Naughty Bear – Recensione

Naughty Bear si presenta sul mercato con un'idea molto originale, ma realizzata in modo discutibile sotto vari punti di vista. Il gameplay risulta essere divertente nei primi frangenti, ma poi diventa abbastanza monotono se non fosse per quei pochi orsi differenti (Zombie, Ninja; SWAT...) che incontreremo raramente durante i vari episodi. Tecnicamente parlando invece si colloca su un gradino di media-bassa qualità, dove l'impatto visivo dei colori da la giusta sensazione di contrasto tra lo scenario "tenero" ed il protagonista cattivo, ma se si va ad analizzare più nel dettagli ciò che si ha a schermo ci si accorge di molte imperfezioni. Ma nonostante questo consigliamo comunque di dargli una possibilità, in quanto l'idea di base che caratterizza Naughty Bear è più che valida e, anche se non stiamo parlando di un capolavoro in termini di realizzazione, vale la pena provarlo. Ah, un ultimo consiglio, andate a chiedere scusa ai vostri orsacchiotti nell'armadio...non si sa mai.

Quando girando negli scatoloni in cantina e troviamo un piccolo orsacchiotto di peluche non facciamo altro che ricordare la nostra infanzia ed i momenti passati insieme a quel morbido compagno d’avventure. Tenerezza è quindi tutto ciò che può trasmettere questo pupazzo? Sicuri che non lo avete mai fatto arrabbiare con qualche vostro comportamento sbagliato? E se accadesse questo cosa succederebbe? Ce lo fanno vedere i ragazzi di Artificial Mind and Movement sviluppando Naughty Bear, dove appunto il protagonista è un orsacchiotto di peluche tutt’altro che coccoloso.

C’era una volta un orsetto…ARRABBIATO!
Siamo sull’Isola Paradise. Qui vive Naughty, orsacchiotto peloso diverso da come siamo abituati a vederli. Ha una grande cicatrice sul volto ed un orecchio consumato, ma quello che più lo distingue è il suo carattere irrascibile, anche se in fondo ha un buon cuore. Il resto della popolazione di quest’isola invece è composto da normalissimi orsetti di peluche che rientrano nei canoni dell’immaginario comune.
Un giorno quest’ultimi decidono di dare una festa per il compleanno di uno di loro, escludendo dalla lista degli invitati il povero Naughty. Lui, saputa la notizia, decide comunque di andare, presentandosi oltretutto con un regalo per il festeggiato. Ma nonostante questo viene deriso da tutti gli invitati e lui, tornato a casa, ha impresso nella mente un solo obiettivo: vendetta.
Ingegna così il primo piano, ossia quello di rovinare la festa. Ma lui non si accontenta di creare solo disordine. Naughty vuole di più, vuole uccidere, vuole torturare!

Uh! Che tenero!
Inizia così la caccia a tutti gli orsi, che saranno presi e soccomberanno ad una violenza inaudita. In tutto ciò verrà anche a giocare un sistema psicologico, dove la paura che riusciamo ad infondere negli abitanti dell’Isola Paradise avrà un ruolo fondamentale, tanto da farli impazzire e costringerli all’unica soluzione del suicidio. Far impaurire gli avversari sarà importante per far salire il nostro moltiplicatore dei punti, e quindi il nostro punteggio.
Per infondere il terrore tra i suoi tanto odiati “amici” Naughty avrà a disposizione più azioni, come ad esempio puntargli l’arma in faccia, distruggere oggetti, lasciare il cadavere di un orso in piena strada, ferirne a morte un altro e lasciarlo agonizzante così che tutti vedano ciò che li aspetta. Mischiando più azioni di questo tipo e dando varietà alle torture vedremo il moltiplicatore punti crescere, mentre l’esatto contrario accadrà se invece saremo monotoni ed eseguiremo sempre le stesse mosse.
Ovviamente il nostro orso-ego non può andare in giro a mani vuote. Per incutere il giusto tasso di paura avremo a nostra disposizione un arsenale di tutto rispetto, che comprende armi da taglio, contundenti e da fuoco. Ognuna di queste è inoltre caratterizzata da una particolare tipologia di uccisione, che verrà effettuata cogliendo di sorpresa gli abitanti dell’Isola Paradise. Per dare varianza e farci sbizzarrire con la fantasia, Artificial Mind and Movement ha anche pensato di inserire in Naughty Bear la possibilità di poter creare delle vere e proprie trappole negli scenari di gioco, per tendere imboscate ai nostri avversari. Avremo a nostra disposizione mine adesive e tagliole in gran quantità, da poter posizionare in punti strategici dove magari, con qualche escamotage, riusciamo ad attirare l’attenzione del malcapitato di turno che andrà ad attivare la trappola.
Ma come si difendono i poveri orsetti “buoni”? Appena avvertono la presenza di Naughty i comportamenti sono vari. C’è chi chiama la polizia, chi si barrica dentro casa bloccando la porta con un armadio, altri tenteranno semplicemente la fuga. Inoltre nelle varie missioni avremo a che fare con orsi SWAT o Ninja, che rendono l’esperienza di gioco più godibile, anche se saranno presenti di rado mentre nella maggior parte del tempo avremo a che fare con orsi tutti uguali, se non fosse per il colore del loro pelo.
Infine ogni episodio che andremo ad affrontare sarà caratterizzato da diverse modalità; abbiamo ad esempio Invisibile, in cui dovremo svolgere la missione in stealth, Killer, dove dovremo uccidere tutti, ed Intoccabile, dove dovremo sempre eliminare tutti gli orsetti ma senza essere toccati.
Insomma, la parola d’ordine per Naughty Bear è varietà sotto ogni aspetto, ed sicuramente la caratteristica che riesce a divertire il videogiocatore.

Un mondo coccoloso!
Parliamo ora del gameplay, dove abbiamo buoni spunti ma che non arrivano ad essere eccelsi. Il sistema dei controlli adottato per Naughty Bear è molto intuitivo, e facilmente si riescono ad effettuare le varie tipologie di azioni spiegate poco sopra. Ma nonostante le molteplici possibilità per effettuare ogni uccisione ci troveremo a volte a dover affrontare parti che alla lunga diventano ripetitive, anche a causa di scenari non troppo differenti l’uno dall’altro.
Per quanto invece riguarda l’IA dei nemici possiamo dire che ci si trova di fronte ad un livello buono ma non eccellente, in quanto non resteranno fermi senza far nulla ma le loro reazioni molte volte non brillano d’astuzia.
Graficamente parlando personaggi ed ambientazioni hanno un aspetto molto pulito, ed i colori pastello danno quel tocco ingannevole di ulteriore tenerezza a questo titolo; purtroppo però problemi di aliasing affligono ogni forma visibile a schermo. Certo non è alla pari con quello che siamo abituati a vedere in altri videogames, ma ha uno stile che si rispecchia a pieno nel suo genere. Parlando dell’ambientazione, questa risulta essere notevolmente spoglia, povera di dettagli; sicuramente questa scelta stilistica è dovuta al fatto di rendere il tutto molto semplice, sterile e candido, ma in molti storceranno il naso.
I problemi tecnici che invece affliggono notevolmente questo titolo sono il framerate, davvero basso, che rende in alcuni frangenti il titolo scattoso, ed i caricamenti dalla tempistica spropositata.
Inoltre l’interfaccia di gioco risulta essere troppo confusionaria, piena di icone ed indicatori, decisamente difficile da interpretare a prima vista e da seguire

GUIDE TROFEI

Little Big Workshop – Recensione

Da amante di strategici e simulativi, ho sempre apprezzato la complessità del proporre sfide organizzative ai giocatori. Passando tra moltissimi esponenti del genere, da...

Space Crew – Recensione

Siamo in un periodo decisamente impegnativo in qualità di videogiocatori. Il mese di ottobre è solito mettere sul piatto una miriade di videogiochi, le...
Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome