Basato sull’omonimo film uscito di recente, il videogame de “Le 5 Leggende” (conosciuto anche come “Rise of the Guardians”) è nella nostra  PlayStation 3, pronto ad essere analizzato. Trattasi dell’ennesimo tie-in malriuscito oppure di un buon adattamento videoludico del divertente film Dreamworks? Non ci resta che scoprirlo!

Un gioco leggendario?
Sviluppato da Torus Games e pubblicato da D3 Publisher, il titolo riprende la trama del film uscito a fine novembre, facendoci quindi mettere nei panni di queste cinque leggende delle feste natalizie, ossia Babbo Natale, Jack Frost, Sandman, il Calmoniglio e Dentolina. Costoro hanno il compito di salvare la buona riuscita del Natale dal cattivissimo Pitch, l’uomo nero, tornato per infondere gli incubi a tutti i bambini.
Il gioco presenta una struttura da action-adventure con inquadratura a volo d’uccello, permettendo quindi una buona visione d’insieme delle azioni a video. Il gameplay è tanto semplice quanto monotono: abbiamo i cinque eroi di cui sopra intenti a sconfiggere le ombre mandate dal cattivone di turno ed è possibile scegliere in tempo reale il personaggio controllato, mentre gli altri quattro vengono guidati dalla CPU.
La parola “monotono” non è stata purtroppo usata a caso, infatti il primo problema che sorge giocando al titolo è proprio che una volta messo mano al pad per 10 minuti, tutto il resto dell’avventura non presenta varianti o aggiunte alla struttura di base. Il fatto è che anche la stessa giocabilità di base non stimola il voler proseguire nella storia: non serve che ognuno dei personaggi abbia il proprio attacco e mossa speciale contro le ombre e nemmeno i punti esperienza utili a “livellare” e sbloccare nuove mosse, visto che si passa la quasi totalità del gioco a premere ad oltranza il tasto X (attacco base).
Anche parlando di longevità, il titolo non ha molto da dire, visto che lo si può completare in un pomeriggio, ovviamente a patto che la noia non vi costringa ad interrompere la sessione di gioco e a riprenderlo successivamente. Sì, per carità, sono presenti vari oggetti da collezionare nel corso dell’avventura ma il fatto che gli stessi siano visibili sulla mappa non aiuta di certo a migliorare la scarsa durata dell’insieme.
A rendere il titolo almeno sufficiente ci pensa il multiplayer locale, è possibile infatti affrontare l’avventura assieme ad altri 3 amici sulla stessa PS3, che possono entrare nella partita premendo START sul proprio pad. Non sarebbe stata male l’implementazione del multigiocatore online, magari anche con modalità competitive ma, a quanto pare, gli sviluppatori non hanno potuto o voluto implementare questa caratteristica.

E tecnicamente?
A livello visivo il titolo offre una grafica appena sufficiente come “potenza bruta”, più che buono invece il lato artistico tra ambientazioni, personaggi e magie. Su tutto spiccano proprio le ambientazioni: abbiamo 5 Reami ben realizzati, differenziati tra di loro nello stile e belli da vedere. Discreti gli effetti d’illuminazione a video dati come già detto dalle magie, per il resto non vi è altro di particolare da segnalare parlando di effettistica pura.
Se giocato con altre persone in multigiocatore locale il gioco soffre di sporadici rallentamenti dell’immagine, difetto invece non presente giocando da soli. Da segnalare in positivo invece anche la IA dei compagni di squadra, sapranno infatti gestirsi in autonomia ed attaccare gli avversari senza doverci stare troppo appresso controllandoli personalmente.
Buono ed in linea con il già citato film anche il doppiaggio in italiano, anche se durante il gioco i nostri eroi finiscono per ripetere in loop sempre le stesse frasi predefinite.

RASSEGNA PANORAMICA
Aspetto Tecnico
6.0
Gameplay
6.0
Trama
6.0
Intrattenimento
6.0
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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