Ys VIII: Lacrimosa of Dana – Recensione

Possiamo ritenerci tutto sommato soddisfatti di Ys VIII: Lacrimosa of Dana. È infatti un titolo longevo, pregno di contenuti e, cosa importantissima, divertente e adatto praticamente a chiunque. Condito inoltre da una trama sicuramente non perfetta, ma che ci ha tenuti incollati al piccolo schermo di PS Vita, ciò che non ha permesso al titolo di andare oltre al voto che vedete, è la componente tecnica. Un miglior lavoro di ottimizzazione e pulizia avrebbe sicuramente permesso al titolo di divenire un vero e proprio capolavoro.

Dopo il meraviglioso Persona 5, è giunto il tempo di recensire un altro JRPG, un genere che il sottoscritto non ha mai amato particolarmente, ma che ha iniziato ad apprezzare solo negli ultimi tempi viste le numerose uscite di qualità che arrivano direttamente dal Giappone. Approfittando di questo periodo particolarmente prolifico per il genere, abbiamo messo mano sull’ultima creazione di Nihon Falcom, Ys VIII: Lacrimosa of Dana, e dopo un’accurata prova, effettuata con una copia sull’ancora ottima PlayStation Vita, siamo pronti per parlarne nella nostra recensione.

Ys VIII

Ys VIII narra le gesta di Adol Christin, già protagonista dei vecchi capitoli della serie. Il nostro eroe, da passeggero della nave Lombardia (sì, il nome ci ha lasciati interdetti) si trova a fronteggiare una temibile minaccia. L’imbarcazione, diretta a Eresia, viene attaccata da un possente mostro marino, causa di numerosi morti e che costringe i pochi sopravvissuti ad un naufragio su una vicina isola.
Adol si trova così inizialmente solo su un’isola leggendaria e maledetta, ossia Seiren Island. Un’isola temuta da tutti, in quanto si narra che chiunque l’abbia vista prima d’ora, non sia mai tornato indietro per raccontarlo. Il protagonista scopre ben presto di non essere il solo ad essersi salvato ed infatti incontrerà man mano diversi altri passeggeri della Lombardia e membri dell’equipaggio, con i quali deve collaborare per sopravvivere.

La notra recensione di Ys VIII: Lacrimosa of Dana, un JRPG ricco di contenuti!

La trama ci ha piacevolmente colpiti, nonostante l’incipit non proprio brillante e originale. Il titolo ci ha tenuti impegnati per poco meno di 30 ore, passate a combattere, esplorare l’isola e molto altro ancora. Siamo però sicuri che i più temerari di voi potrebbero passarci sopra anche il doppio del tempo: il gioco è infatti lodevole dal punto di vista contenutistico, come vedremo a breve.

Ys VIII

Ys VIII è essenzialmente un action JRPG in terza persona che, grazie ai vari livelli di difficoltà, si adatta a qualsiasi giocatore. Come giusto che sia, la maggior parte del tempo viene speso esplorando l’immensa isola e combattendo contro mostri di vario genere, ma l’esplorazione non è così scontata come potrebbe sembrare.
Alcune zone risultano infatti inaccessibili, necessitando di più alleati per poter proseguire. Ad esempio, un masso potrebbe bloccare la strada, richiedendo la forza di 5 persone per spostarlo. Le aree, pur essendo piuttosto grandi, sono gestite a compartimenti stagni, intervallati da caricamenti. Questi ultimi risultano spesso troppo lunghi ma la struttura appena descritta rende il gioco adatto alla portatilità di PS Vita.
Alcune di queste zone possono essere invece adibite a punto di ristoro per il nostro party. Possiamo usarle per curarci, cucinare e via dicendo. L’hub centrale ci permette inoltre di sviluppare armi, cucire vestiti ed altro ancora, previo salvataggio dei personaggi esperti nel loro campo.

Il nuovo titolo targato Nihon Falcom ha una struttura adatta ad una portatile come PlayStation Vita, aiutata da un gameplay classico nel genere.

Ognuno dei personaggi può assegnarci degli incarichi secondari, come la raccolta di alcuni oggetti o cibo. A proposito di quest’ultimo, una delle nostre principali fonti di sostentamento è naturalmente il pesce. Per poterlo ottenere è stato inserito un simpatico minigioco sulla pesca, con tanto di menu dedicato con l’elenco delle razze pescate e relativi record.
Vi sarete accorti del fatto che non abbiamo ancora parlato del combat system. Quest’ultimo risulta piuttosto classico, quanto estremamente funzionale. Possiamo infatti agganciare i nemici avendo a disposizione un solo tasto per attaccare, uno per schivare ed uno per il salto. Proseguendo nella storia sbloccheremo nuove abilità e combo da assegnare al nostro personaggio e agli alleati.
Il tutto sembra inizialmente poco profondo nella sua semplicità, ma ci viene dato subito modo di passare in tempo reale ad altri membri del party. Ogni nemico e boss ha infatti i propri punti deboli e lo stesso vale anche per la nostra squadra, rendendo necessaria un minimo di strategia fin dalle prime ore di gioco.

Ys VIII

Inutile dire che è la componente tecnica a soffrire di più nella produzione nipponica. La grafica è tutto sommato gradevole sul piccolo schermo di PS Vita, grazie anche a una direzione artistica di tutto rispetto. I personaggi sono ben caratterizzati e texturizzati, un po’ meno gli ambienti di gioco. Essi sono infatti piuttosto spogli e alternano texture ottime ad altre vecchie di almeno una generazione.
Oltre ai già citati lunghi caricamenti, Ys VIII soffre anche nel framerate, che risulta non propriamente stabile anche in situazioni di calma piatta. Come prevedibile in produzioni di questo tipo, il titolo conta anche gli immancabili muri invisibili, uniti a compenetrazioni poligonali un po’ troppo marcate.
La colonna sonora è invece a dir poco eccezionale. Abbiamo infatti amato i brani presenti durante il gioco e nelle sequenze di intermezzo. Buoni anche gli effetti sonori in generale e discreto il doppiaggio in inglese. È possibile settare il doppiaggio in giapponese, previo download di un DLC gratuito pesante circa 200 MB. Ah, ovviamente il titolo non è stato localizzato nella lingua del Bel Paese, ma non abbiamo avuto alcun problema nel seguire la storia.

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Davide Begnihttps://www.playstationzone.it
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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