Bioshock 2: Minerva’s Den – Recensione

Tirando le somme ci troviamo di fronte ad un must have. Un capitolo impacchettato in maniera impaccabile, con una trama che sarebbe potuta essere utilizzata per un terzo capitolo e delle piccole innovazioni che rendono comunque il titolo più che godibile e capace di non cadere nella monotonia. Quattro ore di gioco, ricche di azione e senza possibilità di prendere fiato... certo.. a meno che non mettiate pausa.

Storia & Longevità: 6.5/10
Gameplay: 7.0/10
Caratteristiche Tecniche: 7.0/10
Sonoro: 8.0/10

Piattaforma: PS3, Xbox360, PC
Genere: FPS
Sviluppatore: 2K Marin
Distributore: Cidiverte
Produttore: 2K Games
Data rilascio: 01/09/2010
Target: 18+
Giocatori: 1
Versione: PAL
Sito Ufficiale: n/d

“Sono Andrew Ryan, e sono qui per porvi una domanda: un uomo non ha diritti sul sudore della sua fronte?”
Rapture, una città tenebrosa, una città strana, una città in fondo al mare; qui vivono esseri umani mutanti, chiamati Ricombinanti, ed essere misteriosi, denominati Big Daddy. Siamo già stati qui. Nei panni di Jack, prima, e nei panni del Big Daddy soggetto Delta, successivamente. Ma ci stiamo ritornando  nuovamente nei panni di un Big Daddy: il soggetto Sigma. E’ il 1968, siamo ad un anno prima del risveglio del precedente omone con la trivella. Un’esplosione ci fa perdere i sensi, quando, al nostro risveglio, Porter ci contatta. Ci viene affidata l’importante missione di raggiungere uno dei luoghi più oscuri di Rapture, il Minerva’s Den, dove è custodito il Pensatore, una macchina ideata proprio da Porter e dal suo collega Wahl, entrambi dipendenti della Rapture Computing Center. Questa avanzatissima I.A., inizialmente, era stata progettata con lo scopo di gestire tutta la famosa città sottomarina: dai sistemi di ventilazione, alla gestione delle armi, passando per l’amministrazione del cibo, ma il Pensatore sapeva fare molto di più. Ben presto, infatti, Porter e Wahl scoprono che la macchina, non solo riesce a predire con estrema cura gli eventi futuri, ma si accorgono che diventa in grado di controllare le menti degli abitanti di Rapture. Wahl si rende conto subito dell’enorme potenziale dell’I.A. e decide di portare avanti l’opera, ma Porter non è d’accordo, vede in essa una pericolosa minaccia e cerca di distruggere il Pensatore. E’ proprio il suo collega a pensarla in maniera diversa e costringe Porter ad allontanarsi dal progetto, finendo col farlo arrestare. L’ex dipendente, tuttavia, non si arrende e delega il soggetto Sigma al fine di compiere ciò che era stato iniziato dal suo padrone: distruggere la pericolosa macchina.

The Thinker Knows
Oltre alla trama di Minerva’s Den, 2K Games ha introdotto molte novità anche nel gameplay grazie all’avvento di nuove armi, quali un fucile laser capace di annientare i nemici in poco tempo, e un nuovo plasmide, che genera un buco nero in grado di aspirare qualsiasi nemico si trovi nelle vicinanze, per poi sputarlo fuori con estrema violenza, ma è anche capace di aiutarci a risolvere enigmi altrimenti difficili. Come era lecito aspettarsi, tuttavia, anche gli avversari sono corsi ai ripari, potenziandosi, come lo è d’esempio il Bruto Feroce, molto più forte e potente del Bruto già visto nel gioco di base; oppure chiamando a raccolta nuovi alleati, tra cui i Lancieri, dei nuovi tipi di Big Daddy, armati anch’essi del fucile laser sopra menzionato. Ovviamente non mancheranno i classici nemici già visti nei precedenti capitoli e le sorelline, nonché avversari pericolosi conosciuti con il nome di Big Sister, incontrate nella campagna originale.

“Scelgo qualcosa di diverso. Scelgo l’impossibile. Scelgo…Rapture”
La struttura narrativa di Minerva’s Den è suddivisa da tre capitoli: due abbastanza lunghi, mentre l’ultimo è leggermente più corto. Il tutto, però, confeziona un prodotto che garantisce quattro ore di gioco in un universo narrativo sontuoso, dove è possibile capire lo stato d’animo di un Porter che ha perso tutto per la sua causa, seguito da un epilogo straziante capace di esternare tutti i demoni passati del nostro ex dipendente.
A Corredo di tutto ciò, troviamo una grafica che nulla toglie alla struttura base, leggermente migliorata e con un design dei livelli particolarmente ispirato, ma nel complesso simile al predecessore, come pure musiche ed effetti sonori di ottima fattura.

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Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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