Injustice: Gods Among Us – Recensione

In conclusione ci troviamo di fronte ad un ottimo picchiaduro, farcito di contenuti come pochi altri titoli sulla piazza, longevo e carismatico e dotato di ottimi personaggi, ammesso di amare il mondo DC Comics. Le molte modalità presenti, l'ottima realizzazione tecnica ed il gameplay accessibile e profondo allo stesso tempo lo rendono un must have per tutti gli amanti dei picchiaduro di stampo classico. Purtroppo un bilanciamento dei personaggi non ottimale ed una necessità di investire una miriade di tempo nel titolo per poter accedere a tutti i contenuti scoraggeranno i giocatori più "mordi e fuggi", non facendogli apprezzare la bontà del lavoro svolto da NetherRealms.

I supereroi stanno vivendo in questi ultimi anni una nuova giovinezza, grazie alle buone pellicole firmate Marvel e DC che imperversano per i cinema di mezzo mondo, nonchè per gli ottimi Tie In videoludici basati su questi personaggi, anche se ad essere sinceri l’assioma “Tie-In” e “Gioco appena sufficiente” si applica ancora in molteplici casi. Vediamo insieme come il team di NetherRealm, già autore di Mortal Kombat, è riuscito a sfruttare la licenza di DC Comics e, nella fattispecie, della Justice League.

 

Un universo frammentato
Come ogni buon picchiaduro moderno, anche Injustice: God Among Us è dotato di una modalità “Storia” dove si cerca di dare una spiegazione sensata agli eventi ed al caos che il gioco ci propone. Questa modalità, ovviamente dedicata al solo giocatore singolo, ci metterà nei panni di tutti i personaggi che raccontano la loro storia in brevi capitoli, suddivisi a loro volta in un numero variabile di scontri per ogni personaggio. Oltre ad una buona varietà e ad un’ottima longevità, la trama non offre nessun altro spunto interessante, presentandosi come il classico pretesto per dare il via agli scontri e per giustificare l’incontro con i “doppioni” dei nostri simpatici eroi (o dei nostri amati villian). L’ingenuità e la semplicità di battute e sceneggiatura rivaleggiano con la già pessima trama vista nel precentente titolo di NetherRealm, ma i contenuti non mancano di certo. Oltre alla trama, il giocatore solitario avrà a disposizione un’ampia varietà di modalità, tra le quali spiccano la modalità Arcade, la modalità Battaglia ed i Laboratori S.T.A.R.
Vale la pena soffermarsi un momento su quest’ultime. La prima altro non è che una serie di incontri “casuali” con dieci avversari da affrontare consecutivamente e di difficoltà crescente; la seconda ci propone scontri con condizioni di vittoria particolari, handicap match e molte altre variabili, suddivise in dieci per ogni combattente.
Molte delle variabili e dei modificatori attivabili in gioco, o che si attivano in determinati livelli e condizioni, non saranno disponibili immediatamente, ma sarà necessario acquistarli con moneta del gioco e raggiungere il livello di esperienza necessario per lo sblocco, “costringendo” il giocatore ad investire molte ore nelle varie modalità allo scopo di accrescere quanto più possibile i propri punti esperienza.

Justice League Mortal Kombat?
Come abbiamo già anticipato, NetherRealms ha recentemente dato via a quella perla che ha riportato in auge Fatality e gore gratuito, ossia Mortal Kombat (9). Injustice presenta molte similitudini con il precedente lavoro dello studio di sviluppo, presentando un buon numero di personaggi, anche se non stratosferico, ed una buona varietà di approcci al combattimento. Si passa da personaggi che prediligono uno scontro a distanza, con attacchi ampi e a lungo raggio, ad altri che fanno veramente male solo con attacchi continuati e ripetuti, o altri ancora che con pochi e semplici colpi possono seriamente mettere in crisi qualunque combattente ma che sono affetti da una lentezza disarmante. Purtroppo questa varietà di approccio va a privilegare eccessivamente i combattenti veloci ed i combattenti a distanza, relegando i personaggi con uno stile più classico al limbo, sopratutto in multiplayer (online). Il combat sistem, al solito, è tecnico ma molto accessibile, permettendo anche ad un novizio di eseguire buona parte delle mosse più coreografiche, anche se per ottenere i risultati migliori bisogna dedicarsi allo studio delle tecniche e dei tempi di pressione dei vari comandi per renderle concatenate ed infliggere seri danni agli avversari.
Ogni personaggio è dotato del proprio set di mosse specifiche
, con un variabile apporto di danni ed una diversa velocità di esecuzione. In aggiunta ogni lottatore dispone di una super mossa attivabile al riempimento di una specifica barra, che dà vita ad un’animazione realizzata con la grafica di gioco e che dal punto di vista scenografico spesso risulta esageratamente distruttiva, sopratutto se viene paragonato lo scarso ammontare di danni causato. La barra della super mossa ha anche altre funzioni, potenziando le combo di base ed attivando un quick time event che permette, se eseguito correttamente, di recuperare parte della vita del personaggio o di modificare radicalmente lo scenario.

Il comparto multiplayer è realizzato ottimamente, presentando tutte le modalità classiche necessarie per un buon picchiaduro online, sia per quanto concerne le partite classificate che per le partite del giocatore. Il netcode non ha presentato difetti durante le nostre prove, presentandosi stabile e privo di lag, anche se spesso impiega troppo tempo per trovare un avversario. Spesso ci troveremo davanti anche avversari di livello molto più elevato del nostro, cosa che in buona parte dei casi rivela immediatamente chi sarà il vincitore del match. Le nostre sconfitte o vittorie ci faranno aumentare di livello regalandoci un quantitativo di punti esperienza maggiore rispetto al single player. Purtroppo lo sbilanciamento dei combattenti ed il fatto che gli attacchi a lungo raggio non sono annullabili sono due fattori che rendono i personaggi a distanza troppo “performanti” rispetto alle controparti, delineando un’esperienza meno tecnica rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare.

Dark Metropolis
L’aspetto più riuscito della produzione
, oltre all’estrema longevità, è l’aspetto tecnico/estetico. I personaggi sono animati divinamente e texturizzati in maniera egregia, presentando movenze molto realistiche; non da meno sono gli scenari con molti elementi in movimento ed interattivi,  ognuno caratterizzato da tre variabili che si manifestano dopo una particolare mossa speciale. Lo stile utilizzato ricorda molto le ultime pellicole di Batman o i recenti titoli Rocksteady, presentando personaggi generalmente più cupi ed oscuri rispetto a quanto visto in passato o nelle varie pagine a fumetti. Peccano invece gli FMV,  che sembrano risultare sporchi e poco definiti rispetto alla parte giocata, staccando in alcuni casi anche in maniera molto netta.

Discreto anche il doppiaggio, sicuramente molto superiore a quanto apprezzato in Mortal Kombat, anche se solo in Inglese sottotitolato in un ottimo e semplice italiano; non che la trama necessiti di chissà quale attenzione, ma capire il perchè degli eventi risulta sempre piacevole.

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Loris
Loris "Asmodeus_Psycho" Mattiolo
Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ha iniziato a giocare sull'ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console SEGA e Nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Ama il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegna nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

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