GRID 2 – Recensione

In conclusione ci troviamo davanti ad un more of the same vero e proprio, con delle buone novità ed una gestione degli eventi davvero intelligente. Purtroppo paga lo scotto di aver perso quella freschezza che aveva accompagnato il primo episodio della serie, pur mantenendosi sempre su altissimi valori produttivi. In sostanza se siete in astinenza da titoli di corse arcade e cercate un titolo longevo, impegnativo e vario, Grid 2 è la scelta che fa per voi.

Sono passati ben cinque anni da quando Codemasters volle fondere le velleità arcade alla sua serie racing di punta. Toca Race Driver: Grid riuscì a soddisfare ed esaltare sia la critica che il pubblico, mettendo in campo un comparto tecnico di tutto rispetto e mescolando saggiamente le varie discipline automobilistiche più in voga degli ultimi anni, unite ad una simulazione dei danni di ottima fattura. Codemasters Racing sarà riuscita a confezionare un seguito degno di nota?


Tutto per i Fans
Senza fare molti complimenti, dopo aver inserito il gioco nella console (ed aver atteso l’installazione di ben 3,5GB di dati) ci troveremo davanti ad un menù minimale dove avremo la possibilità di scegliere solo se giocare online o intraprendere il World Tour. Selezionando dapprima questa opzione, ci troveremo direttamente catapultati alla guida di una Muscle Car per vincere una piccola gara cittadina, gara che ci fungerà da tutorial allo scopo di farci largo tra i nuovi corridori emergenti. Dopo la nostra vittoria verremo contattati da un milionario con la passione per i motori che intende usufruire della nostra bravura per promuovere una serie di eventi di varia natura in giro per il mondo. Il nostro scopo sarà quello di partecipare a questi eventi e di cercare di vincerli, in modo da farci notare dai vari sponsor e dalle varie associazioni automobilistiche che poi dovranno iscriverci al vero e proprio World Tour.
Questo a grandi linee è il plot del titolo, che serve esclusivamente a fare da collante tra un evento ed il successivo. Al contrario degli ultimi titoli della concorrenza, Grid 2 non ci metterà a disposizione una città o un territorio liberamente esplorabile ma ci troveremo ad affrontare una serie prestabilita di eventi che si sbloccheranno man mano e che ci daranno anche la possibilità di accedere a bolidi sempre più performanti. Durante la nostra ascesa noteremo anche come i nostri introiti e la nostra fama aumenti, passando da un piccolo garage malridotto ad una vera e propria officina di lusso.

Lo studio ha optato per far sparire il denaro dalla modalità per singolo giocatore, tagliando di conseguenza anche tutte le modifiche tecniche applicabili agli autoveicoli; la maggior parte dell’utenza, leggendo questa frase, starà già storcendo il naso, ma la scelta di Codemasters si rivela vincente poichè privilegia il bilanciamento delle gare e dei mezzi alla personalizzazione ed al touning. Le auto si suddividono in tre categorie, ottimamente bilanciate tra loro, che richiedono un minimo di strategia e di praticità di utilizzo per essere padroneggiate, rispondendo in modo molto diverso alle sollecitazioni sia in base al tipo di trazione che alla categoria di appartenenza.
La nostra crescita sarà scadenzata dall’aumentare dei fan che accumuleremo sui vari social network (virtuali) dove ci faremo pian piano un nome e guadagneremo migliaia di fan.
A nostro dire il sistema funziona e la grande varietà di eventi, ottimamente mescolati tra loro, fanno si che la noia non sopraggiunga mai e le modalità che si aggiungono strada facendo aumentano ulteriormente la curiosità del giocatore.

Auto da sogno, panorami da favola….mancan solo le ragazze…
Questa generazione ci ha abituato a grafiche sontuose per i vari racing game usciti e di recente l’asticella si è alzata di parecchio sia grazie a Need for Speed sia grazie ad alcuni titoli della concorrenza, e Grid 2 si trova quindi a dover mostrare di meglio e ci riesce senza alcun dubbio.
L’aspetto visivo rivaleggia tranquillamente con qualsiasi titolo uscito in questa generazione
, presentando un’ottima qualità complessiva ed eccedendo per quanto concerne i riflessi e l’effettistica, il tutto senza mai un’incertezza anche con più di otto veicoli a schermo che si sfasciano a vicenda. Ottimo il sistema di illuminazione, che ragala scorci davvero mozzafiato, così come non da meno sono gli effetti di fumo volumetrico e le particelle che si notano quando le carrozzerie si sfregano le une alle altre o contro i guard rail. Meno buone le texture di asfalto e paesaggio, che se scrutate da vicino ed a macchina ferma risultano un po’ sgranate, difetto che sparisce immediatamente appena inizieremo a correre lungo gli oltre ottanta tracciati disponibili.

Il comparto sonoro si rivela di ottima fattura, con rombi e campionamenti eccellenti e musiche incalzanti e mai invadenti. La versione da noi testata, completamente in inglese, comprende un doppiaggio di buona fattura, anche se privo della possibilità di inserire i sottotitoli.

La varietà è il succo della vità…
Come dicevamo inizialmente, il titolo punta molto sulla varietà e sulle novità rilasciate al giocatore con sapiente tempismo. Ci troveremo a dover guidare ben oltre le cinquanta vetture, tutte reali ed ottimamente riprodotte, anche se mancano alcune case tanto care a noi italiani. Avremo a disposizione ben oltre ottanta tracciati, oltre ad una decina di modalità diverse di gioco, che spaziano dai testa a testa alle sfide di derapata, passando per gran premi, prove a tempo e così via. La novità più interessante riguarda le gare di resistenza, riviste rispetto al passato, dove ci troveremo a correre su di un circuito in continuo mutamento, merito di un nuovo algoritmo programmato dagli studios inglesi che va a modificare il tracciato ad ogni giro. Questo genera gare molto adrenaliniche, merito anche della sparizione del navigatore in questa modalità, dove anche gli avversari computerizzati si troveranno spesso in difficoltà; questi ultimi sono dotati di un’ottima IA, aggressiva ma non frustante, che li rende tremendamente competitivi ed aggressivi negli ingressi di curva sia nei nostri confronti che nei confronti delle altre auto gestite dalla CPU.
In nostro soccorso torna a far capolino il FlashBack
, che ci permette di riavvolgere gli ultimi secondi di gara per evitare un incidente o per farci correggere una traiettoria di ingresso in curva; questi sono stati saggiamente limitati ad un massimo di 5 per gara, numero che si rivela fin troppo elevato inizialmente, ma che con l’avanzare del titolo scopriremo non essere poi così esagerato.
Il multiplayer invece cambia quasi completamente le carte in tavola, andando ad inserire personalizzazioni di ogni tipo e genere attuabili sui nostri bolidi ed andando a sostituire il flashback con il reset del veicolo; per il resto troveremo la stessa grande varietà di eventi disputabili nel world tour.

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Loris "Asmodeus_Psycho" Mattiolo
Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ha iniziato a giocare sull'ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console SEGA e Nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Ama il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegna nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

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