James Bond 007: Blood Stone – Recensione

007 Blood Stone avrebbe un buon potenziale e tanto da offrire ma purtroppo pecca nel punto cruciale: trasmettere emozione al giocatore. Il titolo sviluppato da Bizzare Creations risulta in ogni caso godibile e discretamente divertente, in grado di far passare alcune ore di relax a chi decide di giocarlo, ma niente più. La trama è sviluppata bene ma risulta un po' semplicistica e non ci sono momenti che vi resteranno impressi nella memoria ed anche graficamente, nonostante ci sia sicuramente di peggio sul mercato, si poteva fare e ci aspettavamo di più. Una volta finita l'avventura principale molto difficilmente ci rigiocherete se non in modalità multiplayer, che può anch'essa regalare momenti di divertimento e svago senza troppo impegno. In parole povere sentiamo di consigliare quest'ultimo capitolo dedicato a James Bond ai veri appassionati o a chi ama l'azione senza badare troppo alla forma. I primi ne resteranno, per forza di cose, sicuramente soddisfatti mentre i secondi si saranno goduti qualche ora di sano divertimento in attesa di tempi e produzioni migliori.

L’agente segreto più famoso del mondo è pronto a tornare su PS3! Ma tra un Vodka Martini e una bond girl riuscirà anche stavolta a tenere alto il proprio nome?
A poco servono le presentazioni, ma se l’80% delle persone dagli anni ’60 in poi hanno sognato anche solo per una volta di fare l’agente segreto, lo dobbiamo a lui: l’agente 007 a servizio di Sua Maestà. Si potrebbe quasi definire il padre ed il precursore dei vari Solid Snake, Sam Fischer e Gabriel Logan. Non è un caso dopotutto che dal lontano 1953, quando il personaggio fu creato dallo scrittore Ian Fleming, siano stati prodotti più di una ventina di film.
Il settore videoludico, ormai da una decina d’anni, ci si è buttato a pesce su questa gallina dalle uova d’oro tirandone fuori però risultati altalenanti e mai di enorme successo come invece è accaduto in ambito cinematografico. 007 Blood Stone, uscito per le console next-gen, tenta nuovamente nell’impresa di attirare non solo gli accaniti fans di 007, ma anche chiunque ami i giochi d’azione e d’avventura senza sosta.

Mi chiamo Bond, James Bond.
Una volta preso in mano il joystick ed iniziata l’avventura ciò che salta subito all’occhio dopo poco più di un’ora è il ritmo che scandisce l’azione di gioco, che risulta frenetico e con brevissimi tempi morti. Questo è positivo da un lato ma negativo dall’altro, poiché da una parte fa sì che il giocatore non si annoi mai ma dall’altra accorcia la longevità del titolo oltremisura, azzerandone quasi del tutto la rigiocabilità. Come sempre l’agente 007 sarà ancora una volta chiamato al servizio a causa della classica minaccia politica-criminale-terroristica destinata a gettare il mondo nel caos. L’avventura vera e propria comincerà dopo una piccola e breve missione che non ha altro scopo che fare da prologo, contornata dai titoli di testa, in modo da rispecchiare fedelmente lo stile dei film omonimi. Detto questo è palesemente scontato che non mancheranno i marchi di fabbrica come la Bond girl di turno, il Vodka Martini e sessioni di guida a bordo dell’immancabile e unica macchina che 007 può guidare, l’Aston Martin! Quindi niente di nuovo all’orizzonte, ma il classico cliché che, nonostante mantenga sempre il suo fascino, ha bisogno di una netta rivoluzione e di più coraggio da parte degli sviluppatori, vediamo perchè.

Divertimeno prima di tutto ma…
La priorità che ha dettato lo sviluppo del gioco sembra essere stata la varietà. L’avventura non si dipanerà solamente tramite sparatorie in terza persona, ma anche attraverso sessioni di guida e di leggera investigazione. Per fare ciò avrete a disposizione lo smartphone, attraverso il quale vi sarà mostrata la posizione dei nemici e delle armi, oppure sarete guidati a trovare degli indizi, che alla fine non si riveleranno altro che bottoni da premere e macchinari da azionare per procedere nella storia. Nonostante James Bond ami agire silenziosamente gli scontri a fuoco sono frequenti, ma purtroppo non donano molta emozione al giocatore, a causa della ripetitività e della I.A. degli avversari, che non aiuta in tal senso. Si può comunque agire nell’ombra avvicinandosi di soppiatto e stordendo i nemici che si trovano dietro un angolo, e in questo caso le mosse dell’agente segreto  regalano anche parecchia soddisfazione e spettacolarità; ma questo non sempre è possibile e semplice, soprattutto perchè si fa fatica a capire il raggio visivo della guardia di turno. In questi casi però ci viene data la possibilità di marcare i propri bersagli e di finirli con un colpo di pistola preciso e letale, in pieno stile Splinter Cell, a patto però che prima si abbia eliminato un certo numero di guardie senza aver dato nell’occhio.
A fare da contorno al tutto ci sono poi le classiche sessioni di guida a bordo di Aston Martin e motoscafi, che oltre a spezzare il ritmo e garantire varietà di gioco sono oltretutto parecchio divertenti. Nella maggior parte dei casi dovrete solo seguire un bersaglio designato, difendendovi a colpi di pistola ed evitando il traffico in contro mano, e tutto questo fila liscio come l’olio e risulta appagante.
Insomma, questo titolo sembra essere un perfetto mix di azione e divertimento, ma se della prima caratteristica è innegabile la sua costante presenza, della seconda non ne siamo così sicuri. Tutto gira fluidamente ma quasi senz’anima, senza elementi di spicco che facciano strabuzzare gli occhi. Scontri a fuoco carini ma ripetitivi, azione stealth in parte rovinata da una meccanica di gioco non semplicissima, sessioni di guida divertenti ma sporadiche e fini a se stesse, e tutto questo è condito da un sistema di controllo e di puntamento discutibile e poco preciso. L’avventura resta comunque godibile, grazie anche a sequenze e filmati da indubbio stampo cinematografico, ma sembra non decollare in modo netto.
Il titolo cerca di arricchirsi offrendo in alternativa una modalità multiplayer fino a 16 giocatori, anch’essa però senza alcun tratto distintivo che contribuirebbe a distinguerlo dalla massa. Si può scegliere tra i classici deathmatch a squadre o tutti contro tutti, acquisendo punti esperienza ad ogni uccisione, e con questi aumentare di livello e sbloccare quindi nuove armi o costumi; niente di nuovo insomma.

Come al cinema? Non proprio….
Anche dal punto di vista tecnico il gioco passa abbastanza in sordina, e non a causa di una realizzazione grafica scarsa ma per la mancanza di elementi che riescono ad eccellere e a farci impressionare. Tutto si attesta su livelli medi, a parte qualche ambiente interno poco curato, e forse solo la realizzazione dell’acqua nelle sessioni col motoscafo ha attirato la nostra attenzione più del resto, ma è ben poca cosa rispetto all’agguerrita concorrenza. I modelli poligonali dei nemici sono un po’ anonimi e senza spiccati particolari di rilievo, mentre quello di Bond ha ovviamente attirato più attenzione da parte dei programmatori.
Buona la palette di colori anche se ci è sembrato che fossero un po’ cupi, e anche gli effetti particellari durante le esplosioni sono piacevoli da osservare. Il meglio di sé il gioco lo regala in effetti durante le sessioni di guida a bordo di auto o motoscafi, vantando un buon effetto blur ed una larga vista dell’orizzonte senza eccessivi effetti pop-up. Per quanto riguarda le texture invece sono da rivedere parecchio a nostro avviso, in quanto risultano infatti poco curate e di bassa definizione.
L’aspetto sonoro si può considerare buono, sia per quanto riguarda la colonna sonora (realizzata da Joss Stone) sia per il doppiaggio, che però rimane in inglese.

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Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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