Dopo un lieve ritardo rispetto agli USA arriva finalmente sui nostri scaffali Inversion, nuovo titolo distribuito da Namco Bandai e sviluppato da Saber Interactive che nei territori statunitensi non è riuscito a dare i risultati sperati per quanto riguarda sia il parere della critica che dei giocatori stessi. Tuttavia dopo una lunga sessione di gioco ci è sembrato che forse si è fatto di tutta l’erba un fascio, lasciando decisamente da parte gli ottimi spunti che ha questo titolo, che seppur non sfruttati a dovere riescono ad essere decisamente interessanti. Il titolo è infatti uno sparatutto in terza persona nudo e crudo, dove le chiacchiere stanno a zero e dove ad interferire con gli scontri a fuoco ci si mette la gravità, con i suoi giochetti fisici.

L’amore di un padre contro una popolazione aliena
La trama di Inversion si svolge nella città di Vanguard City, dove durante una giornata tranquilla come tante altre ha inizio un’invasione da parte di una popolazione proveniente dallo spazio dall’aspetto molto rudimentale. Sono i Lutadore, un popolo bellicoso dalle sembianza prettamente umane e che grazie ad alcuni gingilli tecnologici riescono ad avere il controllo sulla gravità. Al loro arrivo alcune zone della città sono state completamente distrutte e scombussolate a causa dall’annullamento totale di questa forza, e quelli che un tempo erano i tranquilli quartieri della città si mostrano ormai come un cumulo di macerie ed oggetti fluttuanti.
Vestiremo i panni di David Russel, un poliziotto che si imbatte nell’invasione aliena durante un suo turno lavorativo in compagnia del suo fidato compagno Leo Delgado, che ci accompagnerà anche successivamente. Non appena il nostro protagonista si rende conto di ciò che sta succedendo si reca nella sua abitazione, ma non trova ciò che si aspettava. La moglie è in fin di vita, ed esala il suo ultimo respiro proprio tra le braccia del marito, mentre della figlia non c’è traccia. Ma dopo pochissimo tempo vede la sua amata bambina nelle mani di questo popolo invasore, ed è proprio la volontà di portarla in salvo che spinge David a battersi contro i Lutadore.

TPS galleggiante
Inversion, come vi abbiamo anticipato, è uno sparatutto in terza persona senza troppi compromessi. Verrete infatti spesso chiamati alle armi in scontri decisamente corposi, e dove non dovrete far altro che far piazza pulita scaricando interi caricatori addosso ai nemici. Sicuramente queste sono le fasi più riuscite del gameplay di questo titolo, grazie ad un comparto armi che seppur non troppo vasto riesce a dare una buona possibilità di scelta al giocatore. Anche il sistema di copertura è ben realizzato, e ricorda in tutto e per tutto quello già visto nella serie Gears of War. A dare movimento agli scontri ci si mette anche la distruttibilità dei ripari, che obbliga il giocatore a spostarsi da una parte all’altra dello scenario in cerca di nuove sporgenze dietro cui ripararsi dai colpi nemici.
Ma il team di sviluppo ha voluto provare a rendere più varia questa meccanica di gioco, inserendo il diversivo del controllo della gravità che ci farà attraversare alcune zone fluttuando in aria come se fossimo nello spazio, obbligando David a spingersi e ad aggrapparsi a tutto ciò che può essere utile per poter raggiungere la zona desiderata. Oltre a questo, in alcune occasioni verrete sbalzati letteralmente di 90° rispetto al suolo dove stavate camminando, ed ecco come un muro di un palazzo o la parete di una stanza possono diventare il nuovo pavimento da calpestare. Queste caratteristiche danno senza ombra di dubbio una varietà maggiore soprattutto agli scontri, anche se i vari livelli risultano alla fin fine essere tutti abbastanza lineari. Nonostante infatti è presente questa possibilità di poter girare sottosopra ogni singola stanza, i nemici compariranno sempre e soltanto nel nostro stesso verso, come se quella direzione e quel pavimento fossero diventati d’obbligo anche per i Lutadore. Sarebbe stato tutto molto più interessante se fosse stata data una libertà maggiore sia al nostro protagonista che ai nemici gestiti dalla CPU, costringendo quindi il giocatore a dover tenere sotto controllo ogni singolo angolo dell’ambientazione per non esser colto di sorpresa.
Ovviamente durante l’intera avventura non saranno solo i nostri antagonisti a poter controllare la gravità, ma anche la coppia di sbirri ha a disposizione un’arma che sin dalle prime battute di gioco può scatenare il suo potere. Si tratta del Gravlink, uno “spara-laser-antigravitazionali” che una volta caricato e sparato riesce a far fluttuare gli oggetti che si trovano in una determinata zona, nemici compresi. Quest’arma è in grado anche di ottenere alcuni upgrade man mano che andremo avanti con la narrazione, nonchè ha la possibilità di poter modificare l’ambientazione di gioco aprendo passaggi necessari per poter raggiungere il punto successivo. Anche sull’utilizzo di questo pistolone tecnologico si nota una certa piattezza di gameplay, in quanto il suo effetto è valido solo su determinati oggetti presenti negli scenari; inutile quindi dire come una varietà maggiore avrebbe sicuramente giovato sulla fantasia del giocatore.
L’aspetto gravitazionale mostra quindi molte incertezze soprattutto dal punto di vista delle sue limitazioni, anche se si tratta sicuramente di un ottimo spunto per un gameplay interessate.
In Inversion è anche presente una modalità online che propone partite per un massimo di 12 giocatori, ma fatta eccezione per le prime ore di gioco dopo un pò risulta essere abbastanza monotona a causa della scarsa quantità di innovazioni rispetto alle modalità che già troviamo in altri titoli.

Comparto tecnico fluttuante
Dal punto di vista tenico il titolo targato Saber Interactive è stato sviluppato con un motore grafico che mostra tanti pregi quanti difetti. Si nota da subito una scena globale d’impatto, che riesce ad essere convincente nella sua totalità. Purtroppo però quando si scende nel dettaglio si iniziano ad intravedere alcuni difetti di definizione delle texture. Il framerate ha giusto qualche incertezza trascurabile nelle scene action più concitate, mentre le animazioni sono generalmente ben fatte fatta eccezione per qualche “posa” che il protagonista assume durante i combattimenti.
Una nota dolente dobbiamo segnalarla per quanto riguarda il sistema dei controlli durante le fasi fluttuanti, dove spesso diventa frustrante doversi girare e rigirare mentre si galleggia in aria e non si vede l’ora di arrivare al punto successivo dove è possibile poter poggiare i piedi per terra.
Infine abbiamo il comparto audio, dove è presente un doppiaggio solamente in inglese ben sincronizzato e pulito, mentre per quanto riguarda la localizzazione ITA dobbiamo accontentarci dei soli sottotitoli, inseriti con un carattere decisamente di piccole dimensioni.

RASSEGNA PANORAMICA
Aspetto Tecnico
7.0
Gameplay
7.0
Trama
7.0
Intrattenimento
7.0
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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