Assassin’s Creed IV: Black Flag – Recensione

Assassin's Creed IV: Black Flag risulta essere un seguito a tutti gli effetti della storica battaglia tra Assassini e Templari. I miglioramenti apportati sono molti e risuta infatti essere ben sopra il terzo capitolo della serie sotto praticamente ogni punto di vista. La trama (che è possibile terminare con circa 20 ore di gioco se non ci soffermiamo su missioni secondarie e collezionabili vari) è infatti più interessante da seguire e le sessioni di gioco risultano essere più divertenti da gestire, complici soprattutto i combattimenti molto più rapidi rispetto al passato. Siamo quindi molto contenti di come si è conclusa questa saga su questa generazione e, oltre a migliorie varie, ci aspettiamo per lo più un salto qualitativo per quanto riguarda l'aspetto grafico del titolo, unico aspetto che ormai risulta essere indietro coi tempi.

La saga di Assassin’s Creed affascina i più da ormai molto tempo, passando per la storia di Altair a quella di Ezio Auditore da Firenze fino ad arrivare al quarto capitolo della serie dove la struttura di gioco rimane molto simile agli altri capitoli precedenti ma cambiano ancora una volta ambientazione e protagonista.
Questa volta infatti il mondo che andremo ad esplorare è quello dei pirati, un periodo affascinante della storia dove molti sono i miesteri che si celano dietro a questi oscuri personaggi che seminavano il terrore nei mari di tutto il mondo. Assassin’s Creed IV: Black Flag cerca infatti di spiegarci a modo suo cosa accadeva a quei tempi mettendo al centro dell’attenzione la libertà di questi uomini, una libertà tanto voluta quanto forse apparente.

All’arrembaggio!!!
Il protagonista di questa nuova avventra è Edward Kenway, un pirata assetato di ricchezze che è disposto a qualsiasi cosa pur di accumulare denaro con avidità. Tutto sembra andare liscio e spedito, una vita da pirata senza troppi intoppi, ma presto Kenway si ritrova naufrago su un’isola e senza la sua nave, ormai affondata durante uno scontro a fuoco avvenuto contro un uomo decisamente più abile rispetto agli altri marinai. Anche quest’ultimo però si ritrova naufrago e ferito e Edward decide di dargli il colpo di grazia. Il suo scopo è quello di prendere l’identità di quest’uomo per riuscire ad impossessarsi di altro denaro, ma presto scoprirà che si è imbattuto in qualcosa di veramente troppo grande e la sua voglia di ricchezze lo sta portando ad un destino che mai si sarebbe immaginato.
Ubisoft ha voluto caratterizzare il protagonita in un modo molto anomalo. Solitamente quando si parla di pirati ci si immagina personaggi già esperti dei mari, uomini vissuti e segnati dal tempo e dalle mille disavventure. Edward è invece un giovane ragazzo poco sopra i venti anni ma la sua voglia di diventare famoso lo porta ad essere molto determinato ed è infatti disposto ad usare qualsiasi mezzo pur di entrare nella storia dei pirati. Il tutto risulta essere molto interessante e riesce a legare il giocatore a questo protagonista fuori dal comune che è stato ben caratterizzato dal team di Ubisoft. Anche la trama risulta ben strutturata, con un intreccio che va a coinvolgere l’ormai eterna lotta tra Assassini e Templari con le vicende dello stesso Edward Kenway e la sua vita da pirata, una vita che si scontra con i fatti storici del diciassettesimo secolo in cui possiamo incontrare personaggi realmente esistiti.
Il tutto si mischia anche con le storie dell’Abstergo Entertainment, un’azienda che produce videogame attraverso i ricordi acquisiti dagli ormai conosciuti frammenti del DNA. Ubisoft ha voluto fare molta autoironia inserendo questo particolare aspetto della trama in quanto questa società produce proprio Assassin’s Creed IV, una scelta che a lungo andare risulta essere molto divertente da gestire e in cui vengono alla luce alcuni dettagli di questa storia parallela.

Per tutti i galeoni!!!
Il gameplay di Assassin’s Creed IV: Black Flag si divide in due fasi ben distinte: le classiche sessioni di combattimento a terra e quelle navali, un’aggiunta che è stata fatta nel terzo capitolo della serie ma forte del successo di queste battaglie Ubisoft ha voluto implementarle notevolmente in quest’ultima avventura.
Una buona parte del tempo lo impiegheremo infatti a bordo della Jackdaw, il nostro veliero, dotato di cannoni laterali per i classici attacchi sulla fiancata dei nemici, di quelli frontali ideali per rallentare la nave avversaria e di altre bocche di fuoco rotanti utilissime per infliggere ingenti danni. Il tutto è poi rinforzato da altri tipi di attacchi come mortai, barili esplosivi e tanto altro che avremo in quantità limitata.
Quando avremo la meglio su un avversario potremo poi scegliere se affondare del tutto la nave e in seguito recuperare parte del suo carico riversato in mare o partire con un arrembaggio, grazie al quale è possibile invece prendere il possesso di tutte le ricchezze presenti sul malcapitato veliero. In quest’ultimo caso sarà proprio il nostro Kenway a prendere il comando dell’agguato prima controllando un cannoncino con il quale colpisce i primi nemici sulla nave avversaria e poi lanciandosi con una cima in combattimenti corpo a corpo all’utimo sangue fino alla resa dei pochi superstiti.
Queste battaglie hanno dalla loro una spettacolarità unica sia dal punto di vista scenico che per quanto riguarda l’impegno che il giocatore deve mettere per avere la meglio su particolari navi che necessitano di più esperienza rispetto ad altre.
Alcune porzioni marittime sono inoltre comandate dai nostri nemici e difese da roccaforti armate fino ai denti. Quando ci avviciniamo a queste zone verremo spesso e volentieri attaccati da delle postazioni di cananoni situate sulle scogliere ed è proprio qui che sarà fondamentale la nostra tattica navale. Per avere la meglio dovremo infatti manovrare velocemente il galeone per portarlo fuori dalla portata di fuoco nemica, evidenziata da un segnale rosso, e una volta messi fuori uso i cannoni è possibile assaltare il forte e uccidere il capo conquistando la porzione d’oceano da lui controllata.
Ma le sorprese dei mari non finiscono qui. Andando avanti con l’avventura entreremo in possesso di una campana utile per l’esplorazione subacquea e grazie alla quale possiamo immergerci in alcuni punti della mappa per scovare nuovi tesori stando però attenti agli squali affamati a all’indicatore dell’aria, man mano sempre più scarsa.

Terraaaaaaaaaa!!!
Passiamo ora alle classiche sessioni che si svolgono quando il nostro protagonista mette i piedi a terra. Girovagando per i mari di Assassin’s Creed IV potremo trovare isole di diverse dimensioni; per quanto riguarda quelle più piccole, sprovviste di porto, dovremo avvicinarci il più possibile con la nostra nave e poi tuffarci in acqua per raggiungerla a nuoto, mentre per quanto riguarda quelle principali attraccheremo direttamente con la nostra Jackdaw ai pontili, attracco quasi sempre preceduto da una breve animazione. Sarà possibile anche utilizzare il viaggio rapido (una possibilità che noi vi consigliamo altamente di usare vista la vastità della mappa) grazie al quale il nostro Kenway potrà trovarsi in un batter d’occhio dall’altra parte degli oceani e il tutto avviene senza la presenza di caricamenti.
Una volta entrati in città noterete sin da subito che le attività disponibili non si discostano praticamente per nulla rispetto a quelle già viste nei precedenti capitoli. Potremo infatti esplorare ogni angolo di ogni isola, passando da centri abitati più o meno grandi fino ad arrivare a sperduti posti nella natura. Per svelare la mappa sono ancora presenti i punti di sincronizzazione e se ci troviamo nella natura selvaggia sarà ancora possibile intraprendere l’attività di caccia, importantissima per lo sviluppo del personaggio.
Anche la struttura dei combattimenti è rimasta più o meno la stessa, salvo per quanto riguarda delle piccole migliorie. Gli scontri si svolgono infatti in maniera molto più rapida rispetto al passato, con un protagonista molto più agile e che riesce a mettere al tappeto più avversari in un lasso di tempo veramente ridotto. Anche le parate seguite dalle contromosse sono state velocizzate per dare un senso ancor più dinamico. Abbiamo anche notato un aumento notevole del numero dei nemici, una caratteristica che favorisce più gli approcci stealth anche se spesso e volentieri la voglia di sguainare la sciabola è veramente alta. Le armi da taglio sono quelle che più utilizzerete durante i combattimenti sebbene il nuovo protagonista ha a disposizione ben quattro pistole utili per sparare in rapida successione quattro colpi.
Il sistema funziona molto bene ma abbiamo da segnalare ancora una volta un livello di difficoltà medio/basso per quanto riguarda i combattimenti, che sale solamente quando ci troviamo circondati da una quantità molto elevata di nemici.

Il mestiere del pirata: collezionare tesori!
Come nei precedenti capitoli anche in Black Flag è presente un sistema di progressione del personaggio, questa volta esteso però anche alla Jackdaw. Per quanto riguarda il protagonista potremo ottenere nuove armi, migliorarne le statistiche attraverso il ritrovamento di particolari oggetti (nei negozi o durante le fasi di caccia) o potremo equipaggiarlo con vadi gadget.
Il veliero invece può essere potenziato attraccando ai vari porti disponibili, dove sarà possibile acquistare nuove munizioni o migliorie. Bisogna però stare molto attenti agli acquisti da intraprendere in quanto il denaro non sarà mai in quantità molto elevata e bisognerà mettersi subito alla ricerca di altri profitti.
Non mancano poi i classici collezionabili presenti sotto forma di tesori, pagine della storia, canzoni da marinaio, mappe del tesoro e tanti altri oggetti sbloccabili grazie a determinate missioni. Tutto questo impegnerà sicuramente molto gli hardcore gamer che vorranno completare il titolo al 100% (un risultato che impegnerà per più di 50 ore di gioco).
E’ presente infine anche una modalità multiplayer corredata da un buon numero di modalità, tutte però caratterizzate dal ritrovamento degli avversari che si mimetizzano tra la folla prima che gli altri individuino noi. Per facilitare il tutto è presente un radar che ci indica dove sono posizionati i nemici e anche se sembra un aiuto un pò troppo accentuato bisogna sempre aguzzare la vista per riuscire ad individuare il giusto obiettivo.

E’ ora di cambiamenti!
Il motore grafico di Assassin’s Creed è ormai vicino alla pensione. Il peso degli anni inizia a farsi sentire anche se gestire un mondo così vasto aumentando di volta in volta la qualità grafica non è sicuramente una cosa semplice. E’ necessario però un salto di qualità che speriamo di vedere con la prossima generazione di console in quanto ormai è stato ben superato da altri titoli della corrente generazione. Nonostante però le texture non siano di altissima qualità e gli effetti di luce non raggiungono livelli ottimali il colpo d’occhio generale rimane sempre notevole e alcuni paesaggi sono stati ben caratterizzati dal team di sviluppo. Da segnalare anche in alcune occasioni un Aliasing troppo marcato.
Per quanto riguarda invece i vari personaggi la loro qualità visiva è stata resa molto bene mentre le città risultano essere un pò piatte, nulla a che vedere rispetto agli scenari che potevamo ammirare in Assassin’s Creed II e in tutta la storia di Ezio Auditore.
La colonna sonora è stata studiata a puntino con brani azzeccatissimi al tipo di atmosfera, soprattutto per quanto riguarda le canzoni marinaresche che accompagnano i nostri viaggi in mare. Un plauso anche al doppiaggio in italiano, mentre i passanti che incontriamo in città sono stati doppiati in inglese o spagnolo.

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Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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