Beyond: Due Anime – Recensione

Beyond: Due Anime è in fin dei conti un titolo che va al di la di ogni concezione tipica di videogame. Il prodotto finale, nonostante gli intoppi narrativi di cui vi abbiamo parlato, riesce comunque a spiccare per il modo in cui racconta l'intera vicenda, forte di una recitazione di prim'ordine. Il risultato riesce quindi a travolgere il giocatore con l'approfondita introspezione dei personaggi e con le ambientazioni che regalano vere e proprie gioie per gli occhi. Il tallone d'Achille di questa produzione è in fin dei conti una trama in alcuni tratti non ben calibrata, con scene che si staccano un pò dal resto della narrazione. L'interattività con la trama, questa volta a livello psicologico, dona ancora una volta un lato affascinante all'ennesimo titolo di David cage, dove grazie a scelte a volte difficili possiamo vedere come è possibile cambiare il modo di interagire di un personaggio nei confronti degli altri. In conclusione siamo di fronte ad un titolo molto particolare e non per tutti i palati, per poterlo apprezzare bisogna mettere da parte azione allo stato puro o qualsivoglia altra caratteristica tipica dei videogame per lasciarsi trasportare dalla trama.

La mente di David Cage ha partorito un nuovo titolo dopo il tanto apprezzato Heavy Rain, un titolo che ne ricalca in qualche modo la struttura ed il cui obiettivo è quello di proporre il massimo dell’interattività. Beyond: Due Anime, esclusiva PlayStation 3, è disponibile in tutti i negozi da pochi giorni e si mette tra le mani dei videogiocatori proprio alla fine di questa generazione, periodo in cui tutti coloro che prendono un pad in mano si aspettano il massimo dai titoli in uscita. Il team di Quantic Dream si è tirato su le maniche proprio per non deludere il pubblico, proponendo un prodotto che sin dalla sua presentazione ha destato molta curiosità per la sua particolare struttura. Saranno riusciti a proporre il massimo? Scopriamolo insieme

 

Un storia tormentata
Protagonista di Beyond: Due Anime è Jodie, una ragazza che sin dalla nascita è costretta a vivere con un fardello che per alcuni risulta essere un dono ma per lei altro non è che una maledizione. Questo fardello si chiama Aiden, una presenza oscura che da sempre vive con lei e che ormai ha preso parte ed in qualche modo ha diretto la sua vita, un’entità che spesso e volentieri si rapporta in modo brusco e che raramente riesce ad essere gentile.
Il racconto di questo titolo ruota intorno all’animo tormentato di questa ragazza in un arco temporale che si distribuisce lungo quindici anni della sua vita. Come vi abbiamo detto poco sopra lo scopo di Cage e del suo team era quello di riproporre ancora una volta un titolo dalla trama interattiva, così come accadeva nel capolavoro Heavy Rain con cui è stato rivisto totalmente questo tipo di gameplay. Non aspettatevi infatti nulla di diverso per quanto riguarda la struttura di base, dove gli ambienti e la trama sono il fulcro del titolo al contrario dei molti titoli usciti in questa gen dove a far da padrone sono stati spettacolarità delle azioni e freneticità. Beyond ha infatti una trama ben scandita e ricca di scene d’azione che non risultano essere mai troppo incalzanti ma si fondono perfettamente all’interno di un sistema di gioco molto più “leggero”.

L’intera narrazione sembra essere uno studio approfondito del maestro Cage che nei suoi titoli ha sempre voluto stupire con storie che sono riuscite a regalare emozioni entrando nell’animo dei videogiocatori. Per questo motivo il gameplay tende quasi a passare in secondo piano e in Beyond è stata infatti semplificata ancor più l’interfaccia per la gestione del personaggio, aumentando di conseguenza la visuale sull’ambiente di gioco. Questa scelta permette al videogiocatore di immedesimarsi ancor più nella trama che potrà essere in qualche modo influenzata dalle nostre azioni. Il fulcro del gameplay è infatti questo, la possibilità di poter “gestire” il racconto in base alle interazioni con i personaggi, innescando variabili che andranno a modificare sia il carattere di Jodie che il suo rapporto con Aiden e con le altre persone che le ruotano attorno.
Ma a differenza di Heavy Rain, dove alcune azioni potevano addirittura costare la vita dei personaggi e andavano a modificare il finale della storia, in questo nuovo titolo di Quantic Dream la trama viaggia in modo abbastanza lineare se non fosse per i balzi temporali che collegano l’infanzia di Jodie con le vicende che stiamo vivendo, il tutto legato da molte scene scriptate che amalgamano gli eventi. L’interattività la si avverte infatti più sullo stato d’animo dei personaggi o sul modo in cui la protagonista affronta le vicende del suo passato, approfondendo l’aspetto psicologico dei protagonisti in gioco piuttosto che le loro sorti.{gallery}Beyond-Two-Souls/Press-Kit{/gallery}Dal punto di vista narrativo un’altra cosa che stupisce è la grande varietà di generi che Cage è riuscito a mescolare, unendo azione, dramma, tensione e tanto altro in un insieme che riesce quasi del tutto, fatta eccezione per alcune scene che sembrano inserite senza troppo nesso logico come se si volesse allungare un pò il brodo. A far parte di queste scene sono soprattutto quelle in cui entra in gioco il paranormale, un aspetto che Cage non ha saputo gestire al meglio in quanto risultano a volte essere troppo irruente rispetto al resto del racconto; forse uno stacco che lo sceneggiatore ha voluto dare di proposito per far risaltare quelle situazioni, ma nella narrazione tutto questo un pò stona. E’ però da stimare il coraggio del team di sviluppo nel voler amalgamare strane situazioni in una trama tanto intrecciata quanto misteriosa, dove alla storia di una normale ragazza vanno ad aggiungersi spiriti legati a rituali, basi segrete e tanto altro.
Beyond: Due Anime infatti regala spesso e volentieri situazioni che strappano emozioni e che, a volte, potrebbero tirare fuori anche una lacrima. Per appassionarsi ed immedesimarsi nelle vicende di Jodie non ci vorrà molto, giusto il tempo di entrare nella sua vita piena di amarezza e di delusioni, segnata da un padre che la tratta male perchè la ritiene scomoda per la sua “particolarità”. Si susseguono così scene che fanno venire un nodo alla gola per la loro drammaticità, situazioni che strazziano gli animi e il tutto diventa quasi tragico grazie alla fermezza con cui viene raccontato.
Si ha quindi una trama che sbalza tra momenti ben strutturati ad altri troppo forzati rispetto al racconto che fa da contorno e questi alti e bassi portano ad un finale che è tanto epico quanto per alcuni aspetti poco chiaro. Forse David Cage ha voluto un pò esagerare nel mischiare azione, dramma, paranormale, malinconia ed altri generi; una trama più lineare forse avrebbe dato più valore ad un progetto di base valido ma con una realizzazione che in alcuni punti non convince fino in fondo.

 

La fine di una generazione…
Forse con Beyond: Due Anime siamo di fronte al titolo che riesce a spremere del tutto le potenzialità di PlayStation 3. Quello che più stupisce sono le ambientazioni di gioco, caratterizzate da dettagli maniacali e quasi sempre realizzate con una qualità che raramente sinora si è vista in un videogame. Anche Jodie è stata realizzata ottimamente in ogni scena, sia dal punto di vista della skin che per quanto riguarda la recitazione, complice sicuramente la partecipazione di Ellen Page e Willem Dafoe per la realizzazione di questo progetto. Ci sono ovviamente anche qui delle eccezioni, molto poche e soprattutto con dei difetti facilmente trascurabili come un leggero calo di framerate in alcune occasioni o l’abbassamento dell’anti-aliasing, entrambi i casi sovrastati dalla bellezza di quello che viene riprodotto a schermo.
I personaggi di contorno non riescono invece a raggiungere il livello qualitativo della protagonista, sia dal punto di vista tecnico che per quanto riguarda l’interpretazione delle espressioni. Ellen Page riesce a stupire con ogni movimento che ha saputo dare a Jodie, ogni espressione ed ogni emozione viene riproposta ottimamente e riesce a trasmettere alla perfezione lo stato d’animo della protagonista.
Di buona fattura il doppiaggio in italiano, ma per apprezzare al meglio la narrazione il doppiaggio originale riesce a dare quel qualcosa in più all’intera trama. Le musiche riescono a dare il loro contributo per enfatizzare nel migiore dei modi gli stati d’animo della protagonista, mentre sono meno azzeccate le tracce utilizzate durante le scene d’azione.

 

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Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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