Kingdom Hearts 2.5 HD ReMix – Recensione

Lo diciamo ancora oggi, così come lo avremmo detto anni fa, ossia che l'improbabile unione tra i mondi fantasy tipici di Square Enix e quelli di Disney risulta ancora un'accoppiata azzeccata e carica di rara magia. L'ottimo riadattamento dei tre titoli (specialmente per quanto riguarda il secondo capitolo) e le innumerevoli ore che ci passerete giocando, ripagano pienamente l'acquisto di questo pacchetto in HD, che per inciso è uno dei migliori degli ultimi anni. L'intera collezione avrebbe senso di esistere anche solo per Kingdom Hearts 2, rendendo quindi gli altri due dei piacevoli (anche se in parte imperfetti) surplus. Se proprio dobbiamo essere pignoli, avremmo preferito il rilascio di un unico pacchetto comprensivo dei giochi contenuti in questa remastered ed in quella dei primo capitolo ma, come si suol dire, non si può avere tutto dalla vita.

Dopo l’ottima rimasterizzazione del primo capitolo (più qualche bonus) uscita circa un anno fa, è stata da poco rilasciata un’ulteriore collezione per gli amanti di Sora e soci. In questa recensione analizzeremo separatamente i tre titoli contenuti in Kingdom Hearts HD 2.5 ReMIX per PlayStation 3, cercando di essere più esaustivi possibile.

Kingdom Hearts 2
Uscito in Europa nell’ormai lontano 2006 su PlayStation 2, Kingdom Hearts 2 ritorna in forma smagliante su PlayStation 3, forte dell’adattamento ai 16:9 e all’alta definizione. Posto il fatto che il titolo viene presentato nella versione Final Mix, è esattamente come ce lo ricordavamo 8 anni fa.
Ora come allora, Kingdom Hearts 2 è un ottimo action JRPG nato dall’unione tra lo stile di Square Enix e dei personaggi Disney e che ha pochi difetti degni di nota. Abbiamo infatti solo da citare la prolissa parte iniziale nei panni di Roxas ed il fatto che il titolo risulta più facile e più commerciale rispetto al primo capitolo. Per carità, il gioco non è invecchiato benissimo sotto alcuni aspetti, ma gli amanti della saga e del genere non sapranno resistere, considerato che son passati parecchi anni dall’uscita originale.
La trama, il combat system e tutto il resto, si fondono alla perfezione in un’avventura divertente e longeva. Il sistema di controllo è il medesimo, funzionale per il gameplay, anche se avremmo sinceramente preferito il poter configurare i comandi per renderli più al passo coi tempi ed adattabili a tutti.
A livello tecnico, la produzione si difende piuttosto bene, grazie ad un ottimo riadattamento widescreen e al rifacimento di molte texture, anche se i modelli poligonali risultano un po’ spigolosi e le animazioni non sono state ritoccate. Questi ultimi aspetti, a dire il vero, non sono poi così gravi, considerato il fatto che lo stile grafico particolare del gioco non ha così tanto bisogno di essere accompagnato da un gran numero di poligoni, né da animazioni realistiche. Assolutamente esente da critiche è invece la parte audio, grazie al doppiaggio ed alla splendida colonna sonora.

Kingdom Hearts: Birth by Sleep
Birth by Sleep
, rilasciato nel 2010 per la mai dimenticata PSP, era a tutti gli effetti un prequel del primo Kingdom Hearts. Concepito come titolo più maturo e tattico rispetto ai due titoli principali, Birth by Sleep non fu però apprezzato da tutti i fan della serie.
Il combat system era sicuramente più complesso e gli scontri necessitavano di una maggior pianificazione per essere superati, però i limiti dovuti alla natura portatile del titolo si sentono ancor di più ora rispetto a quattro anni fa. Le ambientazioni risultano infatti piuttosto piccole e spoglie ed il lavoro di rimasterizzazione si limita soltanto ad un upscaling per riadattare il titolo agli standard odierni, peccando un po’ troppo a livello di mera pulizia grafica.
Come per il secondo capitolo, anche la versione di riferimento da cui son partiti gli sviluppatori è la Final Mix, quindi perfezionata e più carica di contenuti rispetto al titolo originale. Inutile dire che il titolo offre quindi decine di ore di divertimento per i fan della serie, anche se i titoli principali rimangono comunque avanti anni luce rispetto a questo spin-off.

Kingdom Hearts RE: Coded
Strano ma vero, ma pur essendo praticamente una serie di filmati, anche RE: Coded ha un suo perché in questa collezione firmata Square Enix. Forte dell’aggiunta di molti contenuti inediti e del doppiaggio in inglese, questo particolare spin-off è stato riadattato per fare efficacemente da collante tra Coded e Dream Drop Distance.
Non abbiamo molto altro da dire in merito, sappiate soltanto che non si tratta di un gioco adatto a tutti, ma bensì di un’esperienza che sarà apprezzata unicamente dai veri fan della saga, da gustarsi rigorosamente in pace e tranquillità.
Dobbiamo purtroppo far notare come i tempi di caricamento siano decisamente troppo lunghi, rendendo l’atipica l’esperienza di RE: Coded parecchio frammentata.

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Davide Begnihttps://www.playstationzone.it
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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