Need For Speed Most Wanted – Recensione

In conclusione siamo di fronte ad un ottimo titolo di corse, principalmente indirizzato agli amanti del gioco online in compagnia, con una campagna singleplayer breve e solo abbozzata ma con un multiplayer ben delineato ed un grande sistema Autolog. Incomprensibile la volontà di Criterion di inserire un sistema di acquisizione dei mezzi così semplificato, e la presenza di sole due inquadrature limita in parte un'esperienza di gioco veramente ben realizzata e divertente. Chiariamoci, il titolo è meritevole di attenzione, divertente e si porta a conclusione con un livello di sfida sempre abbastanza competitivo, ma siamo ben lontani dal precedente lavoro svolto da Criterion con Hot Pursuit. Tutto risulta più semplificato, dalla risposta dei mezzi al sistema di progressione; solo l'online ed il sistema Autolog si attestano su livelli molto superiori rispetto al titolo precedente. Consigliato agli amanti dei titoli di guida free roaming.

Criterion torna sui nostri monitor con il nuovo Need For Speed Most Wanted, reboot del titolo che nel 2005 fece la felicità dei vecchi fan del brand reinserendo gli inseguimenti dei poliziotti nel franchise, ma scontentando tutti i fan della serie Underground; i ragazzi di Burnout saranno stati capaci di soddisfare tutti i palati con questo reboot o ci troviamo dinnanzi all’ennesimo Need For Speed senza arte ne parte? Andiamo a scoprirlo.

Need for Speed – Paradise City???
Come ormai da tradizione per Criterion Games, Most Wanted si svolge in una città liberamente esplorabile sin da subito, riprendendo la formula inaugurata dalla fortunata serie Underground e poi ripresa da Most Wanted nel 2005 e da Burnout Paradise nel 2008. Come nei due titoli sopra citati, la città si rivela la protagonista principale del titolo, vantando un ottimo design dei percorsi e rivelandosi sufficientemente viva e realistica, nonostante manchino del tutto i pedoni. Le gare si svolgono tra le vie della città, e questa volta il percorso da seguire è ben delineato al contrario da quanto accadeva in Burnout Paradise; per intraprendere ogni sfida basta arrivare agli appositi punti di accesso, ed effettuanto una sgommata premendo contemporaneamente i tasti acceleratore e freno si da inizio alle danze.
I rimandi a Paradise si sprecano, portando anche in dote la mole enorme di collezionabili presenti in quest’ultimo, come  cartelloni pubblicitari, cancelli e punti di scambio, che analizzeremo in seguito nella recensione.
Tutto fa ricordare Paradise, compresa anche la realizzazione tecnica, simile a quella dell’ultimo Burnout, che vanta un ottimo framerate ed un senso di velocità che ha pochi eguali, con molti elementi interattivi/distruttibili presenti nello scenario. La cura dei tracciati e dei mezzi è magistrale, come sempre, ed il tutto si muove con un framerate costantemente mantenuto sopra i 30 frame al secondo, salvo rari e sporadici casi dove gli effetti e le vetture a schermo farebbero impallidire la concorrenza. Solo discreta è la modellazione dei danni dei veicoli, sempre e comunque superiore a gran parte dei titoli concorrenti, ma sembra che avendo a disposizione veicoli realmente esistenti e su licenza i programmatori non abbiano avuto carta bianca in questo senso; scordiamoci quindi i danni visti in Burnout e nei precedenti lavori Criterion. Assolutamente divino l’effetto dato dall’illuminazione che abbaglia ed illumina coerentemente ogni singolo elemento di gioco, sia di notte che di giorno, creando quell’effetto accecante come quando si esce da un tunnel in pieno giorno. Solo sufficiente la modellazione delle auto facenti parte del traffico, composte da pochi poligoni e ricoperte da pochi dettagli e da texture a bassa definizione.
Sono presenti anche dei piccoli bug visivi sia nelle scene di introduzione alle gare che nel gioco vero e proprio; non è raro vedere auto che volano, pile di auto della polizia che girano su se stesse (anche se non ho ben chiaro se sia una scenetta voluta dai programmatori in questo caso), auto del traffico che sprofondano nell’asfalto con metà delle gomme o che scivolano sul terreno. E’ inoltre presente un aliasing abbastanza marcato sui dettagli in secondo piano, ed un bad clipping se ci si avvicina ai punti di intersezione del terreno con le strutture che si elevano dallo stesso, notabili solo a velocità molto ridotta e non in grado di inficiare la bontà del lavoro svolto dai programmatori.

Corri, scappa, cambia auto…
Parlando del sistema di gioco, il titolo vanta un modello di guida totalmente arcade, dove viene incentivato l’uso del freno al solo scopo di evitare le collisioni ma sopratutto per derapare in grande stile. Le auto difficilmente diventano incontrollabili, sia che si tratti di bolidi da poche centinaia di cavalli, sia che si salga su una Bugatti Veyron da 1200 cavalli. Le gare si rivelano adrenaliniche, velocissime e molto dinamiche, grazie ad una IA nemica molto aggressiva e competitiva; gli avversari non si risparmiano, speronano i concorrenti, siano essi giocatori che IA, invadono i marciapiedi, distruggono steccati e lampioni e talvolta si schiantano inesorabilmente contro il traffico. Stesso discorso per la polizia, molto aggressiva, pure troppo; in alcuni casi l’estrema precisione e velocità dei poliziotti è motivo di frustazione, risultando troppo difficili da seminare, sopratutto ai livelli di ricercato più alti.
Il sistema di progressione si basa, come nel vecchio capitolo, sulla scalata della fantomatica lista Most Wanted, rendendo accessibili le sfide con le auto speciali presenti nella top ten dei ricercati al raggiungimento di una determinata taglia; questa sale in base alle prestazioni delle gare e non solo. L’acquisizione delle vetture avviene in un modo abbastanza ambiguo; queste si trovano al bordo della strada o comunque in posti abbastanza visibili, e basta avvicinarsi alle stesse e premere triangolo per farle nostre. Ogni mezzo vanta un proprio set di gare, atte a sbloccare potenziamenti meccanici per il mezzo pilotato; questo sistema vanifica la raccolta di auto più potenti per progredire, visto che il titolo può essere tranquillamente portato a termine con uno dei primi veicoli acquisiti se adeguatamente potenziato. Se però ci si fa prendere la mano, la longevità ne guadagna in modo non indifferente, soprattutto se si decide di potenziare ogni singolo mezzo al massimo, andando così incontro ad un numero di gare veramente impressionante, anche se molto simili tra di loro.

Single, Multiplayer ed Autolog
La campagna single player non si presenta come una delle più longeve disponibili, vista anche la totale assenza di una trama che leghi gli eventi e le gare le une alle altre, cosa invece presente nell’omonimo predecessore. Una volta completata la scalata della classifica Most Wanted, il gioco diventa una caccia al collezionabile, sia esso un punto di scambio, una nuova vettura, un cartellone o un cancello da infrangere per scoprire nuove scorciatoie. Ad aumentare la longevità arriva in soccorso al titolo un sistema Autolog implementato come mai prima d’ora, in maniera perfetta e puntuale, con le informazioni subito disponibili a video ad ogni nuova sfida o pietra miliare segnata da noi o dai nostri amici in friendlist.
Il multiplayer si rivela molto flessibile e ben realizzato; una volta loggati al server, si verrà indirizzati ad un punto di incontro sulla mappa e da lì si avrà accesso ad una gara decisa dal software, dove si dovrà scegliere un’auto in base ad una data categoria, in modo tale da mantenere il titolo sufficientemente bilanciato. Le gare online si differenziano tra semplici sfide di velocità, ma a variare il gameplay arrivano anche gare di salto, destruction derby ed altre modalità ancora; difatti non ci si ritroverà sempre a correre in solitaria, ma si potrà anche finire divisi in squadre distinte ed in competizione, dove la coordinazione e la collaborazione saranno fondamentali per raggiungere gli obiettivi prefissati, irraggiungibili se decidiamo di fare tutto da soli. Il tutto sarà prontamente registrato nel nostro Autolog e pubblicato in tempo reale, risultando tutto molto veloce e dinamico.
Inizialmente avremo a disposizione un numero limitato di mezzi a disposizione, e andranno man mano crescendo all’aumentare degli speedpoint guadagnati durante gli eventi online, già potenziate a dovere indipendentemente dal progresso della campagna single player.

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Loris
Loris "Asmodeus_Psycho" Mattiolo
Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ha iniziato a giocare sull'ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console SEGA e Nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Ama il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegna nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

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