Kane & Lynch 2: Dog Days – Recensione

Eidos e IO Interactive ci hanno riprovato con Kane & Lynch 2: Dog Days. Il risultato finale è all'incirca sulla scia del primo capitolo con qualche spinta in positivo sotto alcuni aspetti, che si fanno sentire soprattutto giocando il titolo nella modalità multiplayer dove il divertimento è più che assicurato per qualsiasi tipo di videogiocatore. Lo stile di questo gioco è sicuramente unico ed indiscutibile, ma manca ancora una buona dose di accuratezza sotto il punto di vista del gameplay. In sostanza rimane un titolo consigliatissimo per chi ha apprezzato il primo capitolo, per chi invece non lo ha mai provato consigliamo prima una prova, magari della versione completa da un amico.

Kane e Lynch, due personaggi che sono nati con questa next-gen delle console e che hanno creato sin da subito scalpore e tante critiche. Il primo titolo ispirato a questi protagonisti usciva tre anni fa nei negozi italiani e prendeva il nome di Kane & Lynch: Dead Men; nonostante molti punti di forza non riuscì a sfondare tra i titoli del momento soprattutto a causa di alcuni difetti tecnici poco trascurabili.
Il seguito di cui andremo a parlare invece, sviluppato sempre da IO Interactive, si chiama Kane & Lynch 2: Dog Days ed è stato prodotto da Eidos con la speranza di poter tappare quei buchi che aveva lasciato il primo capitolo. Viene quindi proposto un titolo con un’atmosfera totalmente diversa, dove a far da padrone sono i quartieri più malfamati di Shangai.
La trama inizia infatti con l’incotro di Kane e Lynch in Cina, e lo scenario è quello che abbiamo già visto in molti film: è in progetto l’ultimo colpo, quello decisivo, quello che permetterà ai due attaccabrighe di uscire definitivamente dalla criminalità. Purtroppo però le cose, ovviamente, non andranno così, ed anzi peggioreranno in quanto i due protagonisti si ritroveranno alle calcagna la più potente faida criminale cinese.

Cambiamenti effettuati?
Che IO Interactive volesse cambiare del tutto l’impatto di questo Kane & Lynch 2: Dog Days ve lo abbiamo già detto, ma vediamo in che modo. La cosa che subito si nota è una grafica si ben realizzata, ma non a livelli eclatanti come siamo abituati a vedere in alcuni titoli next-gen. La software house di sviluppo sembra infatti che abbia voluto ridurre un pò il dettaglio grafico per dare più enfasi a ciò che invece ciò che abbiamo intorno deve trasmetterci. Si ha infatti una Shangai del tutto coinvolgente ed inedita, con dei tocchi che danno quel giusto realismo alla scena per immergere il videogiocatore nell’ambientazione di questo titolo.
Siamo davanti ad uno shooter in terza persona, e le nostre avventure saranno viste da una inquadratura molto insolita per questo genere; invece di averla fissa e posta alle spalle del protagonista, la telecamera sarà infatti in continuo movimento, come se vedessimo le cose dagli occhi di qualcuno che ci insegue costantemente. Questa scelta è di sicuro di grande impatto ma nelle frenetiche corse dei protagonisti a lungo andare può risultare troppo esagerato.
Ma andiamo ora ad esaminare ciò che i fan vogliono sapere: i difetti del primo capitolo sono stati eliminati del tutto? Ci sono state delle nette migliorie, ma purtroppo alcuni sono ancora presenti. Il sistema di copertura risulta essere un pò macchinoso e a volte avremo delle sorprese inaspettate, in quanto alcuni elementi scenici che ci aspettiamo utili per il riparo non danno la possibilità di effettuarlo.
Il sistema di puntamento è stato invece migliorato ma non raggiunge la perfezione; risulterà più semplice e veloce mirare un avversario, anche se molto spesso ci ritroveremo a dover utilizzare delle mitragliate in corsa, dovute più che altro alla freneticità di molte sequenze di gioco.
La cosa che invece merita un punto a favore di questo capitolo è il netto sviluppo in avanti per quanto riguarda l’I.A. dei nemici, che mostrano nettamente un minore istinto suicida ed utilizzano il sistema di copertura in modo molto realistico.
Caratteristica che invece trovimo del tutto insolita in questo secondo episodio è la totale assenza di qualsiasi scontro corpo a corpo, fatta eccezione per una presa che possiamo effettuare ai nostri avversari per prenderli come ostaggi ed usarli come scudo dai proiettili che ci vengono sparati contro, feature carina ma non fondamentale per proseguire nella story-line.

Guardati sempre le spalle…
Com’è facilmente intuibile non può mancare la modalità cooperativa in Kane & Lynch 2: Dog Days, dove vengono utilizzati in contemporanea entrambi i protagonisti. Oltre a questo però Dog Days da la possibilità al videogiocatore di intraprendere tre modalità multiplayer: Fragile Alliance, Cops and Robbers e l’inedita Undercover Cop.
Nella prima citata dovremo assaltare con i nostri compagni un portavalori e, in un certo periodo di tempo, dovremo eliminare la polizia (controllata dalla CPU) e prendere più denaro possibile per poi fuggire. Nella seconda, invece, i giocatori saranno divisi in due squadre e, com’è facilmente intuibile dal nome, una interpreterà il ruolo delle guardie e l’altra dei ladri.
Infine in Undercover Cop dovremo portaer a segno un colpo e sappiamo che nella nostra squadra un giocatore è in realtà un infiltrato sotto copertura ed avrà il compito di eliminare gli altri membri.
Caratteristica che fa da padrone, e che renderà le nostre (tante) ore di multiplayer online divertenti, è la possibilità di tradire quando vogliamo i nostri compagni e scappare con una fetta più grande del bottino. Tutto ciò garantisce a queste modalità una longevità molto elevata, e rende ogni partita diversa dalle altre grazie proprio a questo fattore di inaspettata variabilità.

Kane e Lynch High Definition 2.0
Veniamo ora ad un lato del tutto positivo in Kane & Lynch 2: Dog Days: l’aspetto grafico. Come abbiamo detto all’inizio di questo articolo il dettaglio non è elevatissimo, ma alcune scelte di stile effettuate da IO Interactive rendono questo titolo unico nel suo genere.
La cosa che sicuramente denota il tocco più originale è la scelta di inserire nelle sequenze di gioco un effetto grana abbastanza vistoso, che da all’intero titolo un aspetto del tutto simile ad un film.
I due protagonisti sono ben realizzati, soprattutto i volti, e le animazioni sono fluide e realistiche. Shangai anche è ben realizzata ma l’interazione con gli ambienti di gioco è quasi inesistente tranne per alcuni oggetti sparsi qua e la che potremo far saltare in aria.
Lo stile della sfotware house si denota anche nella scelta di non inserire una colonna sonora all’interno del titolo, ed infatti gli unici effetti sonori che avremo saranno quelli ambientali, molto presenti e ben realizzati, che danno al videogiocatore un coinvolgimento maggiore.

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Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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