò il fianco con una limitata quantità di mosse eseguibili, che in alcuni casi non rendono al meglio.
Quest’ultima è una sbavatura che però quasi non si nota all’interno di un sistema di combattimento che non fa una piega, e che spinge oltre molti aspetti trovati in JRPG di vecchia data. Basterà quindi un pò di pratica per apprendere in toto l’intero meccanismo, e vi divertirete sicuramente.

Allevare i famigli
Un JRPG che si rispetti deve essere caratterizzato, oltre che da un solido combat system, anche da un buon sistema di sviluppo dei personaggi e dei famigli, come nel caso specifico di Ni No Kuni: analizziamo quindi quest’ultimo aspetto.
Le creature da noi catturate potranno essere nutrite con appositi cibi, ognuno dei quali in grado di far crescere una determinata caratteristica. Oltre a questo però, a suon di dolciumi ed altre delizie i nostri cari compagni possono affinare alcune caratteristiche che in partenza non facevano parte della loro normalità. Capite bene quindi come il tutto risulti essere molto vario e personaglizzabile, ed ogni giocatore si può infatti sbizzarrire in molti modi diversi.
Oltre a questo, ogni famiglio è anche soggetto ad evoluzioni che avvengono su più step fino ad arrivare ad una fase finale. La decisione di passare alla fase successiva della loro evoluzione comporta l’apprendimento di nuove abilità, ma anche il ritorno del nostro fido compagno a livello 1 costringendoci quindi a passare un pò di tempo per tornare competitivi durante gli scontri.
Ad ogni evoluzione avviene anche il cambiamento delle affinità di ogni creatura; queste sono contraddistinte con dei segni che indicano una sorta di “categoria” a cui appartiene quel determinato famiglio. Si instaura così un sistema di predominanza/vulnerabilità di alcune razze rispetto ad altre, caratteristica che fa pendere in molte occasioni l’ago della bilancia durante la battaglia.
Il sistema legato a questi compagni d’avventura è quindi ben studiato e profondo, sicuramente un punto saldo che riesce a portare la produzione ad un livello ancora più alto.

L’arte videoludica
Studio Ghibli. Hayao Miyazaki. Due sinonimi di eccellenza artistica. E’ anche questa una delle caratteristiche chiave di Ni No Kuni, un titolo che vanta un aspetto artistico paragonabile a ben pochi altri titoli del genere (e non…). La grafica in pieno stile Ghibli è una delizia per gli occhi: è dettagliata, ispirata, ben riprodotta in ambito videogame e dai colori vivaci. Le città non spiccano in vastità, ma vedere ogni palazzo dall’originale forma, ogni strada, ogni scorcio dei centri abitati fa incantare il videogiocatore davanti ad uno scenario che si può definire uno spetaccolo per gli occhi.
La mappa esplorabile dell’intero mondo risulta essere molto grande e piacevole da girare, sia a piedi che in nave, fino a quando andando avanti nell’avventura non vi troverete in sella ad un drago e sorvolerete i cieli ammirando ogni panorama.
Anche i dungeon sono stati caratterizzati da un level design studiato sotto ogni punto di vista, lasciando sbigottito ogni giocatore in quanto sprizzano magia da tutti i pori.
Anche le musiche presenti in Ni No Kuni risultano essere composizioni che amplificano ed enfatizzano ancor di più il senso fatato dell’intera opera. Per quanto riguarda la localizzazione, i menù dell’intero titolo sono stati tradotti in italiano in modo impeccabile; il doppiaggio parlato è rimasto invece in inglese, mentre i sottotitoli sono stati perfettamente tradotti in italiano, con tanto di dialetto romano per la traduzione di Lucciconio.
Altro aspetto fondamentale di un JRPG è anche la longevità, e il titolo Level 5 non delude nemmeno sotto questo punto di vista regalando un minimo di circa 35 ore di gioco per completare la campagna principale. Se poi volete mettervi a scoprire ogni segreto e a collezionare ogni famiglio capite bene come il tempo da trascorrere davanti allo schermo aumenti sempre di più.

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Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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