Earth Defence Force 2025 – Recensione

Earth Defence Force 2025 è probabilmente il titolo più curato e completo della saga, permettendoci di affrontare la campagna con ben quattro personaggi e con ben 6 livelli di difficoltà, sia in solitaria che in compagnia, accompagnando il tutto da un sistema (abbozzato) di sviluppo e potenziamento del nostro avatar. Purtroppo però l'aspetto tecnico ed artistico del titolo e la trama completamente assente, insieme alla ripetitività, non lo elevano dalla massa e non lo fanno staccare dalla mediocrità che ha sempre distinto questa serie. Una svecchiata alle meccaniche di gioco ed un deciso passo avanti per lo meno sul fronte artistico è fortemente necessario per poter mantenere viva la saga sulle console di nuova generazione, e doveva già essere fatto con questo capitolo uscito alla fine del ciclo vitale di PS3. Il divertimento non manca, per questo ci sentiamo di consigliarlo ugualmente a chi è in cerca di un titolo spensierato, da giocare in compagnia a cervello spento, o a chi è in cerca di un titolo dove uccidere nemici enormi in quantità armati di mitra ed armi più o meno assurde.

Di tanto in tanto fanno capolino sugli scaffali dei negozi titoli dai nomi altisonanti, sottotitolati in giapponese, che propongono qui in occidente meccaniche e stili di gioco molto orientali. Earth Defence Force 2025 (da ora in poi EDF2025) è uno di questi titoli, seguito diretto di quel Earth Defence Force 2017 uscito qualche anno fa sulle nostre home console. Pronti ad affrontare ondate di insetti, ragni, robot e chi più ne ha più ne metta?

Prima Tokio, poi il Giappone ed infine il mondo!
Togliamoci un peso sin da ora: la trama, in EDF2025, è un mero pretesto per lanciarci nell’azione e sterminare ondate enormi di nemici di varia natura. Non aspettatevi spunti originali, colpi di scena o altro, anzi finirete a saltare dialoghi e filmati dopo appena un paio di missioni, giusto per buttarvi nella bolgia distruttiva che il titolo mette a disposizione. Di fatto, il titolo non si discosta dai precedenti capitoli della saga, mettendoci nei panni di un soldato selezionabile tra le quattro classi disponibili il cui unico scopo è entrare in azione e sterminare tutte le minacce che infesteranno la mappa di gioco. Il succo del titolo sta tutto qui, nel lanciarci contro orride creature armati di tutto punto in mappe discretamente grandi e completamente distruttibili, ad affrontare nemici di grandezza sempre maggiore.
Come dicevamo, in questo nuovo capitolo le classi utilizzabili sono ben 4 e si suddividono in Ranger, Air Raider, Wing Diver e Fencer. I primi sono i classici soldati già visti nei capitoli precedenti, discretamente resistenti, con una buona mobilità e dotati di armi moderatamente potenti, insomma il classico soldato medio.
Gli Air Raider sono invece, a nostro avviso, la classe più inutile del gioco
essendo unità di supporto che direzionano i soldati controllati dalla IA e che possono richiedere supporto aereo ed invio di mezzi; in verità però non così efficaci come ci si aspetterebbe e risultano invece difficili da utilizzare, colpa di un sistema di controllo un po’ troppo legnoso. Infine arrivano le due classi più divertenti, ossia il Fencer, un soldato super corazzato che può trasportare fino a quattro armi di grosso calibro, che parte avvantaggiato da più punti ferita ma lentissimo nei movimenti; infine il Wing Diver è l’esatto opposto, ossia un’unità estremamente leggera, con sole due armi ma dotato di jetpack per l’esplorazione, anche in verticale, degli ambienti di gioco.

Nonostante tutto il succo del titolo non cambia e indipendentemente dalla classe scelta ci troveremo sempre e comunque a dover svolgere missioni di pulizia e sterminio, dove l’unica variabile saranno il numero ed il tipo di nemici che affronteremo. Si parte da formiche giganti, inoffensive per i nostri eroi (o quasi), passando per ragni di vario genere, per arrivare a robot, navi spaziali ed altro ancora. La varietà non manca, nemmeno sul versante armamentario: le armi sono molteplici, suddivise per categoria, trovabili come item lasciati dai nemici uccisi. Non sarà possibile potenziarle purtroppo e per avere armi di livello superiore dovremo solo sperare di avere fortuna e che i nemici le sgancino. Non dissimile il sistema di potenziamento dei punti ferita, anch’essi vincolati al numero di pezzi “Armor” droppati dai nemici che, una volta finita la missione, potremo impiegare per potenziare la nostra resistenza.

Giappone fino in fondo
Oltre al gameplay molto grezzo e poco raffinato, tipico di queste produzioni, troviamo anche un aspetto tecnico ugualmente grezzo. La direzione artistica del prodotto non ha subito variazioni dai capitoli precedenti, presentando città si ben organizzate e verosimili ma prive di mordente. Discorso simile per i nemici, siano essi insetti o robot, con una forte componente citazionista su questi ultimi e sulle navette che ci verranno lanciate contro. Il mero aspetto tecnico è addirittura peggio dell’aspetto artistico, risultando povero sia a livello poligonale che a livello texture, senza la benché minima presenza di effetti particellari nè fumo volumetrico e, in generale, nessun effetto di post processing. Inaccettabile anche la fluidità, che visto l’aspetto tecnico del titolo ci si aspetta eccelsa, ma che in verità scende vertiginosamente sotto i 30 fotogrammi al secondo nelle situazioni concitate e sopratutto online, creando un effetto slowmotion poco piacevole. Un aspetto tecnico così obsoleto ha però permesso ai programmatori di inserire a video un numero esorbitante di nemici, strutture distruttibili (anche se in alcuni casi solo parzialmente) e degli ottimi effetti di luce per le armi, anche se tutti precalcolati e che non castano nessun genere di ombra sull’ambiente circostante.
L’audio non risolleva le sorti di un aspetto tecnico disastroso, con un doppiaggio piatto, musiche non eccezionali e nessun effetto degno di nota.
Troviamo invece pregevole la longevità del titolo, che si attesta tranquillamente sopra le 10 ore
, ed il replay value che, se vi farete coinvolgere dalle meccaniche si ripetitive ma molto divertenti, aumenterà a dismisura vista la necessità di affrontare le missioni con ogni singolo personaggio per poter apprezzarne la crescita ed assaporare l’armamentario che metterà a disposizione nelle missioni più avanzate.

Distruzione in compagnia
L’aspetto online, che di solito nelle produzioni di questo tipo risulta secondario, qui ha un peso ben diverso. Troviamo sia la possibilità di giocare in split screen con un amico sulla medesima console, sia la possibilità di affrontare la campagna online mediante matchmaking, ed infine troviamo anche una modalità versus che non siamo stati in grado di provare vista la scarsa quantità di persone che al momento giocano a questo titolo. La campagna in cooperativa risulta essere la stessa affrontata in singolo ma ci permette, grazie all’aiuto di un altro giocatore in carne ed ossa, di affrontare i livelli di difficoltà più alti, che risultano veramente ostici nelle fasi avanzate del gioco. Il netcode non ci ha messo davanti a difetti particolari, se non l’accennato slowmotion di cui parlavamo poc’anzi, difetto dovuto più al motore di gioco che ad altro.

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Loris "Asmodeus_Psycho" Mattiolo
Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ha iniziato a giocare sull'ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console SEGA e Nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Ama il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegna nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

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