Siamo finalmente giunti a recensire Brink, titolo sviluppato da Splash Damage. Starete pensando che questo titolo ormai è uscito da un pò di tempo ed avete ragione. Ma a causa del black-out di PlayStation Network causato dall’attacco hacker non aveva senso recensire un titolo che ha come componente principale la modalità online. Ma ora eccoci finalmente giunti al momento in cui parliamo di questo titolo.

La città eco-galleggiante
Il mondo è in piena crisi energetica e noi ci troviamo su Ark, la prima città costruita nel futuro totalmente ecologica. Il progetto di questa città viene preso come riferimento da parte di tutti i governi del globo, ma presto tutto questo risulta essere un fallimentare esperimento a causa di un eccessivo surriscaldamento della temperatura del pianeta e allo scioglimento dei ghiacci che ha causato l’inevitabile innalzamento dei mari.
Ecco che così Ark diventa una città galleggiante, unico rifugio in cui il genere umano può sopravvivere. Inizialmente viene dato libero accesso a tutti, cercando di far sopravvivere il maggior numero di persone, ma la mancanza di controlli porta inevitabilmente ad avere un numero di cittadini che la città non può contenere, e così il governo decide di dividere il territorio in due parti. Si creano così due “fazioni”, dove vediamo da una parte la Sicurezza che vuole mantenere l’ordine e la disciplina tra le strade di Ark, mentre la Resistenza, che vive in uno stato di miseria, vuole eliminare gli avversari ed andare in cerca di altri sopravvissuti sul pianeta.

Zero trama
Come vi abbiamo detto nell’introduzione Brink nasce come un’idea multiplayer online e questo lo si nota sin da subito, quando lanciando la campagna single player ci si accorge di avere davanti un titolo spoglio di qualsiasi componente narrativa. Nessun personaggio principale, nessun nemico, nessuna storia di fondo se non quelle poche informazioni spiegate nell’intro del gioco. Il tutto si trasforma quindi in una serie di partite simil-multiplayer in cui i nemici vengono “guidati” dall’intelligenza artificiale. L’unica scelta che potremo fare è di decidere se affrontare le otto missioni di una fazione piuttosto che dell’altra, secondo una struttura che prevede il raggiungimento di alcuni obiettivi standardizzati e privi di colpi di scena. Non possiamo quindi aggiungere altro sulla modalità single player, che mostra carenze praticamente sotto ogni punto di vista.

Multi-Brink & S.M.A.R.T.
Passiamo ora ad analizzare la parte principale di Brink, dove il team di Spalsh Damage si è concentrato di più, ovvero la modalità online. Ciò che si nota da subito entrando in una partita sono gli spazi stretti delle mappe, dove quindi si è costretti per lo più ad affrontare scontri a corta gittata, e dove ogni scambio di colpi diventa frenetico e quasi privo di ogni ragionamento tattico.
Una volta entrati in game potrete scegliere l’obiettivo che più vi attira selezionandolo da un menu apposito, obiettivi che cambiano in base alla classe scelta per affrontare quella determinata partita. In Brink si può infatti essere ingegneri, spie, medici o soldati, ed ognuna di queste classi avrà caratteristiche proprie, anche se di originale troviamo ben poco rispetto ad altri titoli già presenti sul mercato. Gli ingegneri possono aggiustare alcuni dispositivi e montare torrette utili contro i nemici; la spia ha la capacità di individuare esplosivi lasciati a terra dal nemico, può prendere le sembianze dei componenti del team avversario e può utilizzare le sue conoscenza in ambito hacker per modificare alcuni dispositivi; passiamo ora al medico, che come è intuibile dovrà intervenire in caso i membri del proprio team siano in difficoltà grazie ai medikit o a siringhe in grado di rianimare; infine il soldato è equipaggiato con armi più potenti ed è colui che ha il compito di fare più danni possibili al nemico, ma anche questo era facilmente intuibile.
Ogni classe è ben equilibrata, purtroppo però a causa delle mappe che come vi abbiamo detto prima sono caratterizzate per lo più da spazi ristretti, viene un pò meno il fattore collaborazione. Molto spesso infatti le azioni si trasformano nel correre verso l’obiettivo il più velocemente possibile e facendo carneficina dei propri nemici, senza sfruttare ripari o usare un minimo di logica nelle azioni.
Anche in Brink il sistema di crescita del proprio personaggio è regolato secondo il raggiungimento di livelli, ed al passaggio da uno all’altro si guadagnano monete da spendere per acquistare abilità speciali per ogni classe, che influiranno notevolmente sulla dinamica delle partite.

Fino a qui sembra tutto molto simile ad altri titoli, ma ci sono due aspetti che caratterizzano Brink e su cui si vede un impegno maggiore da parte del team di sviluppo. Uno di questi è l’editor del personaggio, in cui possiamo modificare una miriade di dettagli del nostro personaggio, partendo dalla fisionomia sotto ogni aspetto, per passare ai vestiti e ai più particolari tatuaggi e gingilli vari da applicare. Si passa poi alla personalizzazione estetica delle armi, che andranno ad influire anche sulle caratteristiche belliche. La varietà dell’inventario è veramente notevole, forse la più vasta sinora vista in un FPS, e può dare sfogo alla piena fantasia di tutti i videogiocatori.
Inoltre la fisionomia del personaggio incide anche sul gameplay stesso, se non anche sul realismo; si tratta infatti di un approccio differente al gioco in base alla stazza del personaggio, passando da alter-ego più massicci dai movimenti lenti ma con un’inclinazione più offensiva, fino ad arrivare a personaggi più snelli che possono muoversi più rapidamente ma saranno più vulnerabili ai colpi avversari.
Per sapere invece il secondo aspetto su cui gli Splash Damage si sono applicati maggiormente prendete Assassin’s Creed ed inseritelo in un FPS. FFFFFFatto? Avete il sistema S.M.A.R.T. (Smooth Movement Across Random Terrain) di Brink. Grazie alla pressione del tasto L2 si avrà la possibilità di correre ma, a differenza di altri FPS dove il nostro personaggio si ferma davanti a qualsiasi tipo di ostacoli, in questo titolo c’è una particolare analisi della mappa che permette al nostro alter-ego di saltare, arrampicarsi su sporgenze, ed effettuare del vero e proprio parkour nel caso colui che stiamo manovrando è dotato di una fisionomia snella. Tutto questo avviene in modo fluido, senza intoppare in nessun caso.

RASSEGNA PANORAMICA
Aspetto Tecnico
7.5
Gameplay
7.0
Trama
7.0
Intrattenimento
7.0
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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