Reality Fighters – Recensione

Reality Fighters è un titolo che sicuramente non si può paragonare con altri picchiaduro, ed i motivi sono molteplici. La scarsa quantità di mosse disponibili ed una non buona reattività dei giocatori (cosa fondamentale in questo genere videoludico) sono i fattori che più penalizzano il gameplay, mentre tecnicamente parlando si poteva fare decisamente di meglio viste le potenzialità a disposizione. Il team di sviluppo ha deciso di voler sfruttare la realtà aumentata di PlayStation Vita e la cosa può essere stuzzicante, ma questo non basta per rendere appetibile un titolo. Certo non vi nego il divertimento e la soddisfazione di poter picchiare virtualmente qualcuno che ci sta particolarmente antipatico! 😀

Il genere picchiaduro riesce da tempo ad attirare un gran numero di fan, ed infatti è da sempre presente nelle line-up di qualsiasi console. Le saghe più gettonate come Street Fighter o Tekken sono sicuramente quelle che catturano più attenzione da parte del videogiocatore, ma ci sono software house che tentano l’azzardo sviluppando titoli di questo genere ma decisamente fuori dal comune. E’ il caso di Reality Fighters, videogame per PS Vita facente parte della sua line-up di lancio che vuole stravolgere la sua categoria di appartenenza cercando di sfruttare le feature caratteristiche della nuova console portatile Sony, con l’intento di divertire ed intrattenere il più possibile.
Vi anticipiamo da subito che la realizzazione di questo titolo lascia a desiderare sotto molti aspetti, ma alcune caratteristiche ben riuscite sono da segnalare a voi lettori in quanto mostrano le potenzialità della console e costituiscono ottimi spunti da poter sfruttare in altri titoli futuri.

How to become a fighter!
Guardando i film in TV o al cinema chi non ha mai sognato di essere un abile maestro di arti marziali? Relity Fighters ora lo rende possibile e a guidarci c’è un volto noto, Pat Morita, l’inimitabile maestro Miyagi di Karate Kid riprodotto in versione digitale.
La prima cosa che ci verrà chiesto di fare appena avviato il titolo è quella di creare il nostro primo personaggio e, per iniziare, dovremo scattare una foto a qualcuno o a noi stessi. A cosa serve? A dare il volto agli alter-ego di questo titolo! Attraverso una delle due fotocamere di PlayStation Vita infatti potremo scattare una fotografia, e grazie ad un’apposita interfaccia il gioco è in grado di scansionare l’immagine e ricreare il volto sulla skin del personaggio digitale.
Una volta fatto questo siamo pronti a poter personalizzare le altre parti del combattente, e devo dire che l’editor è decisamente ben fornito. Possiamo modificare la stazza e la voce del personaggio (registrando anche la nostra grazie al microfono della console), per poi passare agli indumenti ed ai gadget che vanno dai più comuni ai più bizzarri, come orecchie da coniglio, una maschera da girasole, scarpe da giullare, calzamaglia e tanti altri. Ovviamente all’inizio avremo una quantità limitata di oggetti disponibili, che aumenterà man mano.
Oltre a questo è possibile scegliere lo stile da combattimento da associare al personaggio, anch’esso selezionabile da una lista inizialmente limitata e tra cui ne possiamo trovare alcuni inventati, come quello zombie o quello balletto. Ogni stile è composto da un numero limitato di mosse disponibili, che è possibile effettuare sia con i normali tasti che utilizzando il touchscreen, e dobbiamo dire che qui si nota una delle prime cose che più lasciano a desiderare. La quantità di combinazioni possibili è decisamente limitata, ne avremo al massimo una decina per stile e ci ritroveremo spesso a dover effettuare sempre le solite mosse, rendendo gli scontri monotoni.

Metti la cera, togli la cera…qui non c’è cera!
Una volta finita la creazione del personaggio possiamo iniziare ad intraprendere i nostri combattimenti tra le varie modalità che offre questo titolo. Nessuna di queste riesce però a spiccare ne per originalità ne per profondità di gameplay, a partire da quella Storia, dove la trama raccontata è veramente sciapa ed uguale per tutti i personaggi giocabili. Inoltre sarà possibile giocare alle modalità Sfida a tempo, Sopravvivenza e Combattimento veloce, che saranno affiancate da modalità multiplayer giocabili in locale o online, dove però non abbiamo notato un afflusso molto elevato di utenza.
Si nota poi durante i combattimenti una certa lentezza da parte del personaggio nel replicare le mosse che vengono imposte sia dai comandi normali che dal touch-screen, soprattutto per quelle che richiedono una combinazione più lunga di azioni; a causa di questo ci ritroveremo spesso a picchiare il nostro avversario con semplici calci e pugni, per evitare di cadere in una frustrante foga sui tasti per la scarsa reattività del combattente.
Passiamo ora ad un’altra feature di PS Vita che vuole mettere in risalto Reality Fighters: la realtà aumentata. Prima di iniziare ogni scontro potremo scegliere lo scenario dove affrontarlo, ed inizialmente ne avremo a disposizione solamente due. Ogni ambientazione è rappresentata da una località realmente esistente nel mondo, “fotografata” a dovere e dove i nostri combattenti saranno liberi di picchiarsi. Oltre a questo però è possibile trasformare qualsiasi ambiente reale in uno scenario da combattimento, grazie al set di carte che trovate nella confezione di PS Vita ed alla fotocamera posteriore. Potremo quindi far scontrare i combattenti nella nostra camera, o sulla metro, o dove più vi piace, anche se si riscontrano alcune anomalie come la non percezione degli ostacoli, che i due personaggi a schermo potranno liberamente attraversare da parte a parte.

Non è Vita
Tecnicamente parlando Reality Fighters non farà sicuramente un’ottima figura. I colori dei menu e dei personaggi sono vivi e sgargianti ma le skin non rendono giustizia alle potenzialità hardware della console. Mentre gli indumenti ed i gadget sono realizzati discretamente, mettendo a nudo il personaggio le texture muscolari non convincono molto. I movimenti sono abbastanza realisti ma poco fluidi, colpa anche del framerate non troppo stabile.
Per quanto riguarda il motore fisico invece i colpi portati a segno non danno la sensazione della loro efficacia, e a volte sembra infatti che l’impatto non sia veritiero.
L’audio infine non presenta una colonna sonora vera e propria, è possibile ascoltare qualche breve brano di sottofondo, ma nulla di impegnativo.

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Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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