Final Fantasy XIII

Final Fantasy XIII è sicuramente un must have. Presenta caratteristiche innovative molto interessanti che si avvicinano al genere Action e che possono anche attirare chi non ama particolarmente i J-RPG. Tecnicamente parlando, nonostante qualche piccola imperfezione, questo titolo si colloca tra i primi posti e Square-Enix è sicuramente andata a fondo nello spremere le potenzialità delle console next-gen. Certo, questa tredicesima fantasia in stile giapponese spaccherà in due i fan più accaniti di questo genere: c'è chi attendeva da tempo innovazione a cui andranno a genio le novità presenti, e c'è invece la categoria dei fan "conservatori" a cui questo non andrà giù facilmente. E' comunque un titolo da giocare fino in fondo per capire quali emozioni è in grado di trasmetterci.

Sviluppato da: Square-Enix
Prodotto da: Square-Enix
Distribuito da: Halifax
Data di uscita: 09/03/2010
Genere: GDR
PEGI: 16+

Storia & Longevità: 9.0/10
Gameplay: 8.0/10
Caratteristiche Tecniche: 9.5/10
Sonoro: 9.0/10

Era da molto tempo che i videogiocatori di tutto il mondo aspettavano quest’ultima fantasia di Square-Enix. Nonostante il rinvio di qualche mese per l’uscita nei territori occidentali, il 17 dicembre 2009, data di uscita giapponese di questo titolo, ha segnato un momento importantissimo e fondamentale per la SCE-Japan. Questo non solo per il grande boom che ha avuto Final Fantasy XIII dopo un’attesa di circa 3 anni, ma anche perchè ha visto il monolite nero tornare in cima alle classifiche di vendita con oltre 200.000 console vendute in una settimana.
Certo questa nuova generazione si può considerare un pò scarna per quanto riguarda la quantità e la qualità dei titoli Japan-Rpg usciti sino ad ora in quanto vede sempre più affermarsi i cosiddetti “GDR alla occidentale”. Questo tredicesimo capitolo della casa giapponese ha quindi da superare un’ulteriore sfida rilanciando il mercato di questo genere di videogame e, soprattutto, di non deludere i fan più accaniti che, dopo la lunga attesa, si aspettano un titolo degno di nota.

Il mondo di Cocoon
Non vogliamo sicuramente spoilerare in nessun modo la storia che caratterizza questo titolo, ma vi facciamo un breve sunto di come è caratterizzato il mondo di Final Fantasy XIII.
In antichità sulla superficie di GranPulse, luogo pericoloso, è stato creato il pianeta orbitante di Cocoon per il bene degli umani. Questo è governato da esseri chiamati Fal’Cie che vengono creati a loro volta dai cristalli. Il volere di questi esseri regola la vita degli abitanti su Cocoon, a cui vengono richiesti particolari compiti, detti “Focus”, attraverso dei particolari marchi impressi sul corpo delle persone. Questi umani prescelti prendono il nome di L’Cie e non sanno quale sarà il compito che gli verrà richiesto, ma solo attraverso delle visioni vengono guidati verso la loro missione.
E non è finita qui! Gli L’Cie hanno solo un determinato periodo di tempo per portare a termine i loro incarichi, altrimenti verranno trasformati in Cie Corpse, una specie di mostri che vagano per la terra senza uno scopo.
Chi invece porta a termine il proprio obiettivo avrà una ricompensa degna di nota: l’immortalità, guadagnata attraverso la mutazione in cristallo. E’ quindi facile intuire che questo marchio è visto dalla comunità come una maledizione, e di conseguenza la vita degli L’Cie non è semplice in quanto si è ostacolati dall’esercito e nell’odio dei civili.
Spiegata in modo molto breve la situazione del mondo di Final Fantasy XIII non vogliamo svelarvi altro. Ma passiamo ora ai personaggi!
Questa volta Square-Enix per realizzare il tredicesimo capitolo, mette insieme il cast che ha lavorato sui precedenti capitoli 7 e 10 creando così un team di sviluppo in grado di tirar fuori un ottimo cast di personaggi. Avremo a nostra disposizione 6 personaggi che, rispetto a come siamo abituati rispetto ai predecessori, possono sembrare pochi. Tuttavia bisogna sottolineare come non ce ne sia uno “principale” ma nessuno di questi serve da contorno riempitivo, difatti fino a metà gioco si può scegliere sotto quale punto di vista vuole seguire l’evolversi della trama. Certamente ogni personaggio poi è caratterizzato da un suo carattere e, cosa che veramente incide in questo capitolo, è la motivazione che ogni personaggio e come incide lo sviluppo della storia a livello psicologico su di essi.

I due personaggi che però si differiscono un pò rispetto allo standard di questo genere di videogame sono Sahz, l’afro di colore che durante la storia è alla ricerca del figlio Dajh, e Hope, il più giovane, caratterizzato da un rapporto strano con Lightning, che la inizia a guardare come una guida, e dalla seria motivazione che lo spinge a combattere.
Per quanto riguarda Lightning, che è stata scelta per rappresenta la chiave di questo titolo, dopo l’introduzione del gioco può sembrare una scopiazzatura mal riuscita di alcune caratteristiche prese da Cloud Strife (Final Fantasy VII) e Squall Lionheart (Final Fantasy VIII), ma nel trascorrere dell’avventura si denota invece un’ottima personalità che cambia radicalmente il rapporto sia nei confronti dei suoi alleati che in quelli dei suoi nemici.
Anche quest’ultimi, gli antagonisti, sono caratterizzati da aspetti psicologici molto più marcati di quelli che siamo abituati a vedere ed è da apprezzare come Square-Enix sia riuscita a dar loro motivi più profondi per il quale combattere.
Ma non è tutto oro ciò che luccica. Ci sono un paio di caratteristi che limitano pesantemente il genere J-RPG in questo titolo. La linearità della storia prima di tutto: non saremo più liberi di muoverci da una parte all’altra del mondo ma avremo praticamente sempre una linearità nella storia da seguire. A parte qualche centro abitato non ci sono grandi città e i negozi sono inesistenti; per acquistare e vendere oggetti sarà disponibile una schermata che è accessibile ad ogni punto di salvataggio. Inoltre, la quasi totale assenza di quest secondarie che facevano da contorno nei precedenti capitoli rendono questo titolo ancora più lineare.

Sferograf…ehm…Crystarium System & Paradigm Shift
Il gameplay ed il sistema di combattimento di Final Fantasy XIII mischia caratteristiche già viste in JRPG del passato, rendendo il risultato finale un sistema veloce ma soprattutto divertente per quanto riguarda i combattimenti.
Cosa davvero particolare e soprattutto insolita è che, quando inizieremo un combattimento con un nemico potremo solamente utilizzare un personaggio del party da noi scelto.
Inizialmente, per i primi due capitoli della storia, saremo in grado ti utilizzare solamente le classiche azioni attacco, magia ed item. Utilizzandole consumeremo una barra che si caricherà durante il combattimento.Quindi, a partire dalle prime tecniche che avremo a disposizione fino ad arrivare agli ultimi devastanti attacchi, ogni volta che utilizziamo una qualsiasi cosa viene pagata tramite la barra Atb.
Questo sistema, che inizialmente risulta essere un pò “scomodo”, rivela invece una scelta molto originale e vincente, in quanto con il procedere la barra ATB cresce ed è quindi possibile usare le varie tecniche nel modo più appropriato durante il combattimento dando luogo così a delle verie e proprie combo da spartire anche su più nemici.
Ecco allora che ci imbattiamo nel terzo capitolo. Qui la componente strategica si fa sentire molto di più. Potremo infatti utilizzare la Paradigm Shift: è possibile utilizzare 6 classi diverse che possono essere assegnate ai membri di supporto ed inoltre sono intercambiabili a piacimento durante ogni scontro. E’ facile intuire quindi che, a seconda di quali classi assegneremo ai nostri compagni di viaggio, cambierà l’approccio agli scontri. Ad ogni personaggio possono essere assegnate tre classi diverse ed è proprio in questo modo che dovremo stare attenti a come combinarle in tutto il party per facilitarci le cose.

Per quanto riguarda quali di queste avremo a disposizione non mancano le classiche Healer e Attacker. Sono presenti anche classi specifiche di Final Fantasy XIII come il Jammer, che abbassa le stats agli avversari tramite debuff, e l’Enhancer, che aumenta quelle del party. Troviamo infine classi molto difensive come il Defender ed il Blaster che, al contrario, risulta essere molto offensiva con i suoi veloci attacchi magici e fisici.
Altra caratteristica principale, soprattutto quando affrontiamo i boss del combat è il Break System, una barra che una volta completata “spezza” la difesa dei nemici causando più danni rispetto al normale.
E’ arrivato il momento di svelarvi come avviene il potenziamento del personaggi. In FFXIII non esistono i punti esperienza ma, alla fine di ogni scontro, ci vengono assegnati una quantità variabile di Cristarium points (Cp) che possiamo utilizzare all’interno di un’interfaccia molto simile alla sferografia di Final Fantasy X. Si ha così un upgrade di Hp, magie e tecniche ma, a differenza del sistema del capitolo predecessore, non avremo subito a disposizione l’intero schema ma, questa struttura, viene svelata pezzo pezzo andando avanti con i capitoli della storia.
Anche per quanto riguarda l’utilizzo delle Summon, immancabili in ogni capitolo della serie Square-Enix, ci sono caratteristiche riprese da FFX. Una volta evocato, il nostro compagno rimarrà accanto all’evocatore per un tempo limitato e sarà possibile anche “cavalcarlo” per effettuare diversi tipi di assalti ai nemici. E’ inoltre cosa gradita che questi Summon non sono solamente attacchi più potenti nei combattimenti ma avranno anche un ruolo nella trama del gioco.
In conclusione questo nuovo sistema di combattimento nonostante possa sembrare troppo distaccato dai soliti canoni di un jrpg con limitazioni come niente punti esperienza e niente mana, risulta invece essere un’innovazione ben sviluppata che rende il tutto intuitivo, divertente e molto strategico.

Un capolavoro tecnico
C’è poco da dire riguarda il comparto tecnico: è semplicemente perfetto. Considerando la durata del titolo sicuramente superiore a come siamo abituati (la storia principale dura minimo 50 ore), il motore grafico sviluppato da Square-Enix rende questo titolo un capolavoro da ammirare.
Si rimane davvero colpiti dalla realizzazione maniacale anche del più piccolo dettaglio. Personaggi, movimenti, ambientazione, effetti di luce: tutto è stato curato sotto ogni aspetto e certamente questo lo porta ad essere il miglior gioco graficamente disponibile tra quelli che lo eguagliano anche in durata. A volte ci sono si delle imperfezioni come texture leggermente sfocate soprattutto nelle ambientazioni o piccoli rallentamenti ma vi assicuro che tutto questo è decisamente trascurabile vedendo tutto ciò che fa da contorno.
Chi ha giocato le precedenti fantasie finali di Square-Enix, sa che la casa giapponese si concentra molto sui filmati di intermezzo. Le piccole imperfezioni che troviamo durante le fasi di gioco svaniscono totalmente nei Full Motion Video dove scelte cromatiche, movimenti, ambientazioni ed inquadrature dai tagli cinematografici lasciano di stucco il videogiocatore.
E come ogni Final Fantasy che si rispetti non è dameno neanche il comparto audio realizzato da una vera e propria orchestra di strumenti differenti per rendere l’idea di ogni atmosfera del gioco.

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Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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